Io scelgo la gioia! – Omelia Epifania 2013 – Anno C

Io non so voi: ma ripartirei… dalla gioia.
Quella di cui parla il vangelo, provata dai magi.
La pagina che abbiamo ascoltato, suvvia, siamo seri…fa acqua da tutte le parti. Ci sono un sacco di leggende e tradizioni legate a queste figure venute dall’oriente: sappiamo ben meno di quello che si racconti… ma la loro gioia, quella si mi incuriosisce.
Chi fossero sti magi, quanti, da dove..mi importa meno.
Ma la gioia  grandissima di cui parla quasi con pudore il vangelo mi stuzzica.
Che fossero partiti per seguire la stella..é assurdo..e poi mica si sposta a occhio nudo come un navigatore satellitare..e tanto meno da nord a sud come dice il vangelo cioè da Gerusalemme a Betlemme…le stelle si muovono, come tutti gli astri da est a ovest.
Che stessero cercando “il re dei giudei” non ha senso…che interesse ne avrebbero avuto? che ne sapevano? per adorarlo, poi…mica erano ebrei o religiosi.
Si prostrarono e lo adorarono…racconta però il vangelo.
Guardate che é dura immaginare che 3 adulti che han fatto km cercando il re dei giudei e la stella…si prostrino a terra…in mezzo a una stalla di fronte a quella sgangherata famiglia col loro bambino nella mangiatoia e poi..   che vuol dire “adorarono”… gesti scomposti ma belli, spontanei, sacri.
E perchè avevano con loro proprio quei tre doni così strani?
Questa pagina fa acqua da tutte le parti é vero ma come sempre ci chiede di essere accolta con ben maggior attenzione e finezza. La conosciamo a memoria, quante volte l’abbiamo sentita eppure…
E’ esattamente quello che accadeva  a tutti i capi dei sacerdoti e agli scribi: sapevano a memoria l’antico testamento, le parole del profeta Michea…ma non si erano accorti di nulla. Sapevano tutto alla perfezione ma non si erano messi in discussione, nemmeno davanti a questi stranieri che annunciano esattamente ciò che loro, super religiosi, sanno a memoria. I magi pagani e stranieri, sono in cammino, i credenti no. Interessante.
Come noi: conosciamo questo vangelo, sempre lo stesso il giorno dell’epifania, o del Natale… ma poi? cos’è cambiato?
Ecco perchè io per me ripartirei dalla gioia.
Per fare come gli stessi magi: “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”. Bellissimo.
L’epifania tutte le feste porta via: lo sappiamo. Da domani (lunedi) tutto sarà come prima… e noi? come saremo? cosa sta lasciando nei nostri cuori e nelle nostre vite questo Natale? lo abbiamo preparato e atteso per 4 settimane di avvento e poi vissuto nelle varie belle celebrazioni. E da domani? Oltre ai regali, ai chili in più da smaltire, ai buoni propositi per l’anno nuovo…come “torneremo al nostro paese” cioè alla vita ordinaria e quotidiana del lavoro, della scuola, delle normali attività parrocchiali e famigliari? Più o meno cristiani? Ci interessa? lo desideriamo?
Io ripartirei dalla gioia: mi piace farvi notare che Matteo nel vangelo non dice che i magi erano nella gioia vedendo il bambino ma la stella. rileggete! ma se la stavano seguendo chissà da quanto!  Allora il testo si fa interessante perchè capiamo va letto, come dicevo, un po’ più in profondità.
Matteo scrive negli anni 80 d. C. e cosa verificava nei suoi destinatari? constata che i pagani erano entrati in massa nella chiesa, che erano nate tantissime comunità cristiane diffuse in tutto il mediterraneo in pochissimo tempo…avevano riconosciuto la stella… mentre i giudei, pur sapendo a memoria la Bibbia…la stavano ancora aspettando, l’avevano rifiutata.
La stella di cui parla il vangelo, per chi ha un minimo di dimestichezza con l’antico testamento é Gesù stesso atteso come messia, la luce che illumina ogni uomo, dirà Gv, la fulgida stella del mattino scriverà l’apocalisse.
Il racconto dei magi é una parabola di quello che sta accadendo nelle comunità cristiane alla fine del primo secolo. I pagani che hanno cercato con onestà e costanza la verità hanno ricevuto da Dio la luce per trovarla.
Quanto é attuale questa pagina allora: ci riporta da un lato il rischio per noi che frequentiamo e che forse spesso abbiamo troppa dimestichezza con la religione, con la messa …di fare come scribi e farisei.… non si accorgono di nulla, non si mettono in discussione. Dall’altro la bellezza liberante dei magi che pur non conoscendo nulla…hanno fame di capire e di mettersi in cammino.
La loro gioia credo e spero sia anche la nostra. E’ figlia del desiderio di stupirsi. L’abbiamo percepita almeno un po’ in queste feste? io si, in me ma soprattutto in tanti di voi. Se non ci sappiamo meravigliare, non avremo mai la gioia nel cuore.
La gioia di un cuore rasserenato dopo il sacramento della riconciliazione vissuto con calma, la gioia di una preghiera semplice contemplando il presepio, la gioia di un incontro inatteso, di un augurio sincero, di un gesto di bene ricevuto o condiviso, di un sacrificio fatto col cuore. La gioia di una messa celebrata con meno ansia, di una pagina di vangelo sentita vicina. La gioia di un perdono donato, di un invito offerto, di un segno di accoglienza disinteressata, il sapore di un gesto di carità e solidarietà che ci abbia lasciato diversi. Una gioia immediata eppure profonda, autentica, come una carezza al cuore, decisa e benefica. Quella gioia che ti fa sentire in pace, vero con te stesso, migliore. Più bello. Ecco perchè io, non so voi, ripartirei da lla gioia. Quella che ha toccato il cuore dei magi ma che ha lasciato anche in molti di noi un gusto particolare, delicato, persistente. Da non sottovalutare ne dimenticare. Di questo abbiamo bisogno. Se non ci sappiamo meravigliare, non avremo mai la gioia nel cuore. Una gioia semplice e pura, come il bambino nel presepio. Più facile da snobbare che da accogliere…eppure…
Io ripartirò dalla gioia, con qualcuno di voi che come moderni magi ci voglia credere.
Faremo grandi cose.
Per questo vale la pena spendersi, impegnarsi, sperare.
Per questa gioia io vorrei ancora stupirmi ed evangelicamente…lottare.

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3 pensieri su “Io scelgo la gioia! – Omelia Epifania 2013 – Anno C

  1. Bruna

    Io ti seguo Don Matteo,perchè un cristiano non può mai essere triste.Non possiamo lasciarci scoraggiare,la nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose,ma nasce dall’aver incontrato una persona: Gesù.Grazie Bruna

  2. cester edda

    ora che si sono spente le false luci di natale e,c’è piu’ silenzio’è dura collocare la gioia.dove?vedo poche persone che salutano, che sorridono.la precarieta’,le difficcolta’ sono come foto sui volti…….sono tempi di tristezza per le famiglie e per chi sente il limite dell’aiuto che puo’ dare….. spesso le mani sono vuote. ma forse mai come ora di gratuito c’e’ il sorriso ,il fermarsi, il dare fempo, l’ascolto. fare strada insieme……questo per me è fare luce .la gioia, quella, caro don matteo, spesso me ne da testimonianza chi penso di aiutare.! grazie. Edda

  3. madre Luigina

    …….io sono con te per “ripartire” dalla gioia …………….. anche se potrebbe sembrare un controsenso con i tempi che corrono…… ma.. abbiamo una “stella” che ci aiuta a cambiare strada…. Grazie don Matteo

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