XIXa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

030816


In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 12, 32-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. 
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.
Piccolo gregge”: espressione, per dirla in triestino, molto “coccola”! Eppure anche altrettanto evocativa. Gesù se ne fuggiva quando volevano farlo re oppure osannarlo o celebrarlo.
Che idea di chiesa racchiude? Potente, appariscente, connivente, accomodante, dirigente, onnipresente-presenzialista, una chiesa che non vede l’ora di “andare a comandare”? Cosa aveva in mente chiamando a sè e con sè qualche pescatore, un terrorista, l’esattore delle tasse più odiato e gli altri della sua folle Armata Brancaleone? Ci aveva visto giusto, comunque, nonostante Pietro rinnegato (poi papa) e Giuda traditore, visto che gli altri alla fine son finiti tutti santi martiri.
Piccolo gregge: sa poi anche di manipolo di gregari che come gregge deve seguire.. il gregge non appare certo come un gruppo tra i più intelligenti.. basta fermarsi ad osservare un po’ di pecore.. o pecoroni..
C’è tutto l’Antico Testamento qui dietro, il resto di Israele, il popolo eletto.. a cui il Padre ha voluto (gli è piaciuto) dare il Regno. In effetti tutto è partito con quel popolo. Da sempre.
Mi soffermerei poi su un altro dettaglio: quel padrone che torna. Mi son sempre detto: “ma non potevi, Gesùùbbello, usare un’altra espressione? Proprio “padrone”? Già spesso lo percepiamo così.. spontaneamente. Queste parabole mi son sempre state indigeste.. proprio per quella parola, proprio quel tipo di esempio.. dover annunciare un volto di Dio che non fosse padrone, quando suo figlio lo cita.. va bè..
Poi ci rifletti e ti rendi conto che il padrone si comporta in modo assurdo: torna tardi e non ha nemmeno le chiavi di casa sua (ma questo ci può stare avendo i servi..) e trovando i servi al lavoro, a fare il loro dovere, per quello li paga, che fa? Si stringe la veste ai fianchi, come facevano i servi, li farà sedere a tavola e preparerà e servirà loro da mangiare???
Ma siamo fuori? A quel tempo, poi, mica oggi in cui al limite si può perfino dare confidenza alla colf.. a quel tempo che significa questo per noi? Quel “padrone” non si comporta in modo normale, secondo il buon senso. Ma nemmeno Gesù, lavando i piedi ai discepoli, avrebbe poi fatto altrettanto. Allora, al di là che dentro il nome padrone c’è pure padre, ci lasciamo stupire da un Dio a nostro servizio, che vuole servire alle nostre vite. Siamo consapevoli di questo?
O meglio.. al di là delle lampade accese o meno, siamo pronti davvero per questo annuncio per noi? Perchè no?
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