Solo o solo, Gesù solo? Omelia IIa Quaresima B-’21

“Se non Gesù solo, con loro.” Solo: stasera mi fermo solo qui…una parola: troppo poco? Ha due significati: nel senso di tutto qua? tocca accontentarci, farcelo bastare, speravo meglio.Vivo delusione e frustrazione, amarezza e rassegnazione;oppure nel senso di “solo un capitano, c’è solo un capitano, o “solo lei poteva battere questo record!” vivere quindi unicità, esclusiva, qualcosa di grande e irripetibile! Allora entusiasmo, privilegio, soddisfazione.

    Marco lo sottolinea…ma in che momento? Appena dopo la trasfigurazione: sono apparsi Mosè ed Elia, hanno sentito la voce di Dio, Gesù si è trasfigurato di luce: insomma, una cosa certo misteriosa ma mica da poco, fatto memorabile, coinvolgente: Pietro infatti suggerisce come di fermare il tempo, far su 3 tende, si sta così bene, siamo fortunati, ma perché scendere e tornare alla vita di tutti i giorni…(anche perché Gesù aveva appena annunciato per la 1a volta la sua passione e morte, e detto che per seguirlo era necessario rinnegare sé stessi, e  Pietro stesso era stato invitato ad andare dietro…sentendosi chiamare satana…e allora.. ci sta…stiamo quassù al caldo). E invece…puf! Niente…e senza nemmeno raccontarlo!   Spesso ci sarà capitato di vivere qualcosa di simile, magari da giovani, sentendo il Signore davvero vicino, facendo servizio in parrocchia, ad un camposcuola, il giorno del matrimonio, sentire così viva la fede che mi pareva facile e naturale essere cristiano.

  Penso a esperienze forti coi giovani, incontrare il papa, un ritiro, un pellegrinaggio, un campo a Lourdes, la visita in Terra Santa…che bello, come mi sento bene, forte essere cristiani, insomma percepire sicurezza, entusiasmo, privilegio, pienezza! Poi tutto finisce, si torna a casa, è ancora lunedì e quindi scuola, lavoro, la messa in parrocchia col mio prete, tutto monotono e ordinario come prima…non è più facile né emozionante essere cristiano, non dà più gioia ma noia. Siamo soli con noi stessi e le ceneri di quell’emozione che ora è solo ricordo. E allora ci sentiamo invadere da delusione, amarezza e rassegnazione.. Ad es. gli adulti che seguono il percorso per la cresima: tutti frequentavano la parrocchia da giovani poi..la vita, gli impegni, le motivazioni…si evapora..

  Gesù.. solo? Nel primo caso: ci resta solo Lui per andare avanti anche quando ci sembra così poco o difficile, riconoscere che

abbiamo soltanto Lui, per fare esperienza di Dio, viver da figli, essere chiesa. Ci piaccia o no. Dio non vuol più essere disturbato, verrebbe da dire. Solo Lui, Gesù, che si definisce la porta per andare al Padre: le sue maledette beatitudini, così strane, il suo giudizio universale basato sulla carità e non sui meriti, l’operaio dell’ultima ora con lo stipendio intero, quando scrive sulla sabbia senza giudicare l’adultera, la mitezza e la capacità di indignarsi, rimproverando rabbioso i mercanti del tempio e il loro dio lontano ed esigente, lavare i piedi, farsi servo e ultimo, l’invito ad essere sale, luce della terra, continuo? Solo Lui. Se non ci basta…troveremo senz’altro alibi, scuse e giustificazioni e forse anche qualche facile devozione narcotica, su misura. Faremo finta di niente. Anche la messa a volte ci pare così poco, vorremmo i fuochi di artificio, il prete simpatico. Il vangelo, pensiamo, è sempre quello, in parrocchia ci si stanca, credere sembra inutile, prego, mi dico cristiano per inerzia, quel Gesù è troppo poco, bo…   

Oppure, nel secondo caso, solo Lui è il salvatore, la verità di noi, l’agnello che toglie i peccati del mondo, l’uomo pienamente riuscito nell’amore, colui che venne ad abitare in mezzo a noi, morto e risorto per i nostri peccati, per mostrarci il Padre, donarci vita in abbondanza, venuto perché la nostra gioia sia piena e si ottenga vita eterna, cioè di qualità diversa, che dura!

In entrambe le interpretazioni di questo solo…Gesù ci riporta all’essenziale, lui che dirà di essere via, verità e vita. Ci piaccia o meno! Essenziale: purificando le nostre idee sbagliate su un Dio religioso, annunciandoci il volto evangelico del Padre e di suo figlio, nostro fratello, Cristo, che ci cammina a fianco. Essenziale, ridonando vigore e direzione alla nostra fede, per non disperare scendendo dal monte delle nostre belle esperienze per continuare a scoprirlo soprattutto qui, in una vita ordinaria cui ridare sapore, è vero, forse con la sensazione di esser messi all’angolo ma imparando a farcelo bastare senza scappare altrove, in scorciatoie emotive perché non è lo stesso pregare i santi, le madonne e Gesù Cristo: no, non lo è. Credere a modo nostro o secondo il vangelo.. Essenziale perché così ci fa mettere in discussione, chiamati a rispondere al suo cosa cerchi?o.. Volete andarvene anche voi? perché solo lui ci fa essere noi, sorelle e fratelli riuniti nel suo nome, capaci di vivere da risorti, amando in modo divino.

 Chiediamo al Padre di desiderare solo Gesù, in questa quaresima e facciamo nostre le parole di Paolo ai Romani, 2a lettura: Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio figlio…, non ci donerà forse ogni cosa insieme a Lui?

L’essenziale, al di là di tutto..è…solo questo. Ci basterà?

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