“Facciamo due passi..” – Omelia IIIa Domenica di Pasqua A-2017

 
Questa pagina di Luca la ricordiamo bene: contiene tutto quello che ci serve. Per ricordare e per vivere.
Per ricordare innanzitutto:
pensiamo a come Luca descrive Gesù…
-si fa estraneo, straniero, forestiero: non si fa riconoscere, anonimo insomma uno che pare non c’entri niente o meglio, quello da cui non ti aspetti nulla, anzi ti sembra di dover essere tu a insegnargli tutto…in realtà si pone in ascolto e ti lascia spazio. Noi cristiani, sappiamo farlo? abbiamo questa umiltà?
-cammina a fianco, prende il tuo passo, non va oltre, non è lassù: accompagna, si adatta a te, a quel che sei, al ritmo della tua vita, che condivide e accoglie…. lo sentiamo al ns fianco?
-La sua presenza a poco a poco non è passiva: fa domande, inquieta, provoca…vuole che si rendano conto di quel che stanno vivendo, delle loro emozioni e pensieri, non dà risposte, ne soluzioni ma offre sé stesso. Noi vogliamo sempre ricette pronte, cosa fare, lui dà ingredienti e quindi la responsabilità a te di imparare ad usarli, il come fare.
-Moltiplicava pani e pesci ma si fa offrire la cena: si fa povero e bisognoso per essere accolto, si lascia ospitare, per non lasciare soli i due discepoli…che sembrano non aver capito davvero nulla di quel Gesù che li ha delusi…ma almeno da lui hanno imparato l’ospitalità e la gentilezza premurosa.
-Aiuta a rileggere quel che vivono, a partire dalla Parola commentata…, non ci ardeva il cuore? dimensione affettiva della nostra fede e vita spirituale..davvero lo sguardo di Dio sulla nostra vita ci scalda il cuore, ci fa sentire accolti e amati? preziosi e importanti? non si è cristiani senza sentirsi voler bene dal Padre, non possiamo almeno non desiderarlo.
Ma questa pagina contiene tutto non solo ricordare ma anche per vivere:
pensiamo alla messa che stiamo celebrando e che ogni domenica siamo invitati a celebrare.
Anche noi come i due discepoli arriviamo qui magari stanchi e delusi dalla fede cristiana, dalla vita e i suoi ritmi, preoccupazioni e desideri, bisogni e pensieri..
chiediamo ci perdoni, accogliendoci come siamo
Lo scopriamo vivo e attento nella Parola, se la ascoltiamo… Lui che si è fatto Parola vuole illuminare le nostre coscienze, scaldare anche i nostri cuori…farci sentire prediletti.
Si fa pane, oltre che Parola, la 2a parte della messa: ci fa cibo e nutrimento. Dono e impegno: questa settimana la tre sere di formazione ci aiuterà in questo, a sentire attraverso le parole di un imprenditore e di un bravo politico come il lavoro e la cittadinanza attiva siano ambiti indispensabili e scontati dove vivere la nostra fede, dove siamo attesi come cristiani testimoni credibili.
Papa Francesco: meglio non credenti che credenti ipocriti..parole pesanti che devono scuoterci….
E infine Gesù si rende invisibile…ai due, che lo riconobbero proprio nello spezzare il pane… potremmo dire che quella di cui parla Luca è stata la prima messa della storia, celebrata da Cristo in persona…e abbiamo visto come questo vangelo sia la struttura della messa stessa che stiamo celebrando ma anche il respiro di una vita cristiana…
anche per noi Gesù si rende invisibile: sparisce nella Parola ascoltata e custodita nei cuori, sparisce nelle nostre bocche nell’eucaristia: sparisce come i migliori educatori, quando sei diventato grande e autonomo, perché ora sai badare a te stesso…hai gli ingredienti giusti per vivere e sei chiamato, siamo chiamati ad uscire di chiesa e vivere nel suo nome, con la sua presenza invisibile nel cuore…ma che così affida ai nostri volti, al nostro sorriso, al nostro stile di vita il dono e l’impegno di rendere Lui visibile attraverso di noi. Chiediamo al Signore Gesù risorto per noi di continuare a farci risorgere con Lui.
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Un pensiero su ““Facciamo due passi..” – Omelia IIIa Domenica di Pasqua A-2017

  1. Fra

    E’ Lui che si avvicina sulla strada… che adoro particolarmente. Gesù anche dopo la sua risurrezione continua a fare quello che sempre ha fatto con i discepoli… camminare, ascoltare e ,solo dopo che trova accoglienza, insegnare e spezzare il pane. Amo questa sua pedagogia della strada. Non si presenta sul pulpito, non si definisce, non ha pretese di essere adorato o incensato e nemmeno soltanto di essere invitato a fermarsi con te. È compagno del cammino che si interessa della tua vita, di ciò che ti puo turbare. È questa tenera empatia che manca molte volte nelle nostre vite, nelle relazioni anche in parrocchia. Io che non ricordo i nomi, le strade, ma ricordo l’affetto, il sogno.. cerco il volto di questo Gesù che abbraccia la mia vita così com’è e non mi lascia sola.

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