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In ascolto della Passione secondo Marco
“(..) Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba..”
Barabba è ancora libero.. no?
Lo scegliamo così tante volte: ci da soddisfazione.. quando siamo folla.
Quando dalla folla di pensieri, ferite e idee, suggestioni e rancori, desideri e paure nel guazzabuglio del nostro cuore.. lo lasciamo vincere. Lasciamo che abbia il sopravvento non la nostra fede in Lui, ma la parte di noi più chiusa.
Chi è il nostro Barabba?
Se c’è una cosa che mi fa indignare, commuovere, arrabbiare, pena… è la spasmodica corsa al ramoscello dell’olivo che vivremo domenica. Razzie barbariche, orde di persone con l’occhio da shopping compulsivo che si fiondano davanti al tavolino manco fosse il rinfresco con le olive all’ascolana appena sfornate col prosecchino fresco.. e li, come dei botanici spirituali, tutti a scegliersi il ramo più bello, florido, appariscente e che “faccia pendant” con l’iconcina di plastica o le tende del salotto..
Retaggi di magia più che di fede, di un simbolo ridotto ad amuleto.. o a soprammobile.
Ma “ognuno crede a modo suo” qualcuno potrebbe chiosare o sbuffare..
Non direi: siamo tutti chiamati a credere.. verso Gesù.. una fede liberante, non magica ne pacifica!
“Sono venuto a portare la spada e la divisione, non la pace..” (Gesù di Nazareth!)
Mi viene in mente Gesù che scaccia tutti dal tempio rovesciando tavolini..
TU potrai celebrare, dire raccomandare.
Lo dice uno a cui verrà messo in mano il ramo più bello, col nastro rosso, per solcare la chiesa..
Dimenticando che Gesù era a dorso di un mulo.
A volte siamo quel mulo.. pensiamo che gli applausi e gli osanna siano per noi..
Non portiamoci a casa l’ulivo senza prenderci un impegno. Lasciamolo li..
Se scegliamo di “voler essere lasciati in pace”, piuttosto che di costruire la pace..
Se vogliamo ostinatamente stare in pace, senza saperci nè indignare nè innamorare ogni giorno..
Se preferiamo la pace del quieto vivere.. alla verità, alla giustizia, alla legalità..
Se ci fa comodo “lasciare in pace”.. piuttosto che interessarci, sporcarci le mani, darci da fare, prendere l’iniziativa, dire “eccomi, ci sono, come posso aiutarti?”
Lasciamolo li se non lo vorremmo porgere a tutti.. ma proprio tutti. E non servono gli esempi.
Hai già pensato a chi lo vorresti frustare con sto ramoscello, altro che.. non è vero?



