“Tu e il tuo ulivo fresco..” – Omelia Domenica delle Palme e della Passione del Signore – C

Tu e il tuo ulivo fresco

Oggi probabilmente torneremo a casa e andremo a prendere il ramoscello di ulivo che da un anno giace incastrato, li dove l’abbiamo messo l’anno scorso.
E ci stupiremo del fatto che sia impossibile toccarlo senza sgretolarlo (adoro questo verbo) miseramente. Sembra sano e bello ma appena lo tocchi va in mille pezzi e appena lo prendi in mano semini foglie per terra.. un po’ come la nostra fede quando non la coltivi mai.. (se non a parole) ad un certo punto al primo contatto con la realtà va in mille pezzi.
Il must, oggi, è proprio l’ulivo.. e con un sorriso allora potremmo dire.. dimmi perché ti porti a casa l’ulivo e ti dirò che cristiano sei..

Ulivo..
> Oggetto di arredo sacro? Perché è bello o suggestivo?
> Amuleto-porta fortuna? Non si sa mai, porta bene..
> Segno forte di tradizione religiosa? Sempre fatto, son cristiano quindi metto il rametto di ulivo incastrato nel calendario o dietro ad una foto di Papa Francesco, vicino al lumino?
> Segno di pace, augurio di bene, serenità.
> Ricordo di fede.. la parola oggi ce lo ricorda.

Lo stesso ulivo è bandiera festosa per accogliere trionfale l’ingresso solenne di Gesù a Gerusalemme, la gente tutta lo riconosce il messia e si sente tutta con lui.. e noi come allora lo ricordiamo oggi domenica delle palme lo stesso ulivo, o meglio, un intero giardino di ulivi.. testimoni silenziosi e imbarazzati del tradimento di Giuda, del sonno dei discepoli, della distanza tra quello che sta accadendo e quanto avevano creduto e sperato. La disperazione insopportabile fa girare lo sguardo altrove, rinnegare e fuggire; non son più cristiano se non a voce, meglio andarsene indifferenti, pigri ma devoti. Questo ulivo oggi ci racconta l’intera parabola della vita di Cristo e della nostra fede: esposta sempre all’abitudine superficiale e al tradimento.
Portiamo a casa un augurio che diventi almeno desiderio per non dire impegno.. la pace non esiste, esistono persone che scelgono di costruire la pace coi loro gesti e atteggiamenti.
Smontando rancori, fermando chiacchiere inutili (vecia)
evitando di seminare zizzania, commenti, giudizi senza ragioni o motivi.. pregiudizi
costruendo giorno per giorno la pace coi mattoni della pazienza, della speranza, la malta della fede, il filo della giustizia e della legalità, i mattoni della premura, del dialogo paziente, del confronto costruttivo e reale, obiettivo. Una vera pace è un equilibrio continuo restando innanzitutto in ascolto di quel che ci muove dentro e che viviamo incontrando l’altro.
Tutto questo ci aiuterà a vivere questa settimana santa in maniera consapevole e reale, cercando almeno di desiderare di scegliere tempi di silenzio, celebrazione delle sante liturgie e soprattutto ascolto. Lasciamo che questa settimana ci stupisca, che il volto di Cristo ci evangelizzi, che la Pasqua trovi in noi non solo scrupoli tradizionali della quaresima ma germogli potenti di vita nuova nella risurrezione.

 

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