Domenica XXXIIa t.o. 2019-C

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In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 20, 27-38.

Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

I sadducei erano la classe ricca, di sacerdoti e addetti al culto nel tempio, devotissimi, fiscali e zelantissimi, distaccati però dalla gente; non credono alla risurrezione (essendo ricchi e sentendosi a posto non hanno margine di domanda!) ma da quel che dicono pensano semplicemente che la vita dopo la morte sia una prosecuzione di quella qui sulla terra. Infatti si domandano, volendo provocare (convinti di mettere in scacco Gesù nostro), se poi…eccetera: ma questo presuppone che sia tutto come qui.

Il levirato (la legge di dover sposare la cognata!) favoriva la discendenza, il cognome, la forza-lavoro e la protezione della vedova. Quindi come dire, la legge comanda sull’amore! E questo fa si che si capisca dove vogliono andare a parare. Anche noi nel parlare comune lo pensiamo spesso; sarà così e colà. Una sorta di proiezione ulteriore su quel che di qua conosciamo e apprezziamo. Come quando blateriamo che i kamikaze musulmani aspettano le vergini ecc. ecc.

Ma che dio stupido sarebbe quello che dà e poi toglie per ridare di nuovo? Anche se fosse “meglio o di più”… un po’ come gli egiziani e non solo loro, che nelle tombe mettevano cibo, provviste e oggetti per il viaggio. Ma se poi mi ritrovo come al punto di partenza? Tanto vale.

Mi affascina quel “non possono più morire…” uguali agli angeli e figli di Dio. Ah, però, le cose si fanno, pur misteriose, interessanti. Tutti vivono per Lui, attraverso di Lui.

Quindi oggi questo vangelo è senz’altro un po’ ostico ma ci chiede di ruminarlo un po’ e non azzardare conclusioni affrettate. La vita oltre la morte prosegue ma in maniera differente, non come qua, né meglio né peggio ma in maniera completa e definitiva.

Una esperienza dei viventi, come dice Gesù stesso…intanto ci basti questo!

 

2 pensieri su “Domenica XXXIIa t.o. 2019-C

  1. Maria G.

    “… ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della Risurrezione… Come si conciliano queste parole con il concetto di un Dio misericordioso che salva tutti?

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