DOMENICA VIa di PASQUA -C 2019

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 14, 23-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Nessuno nasce “imparato”; la fede non è questione di nozioni, informazioni, competenze ma un’esperienza da vivere. In forza di questa tu puoi fare cristianamente tutte le classiche “pratiche” ..che non saranno allora cose da fare per meritare ed essere meno indegni (con un Dio tra le nuvole che aspetta tu finisca e ti guarda da spettatore) ma risposte ed equipaggiamento per continuare a restare connessi con una persona vivente e risorta. Mi lascio trasportare da quei due verbi: insegnerà e ricorderà. Sono al futuro, cioè ci faranno compagnia per sempre. Lo Spirito continuerà ad insegnarci e ricordarci che significhi e come fare esperienza di Gesù. Non si è mai cristiani una volta per sempre… né in maniera “definitiva” … non è un diploma ma un viaggio, una vita.

Insegnare e ricordare…significa che ci vuole tempo, pazienza, cadute e rialzate, esercizi e ripetizioni; come pure attesa e capacità di aspettare il momento opportuno Ricordate quando Gesù dice ai discepoli che alcune cose “ora” non le potete capire, non sono per voi, le capirete più avanti, …perle ai porci..ecc. ecc.

Allora questi due verbi ci riconsegnano il valore storico di una fede che è un cammino aderente ai tempi di ciascuno. Rispettoso delle radici, del passato in cui ricordare e riconoscere le impronte di Dio al nostro fianco…come pure delle ali, per continuare a capire e fare esperienza in un presente rivolto al futuro… al bene possibile qui e ora, al meglio per me-noi, al rispetto dei passaggi che oggi sono in grado di fare, esposto, certo, alla speranza e scegliendo di vivere davvero….

Gesù ci dona questo spirito che ci permette di fare tale esperienza di Lui; trasformiamola in desiderio e …perché no, in preghiera… oggi cosa mi insegnerai? aiutami a stupirmi…cosa mi farai ricordare? aiutami a ringraziarti…. la marcia giusta, giorno per giorno, per credere con qualità e aderendo a noi stessi.

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