XVa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

1890,+Il+buon+samaritano

Rimaniamo su Van Gogh con “Il buon samaritano” (1890)

 

“Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, mai il torturato.”
(da “Gabbie vuote”, di Elie Wiesel – 1928-2016, riposi in pace.. e se non avete letto il suo terribile “La notte”.. affrettatevi a farlo.)


 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 10, 25-37

Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».
Pagina magnifica.. Gesù usa come modello un samaritano, considerato peggio di uno zingaro per noi oggi..
Ci sarebbero da dire un sacco di cose interessanti, ma mi limito a farvi notare, se non l’aveste già fatto una cosa fondamentale..
Il dottore della legge, religioso e devoto, chiede.. “chi è il mio prossimo”.
Gesù gli gira la domanda.. ”chi ti sembra sia stato il prossimo..”
Gesù smaschera i sentimenti del dottore, che in cuor suo pensa che si possano aiutare certe persone, ma non altre. Vuole mettere confini e limiti all’amore, facendolo dipendere dal destinatario.
Quasi non volesse sprecare il proprio dono con chi non lo meriti..
Peccato però che l’amore non possa essere definito in funzione dell’identità, della qualità o dei meriti del destinatario (chi è il mio prossimo?), ma è un compito, un dovere cui ciascuno è chiamato. (Chi si è fatto prossimo?).
Non l’oggetto dell’amore è il prossimo, ma il soggetto che compie azioni d’amore.
Non ci si domanda chi è, ma ci si fa prossimo, uscendo da sé stessi, accorgendosi al momento giusto di chi abbia bisogno..
Il tuo prossimo è colui che tu decidi di rendere prossimo..
Luca è preciso nel caratterizzare i personaggi, nello sceglierli: dottore della legge, sacerdote, levita, samaritano..
Della vittima invece dice solo che era “un uomo”. Questo basta e avanza per rendercelo prossimo..
Al di là della provenienza, dell’età, del sesso.. basta che sia un essere umano come noi..

XIVa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

inviati-a-due-a-due-colored1

 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 10,1-12

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Se fossi stato lì avrei alzato la mano: “senti ma, se ne mandi 72 e poi ci chiedi di pregare.. mandane 144, no?”
IO a Dio il mestiere non lo insegno. Il regno è Suo, si arrangi.
Quando sento dire dalla devozione popolare raccolta in ipnotica preghiera biascicando, alla fine del rosario.. “manda santi sacerdoti e religiosi..” mi vien da sorridere, vorrei saltare fuori e dire.. “e soprattutto manda pure laici credibili, non clericali, non spiritualisti, non bigotti, da musei, per comunità impagliate, vive e colorate da fuori ma senza vita, morte dentro..
mandane quanti vuoi, basta non siano chiacchieroni, gelosi, in competizione, criticoni, insoddisfatti, protagonisti, iper presenti, sempre alla ricerca del merito, dell’applauso, della gratificazione, dell’ennesimo incarico in parrocchia, di sentirsi padroni o indispensabili.. che vogliano sempre insegnarmi “il mestiere” o ricordarmi che loro erano abituati così e colà..” ecc. ecc.
Eppure la chiesa nasce qui: dalla Tua voglia, progetto, di coinvolgerci, di non fare tutto da solo, tanto sei dddddiio, di dare responsabilità e non meriti, ingredienti e non ricette, di fidarti di noi.
Noi che non ci fidiamo nemmeno spesso di noi stessi.. quando attingeremo alla Tua fiducia? Cosa dovrei dire “E’ vicino a voi il regno di Dio?” E chi lo capirebbe?
Qui bisognerebbe suonare meno le campane, far rispettare gli orari, far star buoni i cei del grest, organizzare legalmente la sagra, moltiplicare le messe, ridurre le riunioni, coinvolgere le famiglie, disseminare a pioggia (altro non si può dire in un blog) i sacramenti, far andare d’accordo i gruppi divisi, accontentare tutti, soddisfare ogni singolo singulto spirituale e ogni solitaria devozione, abbattere i feudi, defenestrare i “paroni”, amalgamare i carismi, ridurre ancora di più i preti, toccare loro il contributo mensile se non fanno il loro dovere o se fanno tutto tranne che il loro dovere.. (e chi lo definisce, poi?), bacchettarli di brutto se avidi, ignavi, disonesti, arrivisti, carrieristi, accentratori, ipercarismatici.. se non collaborano, se chiudono, se non responsabilizzano i laici, se non si preparano le omelie, se non fanno le cose per bene e non come va a loro, perché loro hanno la sintesi perfetta.. o l’esperienza..
Altro che santi..basterebbero fossero umani, ecclesiali, sani, appassionati, veri, onesti e trasparenti: mai protagonisti ne vittime poverini, al centro del mondo..
caspita, Gesù, perché non hai fatto tutto tu?
Il regno di Dio è vicino. Noi siamo quel regno in atto.. quando ci avviciniamo ad una persona, entriamo in una famiglia.. e noi.. non vuol dire noi preti, ma NOI CRISTIANI.
Il regno di Dio, cioè il mondo come Lui lo ha sognato,  voluto, desiderato e affidato alle nostre mani e responsabilità.. è con, in e per noi.
Insomma manda chi ti pare, da fare ce n’è.. se siamo qua noi, figurati..

XIIIa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

le+volpi+hanno+le+loro+tane

 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 9,51-62

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
“Signore, vuoi che diciamo..” fantastico: ecco due volpi.. con o senza tane non importa. Due discepoli, chiamati da Gesù stesso: si capisce con che cuore e consapevolezza lo stiano seguendo.
Son di quelli che prendono in mano la situazione, facciamo noi, tu lascia perdere, Gesùbbbello, sappiamo noi come si fa, usiamo le maniere forti. Fatti da parte. Si fa a modo nostro.
Che soddisfazione, avevano capito niente. E anche i samaritani, che lo escludono senza riceverlo..
Pagine crude di vangelo che non possiamo ignorare. Forse è capitato anche a noi di ragionare come i fratellini di tuono e come i samaritani.
Qui a casa mia non entri. Cammina avanti: qui dentro la mia vita, in quella stanza, in quella situazione, mi arrangio, in quella connivenza, in quel peccato, in quel passato.. tu non c’entri.
Stai fuori. Posso essere cristiano anche senza di te, Gesù, a me bastano le mie pratiche, ma non mi interessa averti davvero come salvatore, vivere da salvato.. da chi? Da cosa? (Da te stesso, il più delle volta, backup!!!)
Le tre scene di chiamata poi son tre perle, anche misteriose.. non prendiamole alla lettera, spaccano la testa. Ma restiamo sul pezzo, già da domenica scorsa sul seguire e camminare.
Si deve decidere, recidere, incidere.. lasciare e mollare gli ormeggi.
Cero che ne emerge un volto piuttosto radicale: Gesù per chi lo sceglie, non vuole poi essere secondo a nessuno..
Un dettaglio su quel mettersi in canzoni con “ferma decisione” verso Gerusalemme.
Ha mangiato la foglia, potremmo dire, sa cosa gli sta per accadere: sta arrivando il conto. Altrove i vangeli scrivono tipo “a muso duro”, “indurendo il volto”.
Riusciamo ad avere la Sua stessa decisione, nei confronti di noi stessi però, per chiedergli una mano.. nel seguirLo verso il Nostro Bene?