Domenica XVa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo, 13,1-23

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice:

Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!

Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Credo che quei terreni siano il nostro cuore, guazzabuglio di bisogni, nostalgie, desideri, paure ancestrali e istinti belluini…
Abbiamo in noi una strada, un luogo frequentato, dove passano tutti… lì, in noi quando siamo in balia e travolti da messaggi, mentalità,idee..che come virus ci ammorbano: “son fatto così, mi hanno abituato-insegnato così, fan tutti così, che male c’è, chissà cosa pensano, non faccio del male a nessuno, ognuno fa quel che gli pare, ormai non si sa come vanno le cose, i tempi son cosi, non capisco ma mi adatto..” ecc. 
Non importa se mi fa vivere bene o morire dentro lentamente, se mi dà vita, qualità o non vita… ecco gli uccelli…che prendono il seme e se ne vanno.
Il terreno sassoso, con la terra abbondante ma non profonda…le nostre emozioni più saporite ed effervescenti, gli elenchi di buoni propositi… ho fatto un pellegrinaggio, mi son sentito bene, ho fatto quella esperienza, ho conosciuto quel gruppo, quel prete, quell’esperienza così bella che….. e poi? dai frutti ci riconosceranno, sussurrava Gesù ai discepoli…
Abbiamo in noi le spine: stare sulle spine-i rovi, essere preoccupati, in ansia: preoccupazioni concrete e quotidiane.
Avere, apparire, possedere, riempirsi, rassicurarsi, garantirsi, essere all’altezza, difendersi, pensare prima per sé … ansie micidiali, soprattutto educative, dei genitori nei confronti dei figli, iper protezioni…difensivi…  “soffocarono!”.. togliere aria e vita, come due mani attorno al collo, non poter respirare, vivere in affanno…quante persone così purtroppo….
La terra buona, semplice, piccola (cfr. vangelo di domenica scorsa), generosa e disponibile: si fa strada.
Il terreno accoglie, custodisce e mantiene.
Chi è il seminatore? cos’è il seme? La Parola? una buona parola? Uno stile cristiano, una forma di vita diversa da quelle indicate…
un certo modo di fare, educare, credere, scegliere, valutare…
Portare frutto: basterebbe questa come domanda…che frutti sta portando la mia vita?
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.