Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo – A

(Tempo di lettura previsto: dipende)

18112014

Giudizio Universale” (Giotto – Cappella degli Scrovegni, Padova)

 

PER MOLTI MA NON PER TUTTI.. UNA PAUSA ROCK..
https://www.youtube.com/watch?v=jQ3Xo1vK9kk

 

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
 
 Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna”.


Pure il commento, volete? Ma non vi pare che sia fin troppo chiaro, sto Vangelo?
Lasciate stare i miei commentini deliranti e riascoltiamo queste parole, lasciamole “venirci su” con la loro potenza concreta e pratica, chiedendo loro di evocare.

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XXXIII° – A

(Tempo di lettura previsto: 2 minuti)

111114

“Si dovrebbe voler essere un balsamo per molte ferite.” (Hetty Hillesum)

 

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 25,14-30

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Avverrà infatti come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Ah, si, quella dei talenti: la conosco! EEEhh mammamia.. l’ho letta un sacco di volte, la so: a uno 5, a uno 2, a uno.. uno soltanto.
Il padrone è cattivo, loro li portano in banca, le parole le prende l’ultimo perchè ha avuto paura.
Qualche economista e sindacalista avrebbe qualcosa da ridire ma..si sa, è una parabola.
Si, dai, è facile. Un po’ indigesta la parola “padrone”.. la paura ce l’abbiamo tutti ma.. de che? Va ben non importa.
Ah, già, che bello.. ricordo anche quante volte da piccolo, ai campiscuola ho preparato il talentino di carta giallo oro (cioè gialla e basta!) per scriverci i miei talenti, le mie qualità: simpatico, disponibile, generoso.. solare!!
All’altro camposcuola avevamo fatto lo stesso sulle pagnottine di pane perchè c’era il vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: stesso cartoncino giallo pane (cioè giallo e basta) però tagliato rotondo.. e magari coi pesciolini in cartoncino azzurro.
Che chic.. gentile, disponibile, altruista. Bingo!
Che bello, come siamo bravi. Che altro aggiungere aspettando la prossima Goccia e il prossimo vangelo?
E il servo inutile.. ma se in un’altra pagina ci avevi detto, o buonGesù, di ricordare che siamo servi inutili? Allora fai confusione?
Mettiti d’accordo con te stesso!
Talenti, 543210, rendite e padroni: potremmo prendere in mano seriamente una domanda tipo:
“ma di cosa ho paura, quando mi metto davanti a Gesù e a Dio Padre?” e restarci coraggiosamente sopra per qualche minuto.
Ma ho paura sia troppo difficile.
Mumble.. mumble..
Potremmo ad esempio, al di là delle pagnottine e dei soldini di carta gialla, del talenti.. parola ormai di uso comune.. provare a mettermi davanti a Gesù e dire.. davvero tu hai donato a me qualcosa? Ho delle risorse? Io?
Ho il coraggio di ascoltarmi, rientrare in me stesso, sostare con me (So-Stare, con me?) e far emergere delicatamente la mia indole, quel che mi caratterizza, una propensione, un dono? Come Dio può aiutarmi a viverlo? Condivi..derlo?
Io valgo?
E’ tutto uno sguardo positivo e performante su noi stessi da iniziare ad avere.. sarà così nella misura in cui saremo riusciti a rifletterlo in quello del Padre. Buono scavo..

 

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Dedicazione della Basilica Lateranense – A

(Tempo di lettura previsto: 2 minuti)

041114

In ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 2,13-22

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. 
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

 

Celebrare la festa della “Dedicazione della Basilica Lateranense” a molti sembrerà strano, ignoto, inutile..
Beh.. sinceramente.. lo penso pure io. Ma va ben dai, c’è di peggio.
Il senso di tale festa che se non fosse capitata di domenica.. sarebbe stata qualcosa da addetti ai lavori.. che c’entra con noi?
Dunque..
è un giorno di festa per tutta la chiesa universale: l’evento storico a cui si fa riferimento è la costruzione della basilica lateranense ad opera dell’imperatore Costantino al tempo di Papa Silvestro I (314-335) e la sua dedicazione al Salvatore e al Battista; ma la festa non riguarda ovviamente il monumento di cemento.. ma il suo significato.
L’edificio-chiesa è il segno della Chiesa-comunità di persone e la liturgia odierna allora festeggia il popolo sacerdotale di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito (cfr. 2a lettura).
Quella precisa basilica nasce come madre di tutte le chiese di Roma e del mondo. E’ un riferimento alla cattedra di Pietro e ai suoi successori, fino al buon “Francisco” e alla garanzia di unità mondiale-universale-cattolica..
Detto questo passiamo al vangelo, scelto per questa festa ci aiuta a riflettere brevemente sul significato della chiesa.
Gesù con forza si scaglia concretamente contro chi sta continuando a dare una idea di religione e di fede come di un commercio, uno scambio.
Ne emerge un volto di Dio “commerciale”. Dare, avere, meritare, acquistare, ottenere, permettersi, guadagnarsi, conquistare, avere diritto..
Sono elementi sottili, ancestrali, ben radicati in noi e nella nostra coscienza, nel nostro approccio alla realtà, a noi stessi, a Lui e di conseguenza agli altri..
Gi animali erano venduti per fare dei sacrifici (fioretti): dimensione e valore dell’animale a seconda della dimensione/gravità del peccato da espiare o della grazia da chiedere. Per caso in noi permangono aspetti simili? Nessuno magari sgozza colombe e agnellini prima di venire in chiesa ma davanti a Dio, nel fare il proprio servizio, mettendosi a pregare magari.. uno sente nella propria coscienza che..
Davvero quando entriamo nelle nostre chiese ci sentiamo a casa di Dio? Che effetto fa? Eccessiva confidenza o eccessiva paura, timore, senso di ospitalità un po’ imbranata e a disagio?

 

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