Mi hanno preparato loro l’omelia.. – Omelia VIIIa T.O. 2014 – Anno A

All’inizio della settimana, iniziando a pregare per preparare l’omelia, mi ero fermato sulla prima lettura. Un bel messaggio: “Dio non si dimentica di noi!”
Come la migliore delle mamme. Insomma.. facile, pensavo di far presto e cavarmela bene!
Il Signore però questa settimana mi ha fatto cambiare idea:
mi ha mandato Francesco, realmente abbandonato da sua madre che se ne va sempre con l’ennesimo fidanzato e lui é costretto in 5a superiore a fare da genitori al suo fratellino.
E’ arrivata Laura, lasciata dal marito con un divorzio disastroso e che si vede metter contro i figli dal papà.. ritrovandosi sola e vuota.
Mi ha mandato la notizia di una grave malattia a pochi mesi dal matrimonio di una giovane coppia. Come pure é arrivato Alessandro, ignorato dal papà per una bottiglia di vino, il classico figlio che per vari motivi fa da padre al proprio papà o la figlia che..
Insomma.. gli esempi potrebbero continuare, ne conosciamo tutti.
Ho ascoltato come sempre le loro vite e le domande sul perchè..
Non avevo più voglia di sentire persone che parevano realmente confermare quella prima lettura: il Signore mi ha abbandonato, mi ha dimenticato. Dimenticarsi, abbandonare: son verbi pesanti.
Proviamo solo a pensarli rivolti a noi: alle occasioni in cui ci siamo sentiti abbandonati, da qualcuno che amavamo, traditi, illusi, trascurati, dalle volte in cui abbiamo avuto la sensazione o constatato che si fossero dimenticati di noi.
Penso una volta al pianto disperato di un bambino al Saretta i cui genitori si erano dimenticati di venirlo a prendere..
Come se non bastasse.. ieri sera son andato a celebrare la messa al Piccolo Rifugio: camminavo sotto la pioggia pensando che non solo non sapevo bene cosa dire nell’omelia, ma che mi sarei trovato davanti a tante persone concretamente e in modo drammatico abbandonate dalle loro famiglie, dimenticate dai genitori e forse anche un po’ dalla società..
Allora il brano di Isaia della prima lettura mi é parso addirittura.. spietato.
Cosa vai a dire, mi sussurravo piano, facile parlare.. ma qui i due verbi son davvero crudi e pesanti: ti scendono freddi nel cuore, spengono il sorriso e ti ritrovi l’amaro in bocca e la tristezza nel cuore. Risvegliano in noi echi profondi, ferite forse ancora aperte.
Ho iniziato l’omelia balbettando qualche frase a spanne.. cercando di non dire cose inopportune: e mentre parlavo, loro mi sorridevano, facevano di sì con la testa. Dicevo che a volte la gente ci abbandona, si dimentica, ci calcola male o ignora.. facendoci sentire inutili o sbagliati.. eppure Isaia ricorda che Dio non si dimentica di noi. E sorridevano. Mi dicevano con lo sguardo che é vero. Che é tanto vero che a volte noi siamo abbandonati e dimenticati, (peggio di un cane sull’autostrada d’estate..), quanto altrettanto vero che Dio é la madre che non si dimenticherà mai. Isaia non dice che queste cose non succedano, lo sappiamo bene.. ma che Dio resta sempre all’orizzonte, il porto sicuro, la casa a cui tornare. Che lui é fedele. Sempre e comunque.
Allora, mentre loro mi spiegavano la prima lettura con la loro vita, io mi commuovevo, dicendomi “stupido”! Come hai fatto a non capire? Ho pensato al piccolo rifugio, ai tanti volontari e alle consacrate e a Lucia Schiavinato.
Ho pensato a Casa Saretta, che era un orfanotrofio e che ancora oggi si prende cura di tanti bambini e ragazze come pure di tanti adulti e famiglie in difficoltà, o ai centri professionali delle suore o del Don Bosco dove tanti studenti abbandonati dalle scuole dell’obbligo vengono a crescere.
Ho pensato al motivo per cui vennero chiamati i salesiani qui in città, per prendersi cura degli orfani della guerra.
Ho pensato ai tantissimi istituti religiosi nel mondo e ai missionari, a orfanotrofi, ospedali, case di accoglienza e al loro servizio. Ho pensato che avere un Dio con cui prendersela.. o a cui rivolgersi.. fosse anche l’ultima spiaggia.. é comunque la forma più bella.. perchè se non hai più i genitori o ti han fatto soffrire, Dio c’è sempre..
Ho ripensato agli incontri della settimana: si erano comunque rivolti a un prete.
Ho pensato alla Chiesa insomma: che non é sempre e solo il vaticano e le gerarchie, ma é la foresta di cuori che amano e che in mille modi diversi si fa madre e padre di tanti, di tutti. Si perchè Gesù nel vangelo ci ha parlato di Dio che ci ama anche come un padre cioè che sa di cosa abbiamo bisogno. Non ciò che noi vorremmo.. ma ciò di cui abbiamo bisogno. Un padre e una madre.. ecco il regno di Dio da cercare, la sua giustizia. Dio ci ama così attraverso i nostri cuori, la nostra generosità, la nostra preghiera e carità.
Ho pensato alla Chiesa insomma e alla forza dei sacramenti, che hanno sostenuto e sostengono tante persone in questa vita nelle sue pagine difficili. Ho ricordato tutte le persone, anche moltissimi di voi, che trovano nella preghiera a Dio, nella messa, nell’ascolto della Parola, la forza per andare avanti, per perdonare per prendersi cura, per andare oltre, trovando il coraggio di rialzarsi, riprendersi, essere generosi e disponibili. Ridando così senso e gusto a vite che sarebbero apparse inutili o superflue perchè dimenticate o abbandonate.
Nello stare accanto e farsi prossimi. A chi non avrebbe davvero avuto altro. Ho pensato a quanto tutto questo sostenga le persone nell’offrire la propria vita con generosità a volte anche con scelte definitive di consacrazione, preti, suore o religiosi.
Ho pensato allora anche a chi si é preso cura di me.. perchè anche a me quei due verbi sono indigesti. Alla Chiesa che con il seminario, i suoi sacerdoti educatori e con e le persone delle parrocchie.. mi hanno fatto sentire prezioso e accolto.
E allora ho capito: nessuno di noi é inutile o solo davanti al cuore di Dio.. che ci ama come un padre e con la tenerezza di una madre.. e questa madre può e deve essere anche la Chiesa.. che prega, che si incontra, che celebra e si fa prossima.
Dio mantiene sempre le sue promesse.
Facciamo in modo che nessuno, vicino a noi, si possa sentire dimenticato o abbandonato senza che abbiamo almeno provato a fare qualcosa..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.