Battesimo del Signore – 2019 anno C

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Tempo di lettura previsto: 4 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 3, 15-16.21–22

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccidei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Frittelle e crostoni sono stati sistemati a scaffale qualche giorno prima dell’Epifania, o Befana, che dir si voglia; insomma una commistione tra pandori e frittelle che non ti dico; poi arriva San Valentino coi Baci, i coniglietti e le uova di Pasqua, la Festa della Mamma, passando per San Patrizio, la festa del papà, del nonno… sospesi tra il Black Friday e i Santi, ehm Saldi…(scusate!)…

La calza della Befana normale non esiste più: nemmeno la cura e fantasia della mamma che si finge befana che mangia il cibo preparatole, che si inventa mandarini, carbone e noci assieme ai dolci per il figlio… ora abbiamo la calza di un certo super eroe, di cui già sai il contenuto, come l’uovo di Pasqua della Juve con dentro la sorpresa perfetta e incapace di deludere, coi mattoncini Lego puoi fare solo quel che ti dicono…

Insomma… che senso ha per noi ora, quel popolo in attesa? Con Amazon Prime non spegni nemmeno il pc che la roba è già fuori di casa, con Just Eat non aspetti nemmeno più le pizze in pizzeria leggendo la Gazzetta… con gli smartphone non devi più aspettare il postino con la lettera o andare a prendere le foto dal fotografo…36 massimo…

Ovvietà, certo, nostalgie? certo.. eppure… siamo in attesa di che? non abbiamo nemmeno – non ci viene concesso quasi nemmeno più il tempo o il lusso di attendere. Coltivare passione, desiderio, frustrazione, attesa, rimpianto, allenamento, silenzio, vuoto, sacrificio… Allora mi chiedo che volto di Gesù, di Vangelo possa essere annunciato qui in mezzo, in questo contesto culturale…. segnato dall’assenza dell’attesa. Tutto, subito, adesso, sempre. Perché se non abbiamo nulla o nessuno da attendere che viene a fare Gesù bello, coi piedoni a mollo nel Giordano in fila con gli sfigati che andavano dal Battista, rabbioso come una bestia nel fare ramanzine e predicozzi?

Eppure su questa scena scende lo Spirito, come una colomba: immagine delicata. Ripenso alla colomba che rientra nell’arca di Noè col ramoscello di ulivo a segnare la fine del diluvio, la fine delle ostilità al 90°, e l’arcobaleno che segna un nuovo inizio. Forse il Natale inizia proprio con l’inizio della vita pubblica, in questa domenica in cui Gesù ha lasciato le sedie da piallare in falegnameria e andandosi a battezzare, ha semplicemente detto a Maria e Giuseppe… AdDio…vado a fare le cose del Padre mio, non torno per cena.

Da allora… sono affari nostri…

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