XVIIa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

bambina si reca in chiesa da sola

 

 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 11, 1-13

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Ci sarebbe da scriverne per giorni.. l’unica preghiera che Gesù ci ha consegnato è un compendio della fede.
Noi chiamiamo Dio, Padre.. il resto è devozione e “bigotteria” e nonostante questo.. gli preferiamo spesso santiemadonne.. con tutto il rispetto.
Solo la conoscenza di Gesù, per come è, ci porta al Padre. Altrimenti prenderemo granchi clamorosi e deviazioni diaboliche e mortifere.
L’amico che insiste.. fantastico..  la prima omelia, il primo commento sul Padre Nostro della storia.
Insistere non vuol dire che noi preghiamo per far cambiare idea a Dio, perché si accorga di noi.. e nemmeno vuole farsi pregare nel senso che più preghi più Lui si commuove e cambia idea o si ricorda o si adegua a noi o si accorge che ha sbagliato e ci da ragione o fa contenti.. no..
Io prego per cambiare me stesso di fronte a quella realtà e viverla in modo evangelico, guardarla come la guarda Dio..
La preghiera non cambia Dio ma apre la nostra mente, dilata i nostri cuori, trasformandoci interiormente, donandoci chiavi di lettura inedite e buone notizie che sgorgheranno.. dal nostro sguardo.. certo.. bisogna scegliere la luce di Dio sulla realtà.. che resterà quel che è; ma in noi tutto sarà diverso.

Un pensiero su “XVIIa Domenica T.O. – C

  1. Clod

    La preghiera ha bisogno di tempo, del MIO tempo, apparentemente per me così prezioso, per altri versi..
    Per questo è così difficile ( per me ) pregare bene.
    Ma se non so donare “cose preziose” a chi amo…

    “Cosa posso dare a Te che tu non hai mio Signor;
    io, poca cosa, e Tu l’immensità e la bontà”.

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