Nessuna condanna! – Omelia Va Domenica di Quaresima – Anno C

Il motto episcopale scelto del cardinale Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco, è “Miserando atque eligendo”. La frase latina significa “guardò con misericordia e lo scelse” e si riferisce al Vangelo di Matteo, quando Gesù incontra il pubblicano Levi.
L’espressione: «Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi” (Mt 9,9). Vide non tanto con lo sguardo degli occhi del corpo, quanto con quello della bontà interiore. Vide un pubblicano e, siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse – miserando atque eligendo –, gli disse: “Seguimi”».. La misericordia e la scelta..
credo che mai avrebbe pensato di poter mettere in atto così in modo epocale il suo stesso motto.
Da un lato Papa Francesco ci sta mostrando un volto povero, semplice, immediato e misericordioso di Dio, un volto umano e alla portata di tutti. Dall’altro.. é stato scelto e sembra ben intenzionato a compiere scelte precise di radicalità evangelica.
Credo sia bello anche per noi oggi soffermarci su questi due aspetti. La misericordia e la scelta. Intanto la prima.
Il Vangelo di offre una pagina superba da questo punto di vista. Ci parla della misericordia di Gesù. Vediamo di che si tratta.
Questi scribi e farisei.. non si stancano mai. Domenica scorsa si sentono raccontare la parabola del Padre Misericordioso..
Oggi c’è un altro incontro: Gesù e la donna adultera. Gli tendono un tranello. Cercano di incastrarlo in un vicolo cieco. O rispetta la legge di Mosè ed educa altri a fare altrettanto oppure smentirà il suo stile.. non sarà più quello che perdona e accoglie, che sta facendo tantissimi proseliti per la sua umanità che lo rende così diverso dal moralismo rigoroso e scarno degli altri..
Insomma.. qualsiasi strada prenda lo potranno incastrare. Cercavano infatti la prova per farlo morire.
Lui se ne esce da signore. In tutti i sensi.
Secondo alcuni biblisti questa pagina faticò molto a far parte dei testi canonici della Bibbia, agli inizi. Venne più volta tolta o strappata. Sintomatico: presentava un volto di Gesù troppo scomodo. Non si poteva accogliere un Gesù che non condannasse. E noi come ci collochiamo? qualcuno infatti potrebbe dire.. Dove il male e il bene, allora? Basta far quel che si vuole? Incredibile.
Hanno beccato lei in fragrante: non ci sono attenuanti, va lapidata per osservare le legge. Non era la prostituta pentita, quella si trova in Luca; questa è una donna colta in adulterio. Non credo fosse particolarmente pentita della cosa.
Gesù si mette a scrivere per terra.. mai nessuno ha capito.. e per fortuna mai si capirà.. il senso di tale gesto. Eppure quella frase sibilata con coraggio apre un varco nella storia. Un prima e un dopo. Gli siamo tutti debitori.
“Donna” gli dice Gesù, quasi a ridarle la dignità che le era stata levata da quel gesto di prenderla ed esporla senza ritegno alla pubblica piazza.. “Donna”.. quasi a dire: prima sei donna.. poi ti chiami.. o hai fatto, fai..
“Neanche io ti condanno”: non vuol dire “continua a fare quel che vuoi che va bene, se te la senti approfittane, se lo ritieni giusto va bene così”..
Non gli dice: “per questa volta non ti condanno”. No. “Non ti condanno”: ne oggi, ne domani, ne mai. Gesù rifiuta il gesto della condanna, in pieno.
Il perdono nasce da qui. Ha più voglia Lui di perdonarci che noi di essere perdonati. Questo volto di Gesù ci ricorda che Dio non si stanca ne stancherà mai di accoglierci e perdonarci. Noi probabilmente si.. ci stancheremo di chiedere perdono (non di peccare!), di andare alla riconciliazione, di rialzarci e ricominciare. Ma Dio non si stancherà mai di perdonarci. E’ totale e piena misericordia.
Questa pagina del Vangelo oggi non disturba meno di ieri. Non lascia tranquilli coloro che continuano ad arrogarsi il diritto, dal fortino inattaccabile del loro perbenismo, di scagliare pietre non più con la mani ma sotto forma di diffamazioni, isolando, pronunciando giudizi severi, alimentando diffidenze, diffondendo pettegolezzi, facendo insinuazioni, chiacchere e dubbi.. Gesù non tollera che qualcuno scagli queste pietre dolorose e crudeli contro chi si regge a stento sotto il peso dei propri errori.
Il Vangelo è tutto qua. Per questo é buona notizia.
Nemmeno aspetta che la donna dica qualcosa: come il figlio prodigo di domenica scorsa. Mica si è pentito. La donna non ha detto ne che ha sbagliato, ne che non lo farà più.
Gesù è su un altro livello.. quasi a dirle.. smetti di rovinarti la vita. E’ preziosa e bella, non la sprecare in questo modo, mendicando qualcosa che non riuscirà mai a saziarti del tutto.
Accoglie il peccatore, distingue il peccato: cerca il cuore della persona, distinguendola da ciò che ha fatto… la persona, per noi cristiani, vale sempre di più di qualsiasi cosa abbia fatto. Non significa che il male compiuto non sia tale, non vada sanzionato e punito. Ma che non possiamo perdere di vista che anche il peccatore più efferato é figlio di Dio, fatto da Dio stesso a sua immagine e somiglianza. Dio non rifiuta mai nessuno, per nessun motivo.
Il secondo aspetto, la scelta.. la possiamo prendere dalla seconda lettura, una delle pagine di S. Paolo in assoluto più belle. Il nostro Papa. Il cristiano é colui che sceglie Cristo, il suo stile, il suo atteggiamento. Li sente rivolti a sè, ne gode, come la misericordia di cui abbiamo appena parlato.. e per questo poi li fa propri. Il cristiano é una persona in relazione con un qualcuno, non con qualcosa da fare. E quel qualcuno é Gesù Cristo.
Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, (..), avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo: (..) Non ho certo raggiunto la meta, non sono arrivato alla perfezione; quante volte noi cristiani ci sentiamo di dover essere perfetti, migliori…di pregare meglio, fare di più.. quasi un dialogo autoreferenziale con se stessi per poi chiedere conferma a Gesù! no. non serve..non é questa la vita cristiana! Paolo..
ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la meta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. La vita cristiana ha una meta precisa ma é soprattutto un modo di camminare, qui, adesso, con Cristo al nostro fianco, dentro di noi.
Misericordia e scelta… Papa Francesco ci guidi come Chiesa cristiana a sentire che la misericordia di Dio ha qualcosa da offrirci per ridare alle nostre vita il vigore di scelte coraggiose e belle per il Vangelo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.