“Più la mandi giù e più ti tira su..” – Omelia VIa Domenica di Pasqua – C

020516

Come ci sentiamo dopo aver accolto un vangelo così?
Io spero davvero rassicurati, lo accennavo all’inizio. E perché?
Fa un certo che, sentirsi dire “verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”: Gesù sta parlando di noi. Di come Lui, in comunione con Dio, vorrebbe vivere il rapporto con noi.
Che effetto fa? Vuole dimorare, cioè abitare in noi. Pazzesco. Come accogliere questa immagine che Gesù usa per noi?
Significa almeno 3 cose: che davanti a Lui..
  1. non siamo distanti: non è in cielo lontano, lassù, tra le nuvole. Dio non è in cielo.. il cielo comincia in noi.
  2. non siamo più ne mai soli: La potenza della preghiera, la consolazione di una presenza in noi. La sua voce di bene nella nostra coscienza. Soprattutto nelle ore di lavoro.
  3. non siamo estranei: la nostra vita, tutto quel che siamo, anche le crepe, le zone fredde o marce, gli riguarda, gli sta a cuore. La riconciliazione e la misericordia, come pure percepirsi accolti con empatia. Mai con distacco o peggio, vergogna.
Dimora in noi: penso a quante persone cercano di vivere in ascolto, pregando la Parola di Dio, a quanti coltivino la propria vita spirituale tenendola tra le mani durante la settimana.
Dimora, abita tra noi: nel suo nome siamo riuniti come comunità; siamo chiesa, perché abitati dalla Sua presenza, raccolti attorno alla Sua Parola. La chiesa, tra le case, il tabernacolo, le sante messe che celebra, la Parola che fonda tante attività: penso al servizio della catechesi, l’animazione e gli scout, penso al nuovo gruppo di lettori, numerosi e tanto altro. Ecco come dimora ancora: nella carità che facciamo, nell’attenzione agli ultimi, al creato, all’unità. Nella giustizia e nella legalità, nella passione e l’impegno con cui andiamo a lavorare.
Ma, permettetemi un secondo passaggio: dimorare sa di statico, come il pesce, dopo 3 giorni anche i parenti che abbiamo ospiti puzzano!
Quel dimorare, Gesù lo declina in modo concreto: siamo abitati dallo Spirito, pensiamo alla cresima, San Paolo dice che siamo tempio dello Spirito. La Sua presenza in noi non è statica ma Gesù dice: vi insegnerà e vi ricorderà. Bellissimo, ce lo ricorda perché noi abbiamo memoria corta. ri-cordare, fare venir su nel cuore
ma cosa succede in noi? Pensiamo ad un proverbio.
Un giorno lo abbiamo sentito per la prima volta, ci ha colpito, è rimasto impresso perché efficace. Con una frase, una immagine, ci veniva descritta in maniera opportuna una situazione. Per esempio una rondine non fa primavera. Poi lo iniziamo ad usare quando la situazione lo richiede. Non perdiamo tempo ad interpretarla o spiegarla.. ma lo usiamo ed il gioco è fatto. Non dobbiamo dire che quando accade qualcosa di positivo nella vita dovremmo fare attenzione perché potrebbero manifestarsi altri fenomeni contrari e quindi serve prudenza e disincanto.. no.. basta dirlo.
Così è la Parola. Più noi la frequentiamo, più attraverso di essa, Dio ci parla. Ci torna alla memoria, nel cuore,  illuminandoci.
Più la mandi giù, più ti tira su.. passatemi lo slogan del caffè. L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo, diceva S. Girolamo. Come possiamo dirci cristiani se non conosciamo un po’ Cristo? E come facciamo a conoscerlo se non sapendo come e perché è vissuto così? Il suo stile, le sue scelte concrete, la sua buona notizia? Più io sto di fronte alla Parola, mi lascio come abbronzare da essa, più la ricorderò. Al momento giusto mi verrà in aiuto, come dice Gesù, un suo atteggiamento, una parabola, una sua risposta.. e li potrò usare per quanto sto vivendo, per comprenderlo, per scegliere come comportarmi.
A volte basterebbe chiedersi, in una situazione: Gesù, ora, come ti comporteresti, fossi qui al mio posto? Pensiamoci, in parrocchia.
Vi ricorderà tutto quello vi ho detto.. perchè ci parla? Ecco la scommessa, ha qualcosa da dire di utile per noi adesso..
Per il nostro bene.. per avere criteri per orientare le nostre scelte e valori da far crescere per la nostra speranza.. per ritrovare direzione e senso per la nostra vita.. per ridarle dignità, qualità, libertà.
Ecco perché Lui vuole dimorare in noi, per parlarci e dare alle nostre esistenze uno spessore ed un sapore da invidiare.
Allora saremo una chiesa credibile perché in ascolto e portatrice di una buona notizia che dando qualità alle nostre vite, ci fa come dire.. invidiare dagli altri. Ci rende seducenti a chi sia in ricerca, vuoto, arrabbiato o spento.
Chiediamo al Signore allora come collaborazione di metterci in ascolto sempre più della Sua parola, più la manderemo giù, nutrendocene, più lei ci tirerà su, verso quel cielo che è già comincia in ciascuno di noi.
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