XVIIa T.O. – Anno C

29.L'amico inopportuno

Lettura dal Vangelo secondo Luca 11, 1-13
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Non ho fatto le preghiere, non ho pregato come dovrei, non ho tempo per pregare.. quante frasi nascondono in realtà una nostra cattiva abitudine alla preghiera e soprattutto un rapporto distorto e dis-umano con Dio.
Quasi dovessimo quotidianamente stordirlo a colpi di richieste o padrinostri recitati meccanicamente, di avemarie furibonde e narcotiche..
Lui sta davvero bene lo stesso.
Basterebbe stare un attimo in silenzio e sentire che effetto fa dirGli “Padre” e magari ripeterglielo un po’ di volte.. fino a sentirsi smantellare in noi paure, barriere, rigidità, scetticismi.
Dirgli magari anche noi “insegnaci a pregare”..e non a fare le preghiere della sera.. E’ l’unico modo in cui Gesù ci ha parlato di Dio. Quello che vorremmo inconsciamente evitare.. glissare.. che facciamo fatica..
Il diritto del quale ci priviamo più volentieri perchè preferiamo frequentare e convincerci di ben altre immagini su di Lui.. perchè dei valori si possono gestire e ci si può arrangiare.. ma con una persona ti devi mettere in discussione..
Mi permetto infine di far notare una traduzione molto migliore, finalmente della frase del padrenostro.. su cui ora siamo chiamati a riflettere “Non abbandonarci nella tentazione” .. piuttosto che indurre..

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