XIIa T.O. – Anno C

Unknown

“Apra la sua porta, faccia presto..
Non importa cosa crede lei di questo Movimento
Ma l’avverto che al suo posto non ci penserei due volte,
Dato l’imminente arrivo di Gesù, perché poi non torna più!
Mi son reso conto che serpeggia tra i credenti il malcontento per la Pioggia di mancati appuntamenti nei millenni,
Ma si metta nei suoi panni..
Quell’incetta di pianeti da salvare.. di pianeti da salvare!
Possa la bontà del vostro cuore
Riscoprire che la verità si cela spesso dentro una persona sola
E non è tanto il sesso a consolare l’uomo dal suo pianto,
Ma l’amore buono ed il perdono Santo del Signore.
Lasci che le spieghi in due parole
Com’è facile sentire gli echi bassi ed immorali
Di comportamenti frivoli e meschini
Quali certi omini, in abito da donna,
La vergogna che neanche gli animali!
Apri un istante e ti farò vedere io
Che nasce sempre il sole dove cerco Dio,
In tutti i poveretti che hanno perso il senso immenso della vita!
Non chiedo mica un regno intero, dico io
Sono un indegno messaggero e cerco Dio
In chi vendette onore per denaro
E ora nel cuore mette  Un muro!  (..)”
(“Sotto Casa”, Max Gazzè 2013)

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9,18-24
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare.
I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?».
Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».
Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno.
«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Essi.. altri.. altri ancora..
Ognuno pensa quello che vuole. E ne tira le conseguenze.
Gesù Cristo: l’uomo che ha spaccato in due la storia. LA STORIA.
2013 prima e dopo di lui.. ‘anno zero.
Per alcuni nemmeno è esistito..
Per altri una brava persona, un modello, un idolo.
Per qualcuno un profeta, un personaggio storico morto e sepolto..
Per altri ancora un esempio da seguire.. o da inseguire.. uff.. pant pant.. com’è dura..
Per qualcuno un idolo, da portare appeso al collo in croce o tatuarsi.. oppure sulle magliette: avete notato quanto sono di moda gli indumenti con il crocifisso e le borchie?
Per altri una balla, una bufala, un’idiota.. un debole, un fallito, un morto.
Per i tuoi colleghi di lavoro, chi è? Per i tuoi compagni di scuola e facoltà chi è?
Per la tua famiglia che magari tanto ti ha rotto perchè andassi al catechismo o ti sposassi in chiesa.. chi cacchio è?
E per te? Che ti dici cristiano, che fai il caposcout o l’animatore dell’Azione Cattolica.. o sei sempre col clero o vai a messa.. ma chi è?
Maaaaaa chi èèèèè???? Posto il fatto che non sia ufo robot.. Me lo twitti? Me lo messaggi? Mi rispondi con 150 caratteri? Che ti costa? Fermati un attimo, datti un senso. Manderai 200 sms questa settimana.. che ti costa rispondere a questa domanda con 150 lettere?
Chi è per te, affezionato lettore della goccia.. Gesù Cristo?
Sappi che la tua fede.. parte da questa risposta.
Tutto il resto, come cantava il Califfo.. è NOIA.

ATTENDO risposte di folli pensatori e incredibili sognatori.

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Chi è la vera prostituta? – Omelia XIa T.O. – Anno C –

“Rimetti a noi i nostri debiti”.. Avete presente?
A metà del Padre Nostro.. rimetti a noi i nostri debiti: probabilmente una frase che diciamo almeno una volta al giorno da una vita. Ma che significa? Quali debiti? Non ne abbiamo già abbastanza di rogne piantate? Di mutui, di finanziamenti, di rate..di debiti? Ci si mette anche Dio a batter cassa? Già sappiamo, qui in Italia, che abbiamo.. tutti compresi anche i bambini, perfino quelli che stanno per venire al mondo.. circa 30 mila euro a testa di debito con lo stato.. ne abbiamo già anche con l’Altissimo? Che significa “debiti”.. che intendeva dire Gesù? Che c’entra col Vangelo di oggi?
Quando lo diciamo non stiamo chiedendo a Dio di dimenticare i nostri errori, dare un colpo di spugna al nostro passato, stracciare le cambiali di una vita tiepida o fallimentare, ma di COLMARE il debito d’amore che abbiamo “accumulato” nei suoi confronti, gli chiediamo di insegnarci a corrispondere al Suo amore. La nostra preghiera più che al passato è rivolta al presente.
Ed é rivolta ad uno che vuol essere vissuto come padre. Diciamo Padre nostro.. Allora le cose si fanno interessanti, da tale prospettiva.
Può forse un figlio, in qualche modo, dirsi in debito d’amore coi genitori? Può sperare di fare mai qualcosa di abbastanza grande, bello e duraturo per contraccambiare al dono della vita ricevuto? E che senso avrebbe, poi?  No!
Umanamente diciamo no, perchè forse finalmente iniziamo ad uscire.. o meglio comprendiamo che non possiamo più restare avvinghiati ad una pur rassicurante logica commerciale di quantità! Non è questione che ho ricevuto un tot e devo restituire. Perchè se no non è più amore. Un figlio non può ne deve vivere il debito nei confronti di un genitore. Solo vivendo al meglio la propria vita e i propri doni, renderà onore e merito ai propri genitori. Dovremmo ricordare questo anche nel rapporto con Dio padre.. che caso..infatti nel Pdre Nostro immediatamente dopo Gesù ci chiede di dire “come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Il problema della vita allora é quello di riconoscerla come un dono di amore e non un debito da estinguere.
Perchè scatta in noi sempre quella sottile tentazione tendenza a contraccambiare? A dire.. faccio anche io? Tocca a me?
Perchè è così difficile mettersi comodi e lasciarsi amare e coccolare gratis.. senza avere ogni volta le convulsioni di coscienza perchè dobbiamo contraccambiare?
Diciamo allora.. rimetti a noi i nostri debiti cioè insegnaci ad amarti in maniera diversa, capendo che così come ci sembra giusto a noi.. di cercare di rimetterli, cioè di ricambiare.. non ce la faremo mai e vivremo sempre all’inseguimento e insoddisfatti.
Per certi versi il vero peccato é quello di non accettare di restare debitori, necessariamente insolventi, perchè insolvibili nei confronti di quanto ci ha dato Gesù.
La questione nel Vangelo tra Simone il giusto osservante, puro fariseo e la prostituta che compie un atto di amore puro e disinteressato.. è tutta qui.
Simone pensa alla quantità, lei alla qualità. Lei ha capito che non ci si deve sentire in dovere di contraccambiare davanti a Dio, di meritare, di sentirsi al suo livello e quindi come fossimo in grado di dargli anche noi qualcosa..
Lei ha capito che si ama gratis, come si è capaci. Lo fa infatti con l’olio da massaggi, i baci, le carezze.. é meraviglioso questo volto di Gesù che la lascia fare, senza malizia ma con grande libertà..
Facciamolo anche noi, innanzitutto accettando il Suo amore e l’incredibile senso di potenza liberante di non poter ne dover contraccambiare, ma solo e sempre accogliere..
Siamo cristiani non perchè facciamo qualcosa per Dio ma quando accettiamo che sia Lui innanzitutto a fare qualcosa per noi.
Per il fariseo Dio è un giudice che ripaga i meriti in proporzione..
Per la donna.. Gesù la chiama così, senza doppi fini o sorrisetti.. invece tutto parte dall’amore da ricevere.
Non devo contraccambiare o restituire niente. Devo solo lodare e benedire.. nel suo caso con quei gesti.. che non son certo fatti per “rimettere i debiti”, ma per dire un messaggio.
Davanti a Dio non abbiamo accumulato niente.. se non purtroppo un disumano senso di colpa, di dovere.. di voler contraccambiare, meritare, conquistare.. ma questo che abbiamo davanti, pur inconsciamente allora, mica è un padre.. è un padrone.. da soddisfare, davanti a cui poi sentirsi giusti, a posto..da gestire.
Che fatica. Rimetti a noi i nostri debiti significa allora.. pensaci tu.. a convertire il mio cuore da un dover essere a un voler accogliere..
Mi chiedo: ma tra la donna e Simone.. chi é la vera prostituta? La donna o il fariseo giusto, molto religioso e devoto che vuole meritare l’amore di Dio? L’amore, per definizione é gratuito. Non lo puoi meritare e conquistare con le buone azioni e la devozione. Altrimenti non stai permettendo a Dio di essere Padre, che ama gratis, ma padrone, con cui contrattare sconti, pagamenti, risoluzioni. Meritare l’amore.. viene in mente la parola “meretricio”.. che forse ricordiamo che significa, no? La stessa parola.. Allora forse questo ci può provocare a guardare nei nostri cuori e chiederci se stiamo cercando di meritare, conquistare la benevolenza di un padrone o gustando e godendo l’amore di un padre? L’amore é sempre e solo dono. Il fariseo é chiamato a riconoscersi nella peccatrice, come nella parabola del padre misericordioso il fratello maggiore nel minore per partecipare alla festa d’amore di Dio. La prostituta, ritenuta tale dal fariseo, gli fa da specchio nel suo peccato.
Chiediamo a Dio padre di aiutarci nel riconoscere ogni giorno i segni del suo amore per noi e sentire che ci ha indicato un solo modo per avere idealmente rimessi i debiti nei suoi confronti, quello di amare i nostri debitori e dilapidare i crediti d’amore che ognuno può donare agli altri.. che proprio perchè ci scopriremo figli, potremo gustarli come fratelli e sorelle nel suo nome, uscendo da questa celebrazione traboccanti di amore.

XIa T.O. – Anno C

“C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne l’uno ne l’altro
lei lo faceva per passione..”
(“Bocca di rosa” – F. De Andrè, Volume I, 1967)

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Lettura dal Vangelo secondo Luca 7,36-8,3

Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sè: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”.
Gesù allora gli disse: “Simone, ho da dirti qualcosa”. Ed egli rispose: “Di’ pure, maestro”. “Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?”. Simone rispose: “Suppongo sia colui al quale ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perchè ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco”. Poi disse a lei: “I tuoi peccati sono perdonati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sè: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”.

“Rimetti a noi i nostri debiti”..
Avete presente?
A metà del Padre Nostro.. rimetti a noi i nostri debiti: probabilmente una frase che, dicendo la preghiera che Gesù ci ha insegnato, molti di noi dicono almeno una volta al giorno da anni o decenni. Ma che significa? Che debiti? Non ne abbiamo già abbastanza di casini piantati? Di mutui, di finanziamenti, di rate.. di debiti? Ci si mette anche Dio a batter cassa? Già sappiamo, qui in Italia, che abbiamo.. tutti compresi anche i bambini, perfino quelli che stanno per venire al mondo.. circa 23 mila euro a testa di debito con lo stato.. ne abbiamo già anche con l’Altissimo????
Che significa “debiti”.. che intendeva dire Gesù? Che c’entra col vangelo di oggi?
Quando lo diciamo non stiamo chiedendo a Dio di dimenticare i nostri errori, di dare un colpo di spugna al nostro passato, di resettare la nostra vita tiepida o fallimentare, ma di COLMARE il debito d’amore che abbiamo “accumulato” nei suoi confronti, gli chiediamo di insegnarci a corrispondere al Suo amore. La nostra preghiera più che al passato è rivolta al presente.
Non può un figlio, in qualche modo, dirsi in debito d’amore coi genitori? Può sperare di fare mai qualcosa di abbastanza grande, bello e duraturo per contraccambiare? No!
Umanamente diciamo no, perchè forse finalmente iniziamo ad uscire.. o meglio comprendiamo che non possiamo più restare avvinghiati ad una pur rassicurante logica commerciale di quantità! Non è questione che ho ricevuto un tot e devo restituire. Perchè se no non è più amore.
Perchè scatta in noi sempre quella sottile tentazione tendenza a contraccambiare? A dire.. faccio anche io? Tocca a me?
Perchè è così difficile mettersi comodi e lasciarsi amare e coccolare gratis.. senza avere ogni volta le convulsioni di coscienza perchè dobbiamo contraccambiare?
La questione nel Vangelo tra Simone il giusto osservante, puro fariseo e la prostituta che compie un atto di amore puro e disinteressato.. è tutta qui.
Simone pensa alla quantità, lei alla qualità. Lei ha capito che non ci si deve sentire in dovere di contraccambiare davanti a Dio, di meritare, di sentirsi al suo livello e quindi come fossimo in grado di dargli anche noi qualcosa..
Lei ha capito che si ama gratis, come si è capaci. Innanzitutto accettando il Suo amore e l’incredibile per noi senso di potenza liberante di non poter contraccambiare, ma accogliere..
Per il fariseo Dio è un giudice che ripaga i meriti in proporzione..
Per la donna.. Gesù la chiama così, senza doppi fini, sorrisetti o senza schernirsene.. invece tutto parte dall’amore da ricevere.
Non devo contraccambiare o restituire niente. Devo solo lodare e benedire.. nel suo caso con quei gesti.. che non son certo fatti per “rimettere i debiti”, ma per dire un messaggio.
Davanti a Dio non abbiamo accumulato niente.. se non purtroppo un dis-umano senso di colpa, di dovere.. di voler contraccambiare, meritare, conquistare.. ma questo che abbiamo davanti, pur inconsciamente allora, mica è un padre.. è un padrone.. da soddisfare, davanti a cui poi sentirsi giusti, a posto..
Che fatica. Rimetti a noi i nostri debiti = cancella il debito..come la campagna per cancellare l’assurdo debito accumulato dai paesi del terzo mondo.
Significa allora.. pensaci tu.. a convertire il mio cuore da un dover essere a un voler accogliere..
speriamo diventi realtà..

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