“Rispondimi….!”Omelia XXIVa to B-2018

 

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Un tatuaggio, cambiare auto, un week end fuori…

Francesca mi fa l’elenco di tutte le cose che suo marito Andrea ha fatto di testa sua, senza consultarla o col parere solo dei genitori, amici o colleghi; non le ha chiesto consiglio né confronto su alcune decisioni che riguardavano anche lei. 

 Si sente trascurata, esclusa da un marito troppo autonomo, che a parole dice di amarla ma non la considera, si comporta bene ma si arrangia nelle scelte più importanti; il tempo che dedica a lei e ai figli poi, è sempre “dopo”: Insomma non si sente “scelta”! le nasce la domanda: ma allora io chi sono per te? cosa conto per te?

Forse accade anche tra genitori e figli o con amici, famigliari..

E’ questo l’orizzonte su cui collocare la domanda di Gesù ai suoi; la prende larga, s’informa su opinioni e chiacchiere della gente ma poi li mette spalle al muro, ma voi chi dite che io sia? Parte Pietro, sempre appassionato e impulsivo: risposta giusta, precisa, da catechismo, ma …non ha capito la domanda! 

Gesù non sta chiedendo “sapete come mi chiamo, che faccio?” ma…quanto valgo io per te? quanto conto nella tua vita, caro cristiano, caro parrocchiano, caro prete? nelle scelte che fai, negli atteggiamenti che hai, nello stile delle tue relazioni, nel tempo che mi dedichi, nel modo in cui hai impostato la vita, affetti, lavoro…

Gesù ci ricorda che dirsi cristiani non è questione di pratiche religiose in più, cose da fare, devozioni, messe e preghierine, ritagli e avanzi di tempo o energie…come Andrea con Francesca.

  La nostra risposta di fede è: quanto sono coinvolto con Cristo? la fede è coinvolgente, impegno pratico e verificabile della propria vita, non è una parte da recitare come attori, gesti e frasi a memoria da ripetere ogni domenica sul palcoscenico. La mia vita concreta manifesta la mia fede, in Lui e nel Suo vangelo.

Gesù non cerca parole ma persone, non ci chiede solo opere buone, impegno morale o sociale ma innanzitutto una scelta di appartenenza, da innamorati…ti vuoi giocare la vita con me? cioè sulla mia proposta di uomo e società…(per Andrea e Francesca, sulla scelta di essere coppia, su un “noi”, famiglia.)..Vuoi essere una persona secondo il mio stile o quello di altri?

Ecco infatti che Gesù comincia a insegnare.. e fino ad allora? sono assieme, per strada da un anno, 8 capitoli…ma aveva intuito che i dodici pensavano ad altre idee di messia. Credevano di seguire un vincente, di successo, che avrebbe fatto fare loro carriera, avendo prestigio e risolvendo problemi. Pensano di esser saliti sul carro del vincitore, ma Lui, lassù, non c’è e invece parla loro di sofferenza e rifiuto. E Pietro? bellissimo e drammatico questo passaggio. Lo prende in disparte e gli spiega…chi deve essere, gli vuole insegnare il lavoro, a Gesù Cristo. Lo rimprovera perché non è religioso come lo vorrebbero loro. Anche noi spesso non permettiamo a Gesù di dirci chi è, perché per noi è importante fare e credere a modo nostro, fare quel che ci va. Finiamo così per rifiutarlo, come dice il vangelo, magari non esplicitamente ma lo mettiamo da parte, stiamo bene lo stesso senza Cristo, il suo stile ed il vangelo, in fondo possiamo fare tutto lo stesso: grest, scout, sacramenti, sagre, feste, messe..vivere come se…Lui esistesse ma in realtà non abbia nulla da offrirci. Lo teniamo buono noi…lo accontentiamo come sappiamo fare…

 Pensiamo a voler una fede convincente, i crocifissi ovunque, chiese piene, tanti sacramenti per tutti, una volta si che… consenso generale, valori e tradizioni, una chiesa forte, presente, convincente ma poi? 

   Gesù invece per la seconda volta rispiega a tutti che chi lo segue come si vive in maniera diversa. Noi pensiamo sia così la persona riuscita ma chi è l’uomo vero? Onore o amore? per Gesù è quello che come lui dona la vita, pensa prima agli altri, (nono pensa…prima noi, paroni a casa nostra..), lava i piedi, (non lo eviterebbe come Pietro) serve e non cerca applausi, non ragiona col nostro buon senso ma dà un senso nuovo alla vita, non cerca solo il consenso…persona realizzata, per Cristo è chi metta Lui davanti e lo segua, cioè cerchi di vivere come Lui, assieme a Lui, come strumento credibile di una speranza nuova, una qualità diversa di vita..chi sappia cercare di avere il vangelo come navigatore nella libertà del ..se vuoi seguirmi. Essere cristiani allora è scelta libera e integrale, mai definitiva ma sempre progressiva, un cammino da vivere e scoprire giorno per giorno, a partire da quello che siamo, in genere così poco, per affidarlo a Lui e alla misericordia di Dio Padre, che sempre ci spinge a fidarci di Lui e riprendere il cammino, a seguirlo. E sarà con la nostra vita, giorno per giorno, che potremo rispondergli. Così potremo dire col cuore chi sia per ciascuno di noi…quanto Lui conti per me. 

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Un pensiero su ““Rispondimi….!”Omelia XXIVa to B-2018

  1. stefania

    sono Stefania e mi chiedo: ma ci sarà una persona ad ogni messa che si sentirà appena appena bene per essere riuscita ad amare come Lui ….dovrà servire essendo invisibile , non essere troppo fragile per non sentirsi troppo colpevole , ricavarsi comunque i propri deserti per pregare , e poi non confondere l’amore umano con l’amore di Dio , nessuno è buono (lo affermò anche il coraggioso don Firmino) su questa terra : qualcuno è più sensibile più predisposto alla cura ma quando ci si addormenta sempre non avremo fatto qualcosa e allora bisogna perdonarsi , anche questo non è facile e non deve diventarlo facile…. grazie

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