II° Domenica dopo Natale – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

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In ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 1,1-18

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Si, lo so.. è lo stesso vangelo di Natale.. non chiedetemi perchè!
Ma la liturgia è come se volesse dirci: ehi! Attenzione, il Natale non è passato.. non aver fretta di buttar via tutto come le calorie accumulate in eccesso da smaltire.
Torna a questa parola, meditala ancora; siamo abituati a consumare.. ma questa pagina di Giovanni non è certo una barzelletta che già non vuoi risentire la seconda volta perchè tanto sai come fa.
Va degustata a poco a poco.. è densissima. Ci sono frasi evocative, pesanti, significative.
Tanto sono “nudi e crudi” il vangelo ed il presepe, nella sua scandalosa, povera essenzialità.. tanto questa pagina che la liturgia ci offre per il giorno di Natale e per questa domenica è da vertigini.
Ne ho balbettato qualche spunto nell’omelia di Natale, messa del giorno: ma ogni frase ed espressione qui presenti meriterebbero molte più riflessioni.
“Lui lo ha rivelato.. Dio nessuno lo ha mai visto”.. eppure quanto ne parliamo di Dio.. quante cose gli chiediamo, raccomandiamo, insegniamo.. per quante cose ce la prendiamo con Lui e contro di Lui.. facciamo ipotesi, supposizioni, maturano in noi sensi di colpa e buoni propositi.
Diventa argomento, teoria, complotto, fumo, fonte di benedizione o sorgente feroce di imprecazione. Ma non l’abbiamo mai visto.
Lasciamolo stare, ogni tanto.. non riempiamocene la bocca agitata e altèra come se stessimo masticando un chewing gum..
Andiamo davanti al nostro presepio e sentiamo che effetto fa quello che ci viene annunciato nel vangelo:
avete notato che, tra l’altro.. questo vangelo è particolarmente originale.. non è parabola o racconto di Gesù, o dei dodici.. è come una voce fuori campo che ci istruisca con alcune suggestioni (e un paio di pappine ben assestate sui “suoi” (=noi) e il “mondo”) su quanto è accaduto.
Fidiamoci che quel bambino nel nostro presepio, oltre a essere di fatto NOSTRO FRATELLO, è l’unica interfaccia di Dio che ci è stata concessa o offerta.
Il resto sono idee; lui lo ha rivelato. Guardo a Gesù e capisco chi è Dio. Poi lo ascolto.
La fede per noi è tutto qua. Evangelizzare le nostre idee, coscienze, educazioni, attese, ipotesi, sicurezze e certezze su Dio a partire dal vangelo.
Se il Manzoni fece “sciacquare i panni in Arno”.. ai Promessi Sposi.. noi dovremo ogni tanto avere l’umiltà di sciacquare e ripulire quel che pensiamo di Dio e di tutta la faccenda religiosa ad esso legata.. dentro il Vangelo e nel rapporto con Fratel Gesù.
Altrimenti, come cantava Califano..”tutto il resto, è noooooooiaaaaa!”

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Santo Natale del Signore – messa del giorno – B

(Tempo di lettura previsto: 7 minuti)

“Babbo Natale ha avuto una brillante idea: andare a trovare la gente una volta l’anno.”
(Victor Borge)

natale

Lo sapevamo?

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 1,1-18

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

 

E’ vero, l’inizio non è facile. Non parliamo tutti i giorni dei “verbi”.
A meno che non siamo studenti o insegnanti di italiano o qualche lingua straniera.
Eppure il verbo è sempre e solo azione. Ci abbiamo mai pensato?
Dio diventa azione nel figlio Gesù. Gesù azione.
Mai statico, fisso, predeterminato, deciso, completo.
Ha bisogno di agire con noi, in noi, per noi.
Era già tutto scritto.
Poi il testo, il magnifico e famoso “prologo” di Giovanni.. ci accoglie e avvolge portandoci dentro al messaggio del Natale. C’è da perdersi.
Mi pare saggia la liturgia a farcelo incontrare ad ogni Natale: anche perchè è tanto ricco quanto inesauribile.
“Venne tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto”: questa sberla dobbiamo prenderla tutti.
Io per primo. IO, noi che ci sentiamo suoi.. credenti, praticanti, educatori, parrocchiani,gocciolati, eccetera. Ecco un primo esame di coscienza.
Ha dato il potere.. cioè la possibilità + la libertà di non approfittarne.
Abbiamo tutte le “APP” di cui abbiamo bisogno. Sta a noi usarle.
Lui ci tratta da adulti. Si chiama responsabilità. Capacità cioè di rispondere, di dire: tocca a me.
Io ho il potere. Mi interessa o continuerò solo a giustificarmi o galleggiare?
Abitare in mezzo a noi..
Dove lo vediamo attorno a noi? ne cerco le tracce?
In mezzo.. in mezzo al nostro corpo, come un bambino nella panza della mamma.
In mezzo… dentro! Non tra le nuvole, lassù in cielo, distante.
Lui è in mezzo a noi, dietro il taschino delle nostre camice.. ma noi ci siamo?
Siamo al centro di noi o in periferia? Siamo in ascolto? Riusciamo ad essere protagonisti della nostra esistenza?
Ne da volere di carne ne di uomo.. ma da Dio sono generati.
Non avrei altro da aggiungere. Carne, uomo.. famiglia, storia, tradizione, ferite, vuoti, divisioni, chiusure.. non importa..
A noi ci genera Dio. Il Natale inizia da qui. Veniamo da Lui.
Non siamo qui a caso. Nessuno è qui a caso; nessuno è al mondo.. “a vuoto” o per sbaglio.
Nessun rifiuto. Ci pensa Lui.
Non solo il Natale ma direi.. la fede inizia da qui. La nostra fede, la fede in noi stessi da questo nuovo e inedito ma sempre nuovo punto di partenza.
La grazia e la verità, dice Giovanni, viene per mezzo di Gesù.
Anche ora, con questa buona notizia che ci viene chiesto di accogliere.
Vengo da Dio. Andrò a Lui.
Il resto è.. nel mezzo! Incarnazione, del resto.
Buon Natale.

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IV° Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

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(L’indimenticabile Damiel, l’angelo de “Il cielo sopra Berlino” di W. Wenders, 1987)

Un applicazione concreta e bellissima da ascoltare a tutto volume..

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1,26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Scommetto che appena hai iniziato a leggere hai detto tipo..”ah, il vangelo dell’Immacolata.. me lo ricordo” oppure..”ah, ecco, l’Annunciazione.. la conosco a memoria”.. e magari ti sei messo subito a leggere il commento.. Male! No! Nein!
Torna subito a leggere l’unica Parola che ha precedenza su tutto.. Parola che è vita e appello diretto di Dio se la accogliamo con fede e invocando in noi il dono dello Spirito Santo come compagno di lettura e ascolto. La Parola va ascoltata.. non letta come un raccontino edificante. C’è potenza nel testo biblico.. c’è vita, da lasciar entrare in noi.
Detto e chiarito questo, veniamo a noi.
Ci troviamo davanti ad una delle pagine più belle della storia sacra. L’abbiamo probabilmente vista rappresentata dai più grandi artisti del mondo e abbiamo certo presente qualche opera.. i più longevi tra voi “gocciolati” magari ricordano anche un fenomenale sketch tra Lello Arena e Massimo Troisi..
Ma io oggi vorrei capovolgere l’attenzione e mettermi nei panni dell’angelo; di questo Gabriele che ad un certo punto si è dovuto organizzare e scender giù a Nazareth.
E’ uno dei due angeli che la Bibbia chiama per nome. Il significato di “Gabriele” infatti è “(l’uomo) forte di Dio” o “Dio è forte”.
Qualche autore ne parla perfino come “la mano sinistra di Dio”. (Maradona non ne abbia a male..)
E’ uno dei messaggeri preferiti da Dio stesso: a lui infatti l’incarico di annunciare a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, a Maria che sarà madre di Gesù e qualcos’altro nell’Antico Testamento.
Un messaggero forte di Dio insomma. Di un Dio che ha qualcosa da dire a qualcuno.
Vediamo allora di fare due ragionamenti veloci: Dio ha qualcosa da dire. Interessante.. anche perchè in caso contrario, poteva starsene con Gesù e lo Spirito e la loro bella Trinità tra le nuvole. Ha qualcosa da dire a qualcuno. Quindi anche a me. Ma ci credo?
Credo che la mia vita può essere destinataria di un annuncio? Non subito di cose da fare o reclamare ma di buone notizie.. (che, guarda caso, è la traduzione, pur al singolare, di Vangelo.. ”buona notizia”).. La vita cristiana prima che qualcosa di morale da fare o meno è un vivere in ascolto!
La mia vita è destinata a ricevere una buona notizia: ad essere buona notizia.
La mia vita, buona notizia, perchè in ascolto di Dio, può diventare buona notizia per gli altri.. e la buona notizia è la prima testimonianza.. che posso dare.. come fosse un profumo che non posso fare a meno di far percepire agli altri. Magari sarà un sorriso di pace, una serenità diffusa, un abbandono fiducioso, una speranza concreta, un incoraggiamento fraterno, una spinta a rialzarsi, un favore spontaneo, un gesto gentile, un’attenzione cortese..
La mia vitabuonanotizia.. mi rende angelo per gli altri. Persona che sa cercare, fare i primi passi.. come fa Gabriele.
Che sa intercettare il vissuto dell’altro, con empatia e concretezza..
Che sa dargli prospettive nuove su cui incamminarsi ed investire..
Che sa rassicurare e guidare..
Ognuno di noi è chiamato a diventare un angelo.. non solo perchè “buono” e premuroso.. che già sarebbe..
Ma in quanto messaggero di buona notizia.
Chi attorno a noi, avrebbe bisogno di sentire che la propria vita può essere una buona notizia?
Perchè ora non prendo il cellulare e glielo dico?
Forse qualcuno sta aspettando che un angelo stile Lucio Dalla.. glielo faccia presente..
Che fai ancora qua davanti al pc?
Il Natale magari, comincia da qui..

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