Ginocchia sbucciate e Spirito Santo Omelia 2a Domenica di Pasqua C, 2022 durante Cristo

Da piccoli un ginocchio sbucciato la mamma lo curava subito intanto soffiandoci su, passa tutto, dai, non è niente e trovavi un po’ di sollievo; davanti ad un fuoco, il tuo soffio lo avvia, donandogli vita o ravviva le braci per cucinare; ma penso anche alla respirazione bocca a bocca, nella calma forzata di un’emergenza in cui il tuo respiro può ridar vita ad un’altra persona; ma anche al bacio di chi si ama e si scambia senza pensarci il respiro, ai vetri soffiati a Murano, a Miles Davis, John Coltrane, Louis Amstrong con il loro jazz soffiato in trombe e sassofoni, …fino al giovedì santo, in cui il vescovo soffia a lungo dentro l’ampolla per donare lo Spirito Santo, consacrando così l’olio del crisma. Esso servirà per i battesimi, le cresime, l’ordinazione dei preti, a consacrare altari e dedicare chiese…a ricordare che i cristiani son chiamati a profumare di risurrezione e santità. La Bibbia racconta che Dio soffia tante volte, per dare vita e vigore, ma ci ricorda che la nostra stessa esistenza è un soffio. Nel libro di Qohelet, la traduzione più precisa del famoso inizio “vanità di vanità, tutto è vanità” è proprio soffio..tutto è soffio. Gesù, nel vangelo appena accolto, alita sui discepoli. Gesto potente, evocativo, che suggestiona…pensando: sta donando loro lo Spirito santo, li consacra per inviarli.  Anche io mando voi…: scusate ma non vi viene da protestare? Non la sentite una voce fuori campo in voi che si ribella, dicendo ma cossa fettu? quelli là, mandi? Baucco! Pietro che ti ha rinnegato e fatto tanto il fassotuttomi, Giacomo e Giovanni sempre arrabbiati e permalosi, Bartolomeo il fanfarone che ti snobbava, Matteo il capo degli esattori delle tasse strozzini, loro che litigavano per i primi posti, cacciavano i bambini, dormivano invece di sostenerti con la preghiera nell’orto degli ulivi, che proprio li ti hanno abbandonato scappando di fronte a Giuda e ai soldati e che nemmeno durante la via crucis, né sotto la croce, si son fatti vivi..e tu mandi loro? Baucco, Gesù..ma come si fa? Ti dovremmo spiegare noi come gestire il personale, chi mandare a far servizio in parrocchia, a chi far fare il Papa, il vescovo e soprattutto il prete, chi consacrare al servizio religioso, a chi far gestire gruppi, attività e oratori… Eppure mandi loro. Hai augurato due volte la pace, non li hai mai rimproverati, ne hai rinfacciato nulla, li hai chiamati fratelli, figlioli, invitandoli a tornare in Galilea, a casa, per riconoscerti vicino, ti sei messo a nudo con i segni delle tue ferite e invitato il solito Tommaso a toccarti, per aiutarlo a comprendere; hai abitato le loro paure stando in mezzo.. e quante volte viene ripetuto. In mezzo, non “le tolgo io”, ma le abito con voi. In mezzo. Come quando offri la grazia agli sposi che per aiutarli ad accogliersi, come quando nel battesimo garantisci la tua forza di fronte al male

“Dio non è venuto a spiegare la sofferenza, è venuto a riempirla della sua presenza”, ricorda il drammaturgo francese P. Claudel

nel secolo scorso.

Credendo abbiate la vita nel mio nome. Quel soffio, quell’alito di Spirito santo è vita. Ha raggiunge anche noi, nel battesimo, il giorno della ns cresima.. ma ci crediamo? abbiate la vita. Ma non la vita naturale, che abbiamo già, donataci dai nostri genitori facendo l’amore, ma la vita nello spirito, la vita dei figli che vale altrettanto di quella biologica e ci rende nuovi, risorti, salvati. Chi non respira più è morto, ha esalato l’ultimo respiro, come Gesù nella croce. Diamo un significato oggi alla buona notizia del vangelo per noi e lasciamoci raggiungere da questo alito di vita, riscopriamolo già in noi, nella nostra anima, acceso dal nostro battesimo, e di cui abbiamo fatto assieme memoriale il giorno della Pasqua. Non siamo né meglio né peggio di quei discepoli impauriti e rinchiusi, smarriti e confusi, orgogliosi e permalosi..a ciascuno il risorto dona questa possibilità, con l’alito di vita dello Spirito che ci abita ed  accompagna. Così anche noi, credenti o meno, ci riconosceremo innanzitutto creduti e celebrati, e potremo con fede e desiderio riconoscere il Cristo come nostro signore e nostro Dio, vivere da risorti in qualche pagina della nostra giornata e avere in noi la forza di questa nuova vita.

Un pensiero su “Ginocchia sbucciate e Spirito Santo Omelia 2a Domenica di Pasqua C, 2022 durante Cristo

  1. elena

    caro don Matteo,
    riesci sempre a dire nelle tue omelie qualcosa che risponde a ME PERSONALMENTE,
    ai miei pensieri, ai miei bisogni. Continua ad illuminare con la tua testimonianza così gioiosa e mai banale. Grazie

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