(soffia sul microfono…) lo sentite? Fa fresco? Non l’avete sentito immagino, no? Peccato. Come quando da piccoli mamma soffiava sul ginocchio sbucciato o per rinfrescarti la fronte; ok, voleva essere solo un brutto esempio di quella “brezza leggera” percepita dal profeta Elia nella prima lettura.
Ci racconta che per fare davvero esperienza di Dio, sei chiamato a metterti in discussione perché Lui è sempre diverso o meglio oltre quanto pensiamo di aver capito, ci hanno detto di Lui o a cui ci siamo abituati o spesso aggrappati, per giustificarci chissà come.
Non è nel vento forte e potente, che spazza via il male dal mondo, le guerre, magari anche le spighe di zizzania di 2 domeniche fa;
non è nel terremoto che fa crollare i palazzi dei potenti e della religione istituita, come speravano alcuni discepoli o come quelli che ancora non vogliono credere perché “il Vaticano e il potere…; non è nel fuoco, quello che Gc e Gv, ribattezzati da Gesù “figli del tuono”, volevano far scendere sui cattivi, i pagani, i romani invasori, su quelli che ce l’avevano con il Messia (ne avevano paura).
No. Elia racconta che Dio è in una brezza leggera: anzi, la traduzione originale, più difficile e affascinante, è in una “voce di silenzio sottile”. Che vuol dire? Non so, è poesia. Un ossimoro, si direbbe, cioè due cose che non potrebbero stare assieme ma con le parole si può: ghiaccio bollente, attimo infinito, o come pretendere di essere uomo e Dio assieme, cioè G.Cristo, figlio di un falegname e di Dio, morto e risorto. PAUSA!! Sapete cos’è una…
Camera anecoica, senza eco: ce ne sono diverse nel mondo, stanze dove, attraverso un complesso sistema di isolamento acustico, si riesce a raggiungere il silenzio assoluto. Servono a calibrare strumenti di precisione o apparecchiature mediche. Interessante. Purtroppo non si riesce a restarci dentro per più di 30-40 minuti, dopo aver iniziato a sentire sempre più forte i propri rumori interni, battito cardiaco, flusso sanguigno, respiro…insomma si va via di testa, vertigini, allucinazioni; basta pensare a quanto ci metta a disagio il silenzio ogni tanto e già si comincia imbarazzati a tossire, a bisbigliare, a cambiare posizione…
A dire che ci sono certi silenzi che fanno più rumore di tante parole vuote. Così profondi e intensi da dare le vertigini.
Forse un Dio che si esprime come “voce di silenzio sottile” lo possiamo capire così. Una presenza in te e attorno a te che non ha bisogno di tante parole. Infatti dirà ad Elia “fermati alla presenza del Signore”. Spesso mi domando se, come cristiani, prima di fare tante cose e preghiere, abbiamo la consapevolezza in noi, nella fede, di essere alla Sua presenza. Non è facile spiegarlo ma credo questo possa agevolare la propria vita cristiana di figlie/i.
Quando ad es. sono
-Da solo: mentre mi metto a pregare e ne prendo consapevolezza, ad es, invocando lo Spirito Santo: mi trovo davanti a te o Padre, tu mi ami, mi accogli come sono, mi conosci e questo non mi fa sentire solo, sbagliato o estraneo, non sono un numero anonimo.
-In comunità o dove 2/3 sono riuniti… siamo comunità, ci accomuna questa paternità che ci rende fratelli e sorelle al di là dei rapporti di sangue, in tutto il mondo.
Mi può aiutare lo sguardo, mettendomi di fronte ad un’icona a casa o a un crocefisso, qui in chiesa o un bel quadro o a un panorama; oppure la fantasia o meglio l’immaginazione (capacità molto sottovalutata per la nostra vita spirituale): chiudo gli occhi e immagino la scena del vangelo che ho letto: volti, azioni, il paesaggio, le emozioni provate, le cose dette e i loro effetti (mi sta facendo molto bene vedere la serie tv The Chosen su Amazon Prime, la consiglio vivamente…) oppure dar fiducia ai salmi e farne propri alcuni versetti in cui si parla direttamente con Dio. Queste semplici attenzioni potrebbero aiutarci a fare un salto di fede e creare condizioni per ritrovarci in quella voce di silenzio sottile. Terremoto, vento forte e fuoco son segni forti ed espliciti, si impongono quasi con violenza oggettiva. Non mi pare lo stile di Dio con noi. Quella voce invece, delicata e quasi impalpabile, ci coinvolge in maniera più sottile, infatti e ci motiva, se lo vogliamo, come un sorriso,… alla nostra libertà.
(soffia…)
