XXIII a T.O. – Anno B

Fatevi un regalo di 5 minuti:
http://www.youtube.com/watch?v=tC38Gt6mQ-k

Lettura dal Vangelo di MARCO 5,21-43

Essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Un miracolo nel miracolo: ne sta per fare uno e ne fa un altro…
Gesù si “lascia fare”… toccare, chiamare, disturbare, convocare, invitare… mantello, gente, bambina, capo della sinagoga, discepoli,
Lo deridevano, lo supplicano, lo chiamano, lo pregano, lo circondano, lo supplicano…
La tua fede ti ha salvata… non io…
Bello… non è Lui “bravo”..da adorare..ma la tua, la nostra fede, la fede che siamo in grado di esprimere e vivere, e scegliere….
Un Gesù quotidiano, da osservare o contemplare, in mezzo alla gente, va, viene, si lascia coinvolgere dall’unica urgenza che incontra…. cioè la gente, il loro desiderio
i loro bisogni, le domande, le richieste…
non discute, non chiede, non contesta, non pretende, non osserva, non critica…
siamo agli inizi del vangelo di Marco, appena iniziato il suo ministero,…ecco il suo stile di vita, di relazione, di approccio…il suo biglietto da visita….
come ci poniamo davanti a questo suo volto? con indifferenza, con stupore… evitando di rifletterci perchè abbiamo letto in fretta il  vangelo per mettersi subito moraleggiando, a vedere le applicazioni pratiche, le provocazioni???  torna al punto di partenza, mi verrebbe da dire, passa dal via…come nei giochi di società coi dadi…
pagina, oggi, forse più da contemplare, come un affresco, che da comprendere e discernere…
se avete tempo, Benigni vi darà, nel video sopra indicato, un bel commento narrativo del suddetto brano..

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