Domenica XVa t.o. – 2019 C

TEMPO DI LETTURA PREVISTO: 3 MINUTI

Michael Torevell

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In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 10, 25-37

Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza econ tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso».Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

“Il giorno seguente”… pensateci: non è un dettaglio, significa che ha dormito con il tipo alla locanda!
Ho letto e commentato questo brano decine di volte. Ma solo poco tempo fa mi sono soffermato su questo particolare. Significa che magari doveva andare a casa sua o dai suoi, o andare al cinema o a farsi gli affari propri o al lavoro ma ha ribaltato le sue priorità perché c’era da non abbandonare ancora quel tizio. Magari poteva dare anche un sacco di soldi all’hotel ma… la presenza umana, l’appello responsabile… Poesia? non so… l’elenco delle cure descritte da Luca è preciso, concreto, appassionato e zelante.
Più di qualche volta nelle canoniche dove sono stato mi è capitato di accogliere a scatola chiusa qualche pellegrino di passaggio…magari non italiano, rispolverare l’inglese, dare da mangiare, la doccia, un posto letto… una volta stavo proprio per uscire a cena e gli ho detto “se mi aspetti ti accolgo”. E al ritorno, io bello pasciutto e quasi dimenticando la cosa…, il tipo era la… non proprio un modello di samaritano, fare così da parte mia. E questo mi fa pensare. Accogliere ma alle mie condizioni.
Ma mi pare di poter dire davvero che accogliere non è poesia ma una sana rottura di scatole. Certo puoi accoglier gli angeli e cose varie…ma, niente, mi fa riflettere su quanto io sappia realmente espormi e giocarmi del mio, nella scomodità delle cose da fare o rinviare o rivedere per pagare fino in fondo e non solo a chiacchiere e dichiarazioni…il prezzo bello ma complesso della disponibilità e dell’accoglienza. Del fare spazio. Io a volte quando sono stato accolto, ho sentito che la vita dei miei ospiti era un po’ rimessa in discussione.
“il giorno seguente”… adeguare i miei tempi e impegni alla disponibilità necessaria…
meditate gente, meditate.

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