XVI° T.O. – Anno A

Con un semplice gesto…. due Regni.

14072014

Per favore.. in settimana regalatevi questo filmato proprio di C. Chaplin.. a questo proposito.. IMPERDIBILE.. quanti anni fa????

https://www.youtube.com/watch?v=kvYT0cY7zzY

 

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 13, 24-43
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.»
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!»

Continuiamo a seguire in maniera continuativa il 13 di Matteo. Gesù sta parlando coi discepoli. Abbiamo appena parlato del seminatore.
Che tipo di terreno eri, la scorsa settimana? Di chi legge con attenzione? Di chi ci prega? Di chi inoltra la goccia ad amici e parenti? O di chi salta o legge velocemente il vangelo, mormora che “ahn, si, queo..” e poi cerca subito incuriosito il commento? Ahi ahi ahi..
Il regno dei cieli. Ne parliamo così poco..e si che siam sempre pronti ad invocarlo nel Padre Nostro..
Segni, atteggiamenti, scelte, comportamenti delicati, leggeri, discreti, evocativi, simbolici, immediati, concreti.
La bontà, la pace, il coraggio, la libertà, la carità, la pazienza, la misericordia.. NON ESISTONO.
Non riempiamocene la bocca, non usiamo queste parole come contenitori o pass partout..
Esistono GESTI di bontà,
gesti di pace,
gesti coraggiosi,
gesti liberi e liberanti,
gesti di carità e premura,
gesti pazienti,
gesti e sguardi di misericordia.

Tu che gesto vuoi abitare questa settimana?

COMMENTA!

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Un pensiero su “XVI° T.O. – Anno A

  1. Roberta

    Leggendo il brano, sento questo Regno dei cieli, non qualcosa di astratto, ma qualcosa di concreto..simile appunto a “un uomo, un granello di senape, al lievito lavorato da una donna”, tutte cose vicine a portata di mano, della nostra quotidinità, ma in particolare il Regno ci assomiglia, prende le nostre sembianze, le sembianze di chi ci vive accanto. Mi colpisce la zizzania che viene lasciata lì,insieme al grano è questo male che non viene tolto subito. C’è una forza dei figli di Dio che non ha paura del male, non lo evita, perchè sa che crescendo con Dio il male che resta accanto prima o poi verrà bruciato. A me dico che dalle cose spiacevoli o dalle persone che ci fanno del male, c’è un motivo preciso per il quale noi ci troviamo lì in quella situazione o con quella persona che proprio non sopportiamo. Se resto chiusa, indispettita con rancore, ora so che non realizzo il Regno. So anche che se non do valore alle piccole cose, come il granello di senape,posso bloccare una crescita e la vita che può scaturire da essa. Essere contenta perchè mia figlia ha fatto volontariamente un’esperienza in parrocchia e ne è felice e non subito pensare:” dai che bene adesso cerco di proporle qualche altra esperienza” mi metto al posto di Dio e sento dentro di me di dirmi BASTA. E’ una piccola cosa, alla quale non è necessario il mio contributo o il mio volere perchè in ciò che mia figlia ha provato nel fare questo servizio, ora sta maturando un granello che può portare vita e vita nuova. Alle volte è così difficile aspettare i passi di Dio.
    E questo lievito che si lascia lavorare dalla donna e che si mescola alla farina, elementi che ci dona il Signore e che richiedono però la nostra pazienza, perseveranza, passione, non è un saper fare ma un “saper formare”, è la capacità di scoprire che ogni gesto di cura e attenzione nutre e sfama.
    Mi piacciono i discepoli che chiedono sempre spiegazioni, la scorsa domenica “perchè parli loro in parabole” questa domenica “spiegaci la parabola”. Sentire queste cose, così per la prima volta, restare stupiti, voler entrare in un mistero che appare grande e irraggiungibile. E io che discepolo sono? “La parabola- ha detto domenica scorsa il mio parroco-, è come traslocare, lasci qualcosa di vecchio e vai verso il nuovo”. E ci vai comunque con i tuoi bagagli, penso io, con le tue gioie, le tue amarezze con tutte quelle cose che magari hanno costruito un piccolo pezzo di Regno e tu non te ne sei neanche accorto.
    Io trasloco… la prossima settimana andrò con mio marito come animatrice al campo medie….e quale parabola….. costruiremo, realizzeremo, ve lo racconterò. Cercherò di essere una “parabola” che capta i segnali….ho desiderio di abitare gesti liberanti, coraggiosi, pazienti. Allora non resta che chiedere: Pregate per me, per tutti gli animatori, per i ragazzi….e anche per i cuochi perchè siano pazienti come la donna che impasta il lievito.
    Grazie mille!
    Un abbraccio
    Roberta

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