Facciamo due comunità diverse… (Vasco) Omelia XXVIa to – B2018

 

 

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https://www.youtube.com/watch?v=Rg1ndCxwaFM

Qualche parrocchia fa, si faceva la distribuzione di un giornalino con una busta: notizie, informazioni e la possibilità di restituire un’offerta. Ci abbiamo messo 2 anni, NatalePasquaNatalePasqua, per capire perché tornassero indietro sempre così tante buste in parrocchia, avendo contato le case anche perché, controlla e verifica, tornavano sempre dalla stessa zona. Chiesto ai volontari per quelle vie, ci siamo sentiti dire, quasi con rimprovero, che li mica le avevano mai portate…non erano mica della parrocchia, ma da fuori. Un sorriso amaro. L’appartenenza non legata al territorio ma alla conoscenza…senza cattiveria ma non aveva senso! Un po’ come accade nel vangelo, noi i vicini e loro i lontani. E’ sempre molto forte, il rischio per una comunità o di una chiesa di chiudersi, in tanti modi. Fare nido caldo, essere autoreferenziale, stare solo con chi la pensa come te, un club di cattolici un po’ snob, che non sappia nemmeno cosa succede fuori dai 4 confini della propria comunità…

E poi, se ci pensiamo, volevano impedire a questa persona…di fare del bene. Come se avessero avuto loro il monopolio, e quindi il merito, la fortuna di…il bene, che lo faccia uno o l’altro, è sempre bene farlo…capite che miopia avevano nel cuore?

Chiunque si prenda cura dell’uomo e della qualità della sua vita, chi lotti per questo contro ingiustizie, miserie, cattiveria, ignoranza, soprusi… sta costruendo magari senza nemmeno saperlo ..il regno di Dio. Dio non è geloso, ci vuole tutti, meglio!

 Dai dove nasce questa miopia? “Non ci seguiva”. che sia un dettaglio, questo? interessante…glielo volevano impedire perché non seguiva loro, non Gesù. E’ Lui da seguire, non noi, quelli come noi: questi pur stando con Gesù, lo tradiscono, non lo riconoscono, hanno le loro cose da fare e da dire.. molto vero, ma molto molto attuale e triste. 

Con che sguardo, osserviamo la realtà? come un terreno arido e senza dio? allora faremo una lettura atea della realtà. Dio è in cielo e qui sulla terra va tutto male. Questa è un’eresia. Dio non è qui.

 Siamo chiamati a cercare, nella nostra realtà, in questo tempo, in questa cultura, veneta, italiana, occidentale, quello che il concilio 50 anni fa chiamava “i segni dei tempi”…quello a cui ci invita anche il sinodo della nostra diocesi. Quello che la nostra fede chiama Spirito Santo, già presente e al lavoro attorno e dentro di noi, anche dentro alle persone che non conosciamo o immaginiamo. Allora sapremo fare una lettura spirituale della nostra realtà, sentendo che non siamo qui a caso o abbandonati ma siamo chiamati a cercare con uno sguardo..altro e seguire Gesù.

Il mio sguardo è chiamato a riconoscere attorno a me le orme di Dio, percepirne il profumo, il passaggio, la sua presenza in chi cammina al mio fianco, in quello che succede…tra le pieghe della storia, della vita concreta di tutti e ciascuno, nella provvidenza…

Tito: “Non avrai altro Dio all’infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse venute dall’ est, dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male.
Se guardo tutti già catalogati…come farò ad essere libero e recettivo? con quale stupore, quale senso di meraviglia e spontaneità, riconoscerò che Dio è presente e agisce..e mi può raggiungere attraverso le persone da cui non mi aspetterei nulla?

Perchè poi, il bello è che Dio fa quel che gli pare e può insegnarci qualcosa di bello, proprio attraverso un’ esperienza brutta o una persona da cui non crederei di avere nulla da imparare….

E’ sempre questione di sguardi. 

Pensate se quei volontari invece, fedeli ad un vangelo in cui Gesù sempre ci chiede di essere tutti testimoni e missionari, da allora fino ad oggi con papa Francesco e il sinodo diocesano..se avessero detto..che bello, possiamo incontrare queste persone che da poco abitano qui e farle sentire accolte e attese in parrocchia, possiamo presentare le opportunità, invitarle a messa, alla sagra, all’oratorio. Ecco come essere tutti, sempre, missionari, testimoni.
   La parola allora oggi ci ha scossi… da un cristianesimo comodo e selettivo ma ci ha anche fatto percepire una strada bella… per trovarvi ristoro..quella di uno sguardo come Gesù..che sappia riconoscere i segni di bene e di vangelo in chi cammina con noi, al di la di tutto, per un mondo più giusto e una chiesa di battezzati, più autentica

Ci ristori e ci consoli la libertà di Dio di parlare ai nostri cuori da tutte le direzioni, come un vento, libero e imprevedibile,…

che spazzi via schemi ed etichette e ci faccia percepire che ci vuole raggiungere e convertire assieme agli altri, nella chiesa o al di fuori di essa…

 

 

 

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