“Davanti al TG..” – Omelia XXXIIIa T.O. – C

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Celebrando la riconciliazione, un signore confessa di perdere le staffe davanti alla televisione: scandali, sprechi, corruzioni lo fanno incattivire e per questo si turba perchè poi scarica su altre persone il nervosismo accumulato.
Capita anche a voi? spesso, forse…Penso a qualche telegiornale privato, come niente fosse fa un elenco di omicidi, suicidi, rapine e mattanze (per poi concludere in gloria con la notizia del cane!)
Come fare? penso ad una famiglia: un imbuto in cui entrano tutti i  tipi di messaggio, a volte devastanti, dalla pubblicità e i suoi bisogni indotti, a certe mentalità, il relativismo banale e scontato,  atteggiamenti aggressivi, visioni distorte della vita o della fede, cellulari e tablet sempre in mano, pseudo valori, provocazioni; e ne siamo storditi o inconsapevoli. 
Il confronto con altri compagni di classe o di lavoro, o le compagnie…il frequentare ambienti diversi, gente, scelte e stili di vita che ci disturbano; vorremmo preservare i nostri figli, evitare ai bambini che…vorremmo certe cose nemmeno entrassero in casa nostra o speravamo non dovessimo affrontarle in famiglia..
Il problema è anche quello della contemporaneità: ovunque e sempre, di continuo siamo esposti e travolti da notizie di tutto il mondo, dal diritto di parola che in internet diventa capriccio o palcoscenico…e non sappiamo difenderci o come filtrare tutto questo. Siamo condannati a respirarlo e intossicarci.
Siamo a rischio overdose: allora reagiamo…chiusura ottusa, indifferenza, superficialità, banalizzazione, impotenza.
Forse è la stessa sensazione dopo un vangelo come questo, molto duro: siamo messi all’angolo, come un pugile sotto i colpi, come Giobbe quando iniziano le sue prove…
Distruzioni, persecuzioni, odio, prove, uccisioni… mamma mia…non c’è una cosa che vada bene…
Come se non bastasse Gesù aggiunge: “avrete allora occasione di dare testimonianza..” e di cosa? di quanto sia brutto essere cristiani? di quanto sia difficile vivere, magari nella mia famiglia, il vangelo? con figli adolescenti o bambini piccoli o in situazioni ferite o di disagio? Testimoniare cosa?
Io credo che questo vangelo, per quanto duro da mandare giù contenga un seme di crudo realismo e grande speranza. Vediamolo assieme. E’ una buona notizia.
Come non soccombere? come restare in piedi e a testa alta di fronte a questa realtà? Innanzitutto Gesù richiama una cosa importante:“non lasciatevi ingannare”. facile? si, se hai delle basi buone sul quale restare. Il vangelo, la tradizione, la dottrina sociale della chiesa possono aiutare. E come? avviando ed educando lo spirito critico, capacità di discernimento, avere una informazione corretta, esperienza di verità, se sai chiedere aiuto o approfittare delle tante opportunità possibili, anche in parrocchia.
“non andate dietro a loro”; interessante…certe mentalità non sono così innocue, non è tutto lo stesso, perché diventano stile di vita e le segui, le fai tue; tanto fan tutti così, che male c’è, ormai…
Saper fare le scelte giuste, boicottare, spegnere la tv, cambiare canale, dire che non si è d’accordo, cercare e scoprire chi la pensa e crede come te e fare rete. Cercare di continuo esempi positivi ed esperienze alternative. Custodirsi, vigilare, scegliere, crederci!
Infine direi che a tenerci in piedi sia la perseveranza che Gesù raccomanda. Io vi darò parola e sapienza. Lui è vangelo, buona notizia, parola performante che fa quel che dice e tocca il cuore, dissetandolo. Trasformare i nostri desideri e impotenza in preghiera, in richiesta: di luce, forza, sopportazione, pazienza. Lui parla ed è al nostro fianco. Saprò e potrò stare in piedi con perseveranza, immerso in questo mondo, con intelligenza e sapienza grazie a Lui, al volto bello e sano di Lui che ho incontrato e di cui voglio fare esperienza; ed è bello ricordare che il suo volto lo incontriamo e frequentiamo innanzitutto e anche nella comunità parrocchiale, con le sue esperienze e possibilità.
Questa pagina forse ci ricorda anche la provvisoria caducità di quel che stiamo vivendo, la capacità di comprendere il giusto peso da dare alle cose educandoci a dare qualità al nostro tempo, verità ai nostri desideri, fedeltà ai nostri impegni ed autenticità alle nostre scelte. Come quel tempio che crolla, nel vangelo…
Una famiglia ha bisogno di tutto questo, per non sentirsi sola: per dare sapore e perseveranza alla propria missione educativa. Chiediamo al Signore la forza e l’intelligenza per vivere il nostro tempo, così com’è, senza sconti ma senza nasconderci. Lui sarà al nostro fianco, con la sua parola e sapienza e anche se avremo paura, sapremo perseverare nel suo nome.Questa sarà la più bella delle nostre testimonianze.
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