XX° T.O. – Anno A

130814

https://www.youtube.com/watch?v=2QGjad_AdUc

 

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 15,21-28

Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

 

Pagina non facile ne immediata: tante considerazioni ed interpretazioni, anche paradossali.
Per ben tre volte lei si rivolge a Lui chiamandolo “Signore”.. il titolo con cui i cristiani designavano la loro fede nel risorto..
E Lui? l’atteggiamento di Gesù sembra davvero imbarazzante.
Risulta antipatico, indisponente. E pare peggiorare risposta dopo risposta.. dall’ignorare all’offendere!
Quanto è sfrontata questa pagana. Cananea.. significa la “razza” peggiore di persone.. quelle che nessun buon ebreo avrebbe voluto accanto, guardandole con disprezzo dall’alto in basso. Impuri traditori, meschini.
Matteo poi sembra perfino sottolineare compiaciuto il tono sempre più sprezzante di Gesù..
E non è certo il diminutivo “cagnolini” che addolcisce la verità che ha dato del “cane”.. altro massimo termine di disprezzo usato al tempo dagli ebrei nei confronti degli altri.. i non credenti.
Eppure, se non abbiamo letto in fretta.. Gesù era a Tiro e Sidone. E non sarebbe dovuto essere li.. quella era la zona impura, maledetta, non era il religioso Israele.
Allora questo dato comincia a farci comprendere qualcosa sull’universalità dell’annuncio cristiano. Che non è solo “per tutto il mondo”.. (cosa raccomandata da Gesù stesso nel finale del vangelo di Marco.. “andate in tutto il mondo..”) ma è anche.. per qualsiasi tipo di persona. Non si dice allora nazionalità ma quell’universalità sa di “qualsiasi tipo di persona, qualsiasi possa esser stata la sua storia e identità, il suo peccato.. il suo schifo.” Nessuno è escluso. Nessuno è dietro.
La cosa bella è che la donna accetta di restare in questa relazione subordinata, così come non si era scoraggiata di fronte al silenzio.
Non va via, non si offende, non si demoralizza, ma vince piano piano le resistenze di Gesù. Infatti si appropria di una sua affermazione e la usa come principio per argomentare a suo favore.
Accetta di essere paragonata ad un cagnolino..ma fa notare che pure loro ricevono qualcosa..
E’ come se riuscisse ad ammansire, addomesticare Gesù; o forse lui voleva tirare al limite la discussione per provocare i discepoli sulla loro chiusura mentale.
E’ comunque la prima e ultima volta in cui Gesù si stupisce per la grandezza della fede di una persona.. ed è bello notare chi sia questa persona e come venisse considerata.
Contro l’impulso alla discriminazione e la tendenza a erigere barriere fra buoni e cattivi, puri e impuri, santi e peccatori, giusti e sbagliati.. sono profondamente radicati nel cuore dell’uomo e riemergono rassicuranti nelle forme più svariate: nella paura del confronto, nell’incapacità di gestire un dialogo aperto, sereno e rispettoso con chi ha opinioni diverse; a volte tali impulsi si mimetizzano dietro la denuncia di pericoli reali, il sincretismo, l’irenismo del va tutto bene, la perdita di identità, la rinuncia, abdicando alla propria coscienza,  ai propri valori..
Chiediamo la forza di sbaragliare barriere e muri in noi, di non sentire nessuno lontano…di sentirci tutti in cammino. Al limite diversamente lontani dall’unica mano che ci viene ogni giorno offerta per camminare verso la verità.

 

COMMENTA!

Un pensiero su “XX° T.O. – Anno A

  1. Roberta

    “Pietà di me Signore…” è un modo di presentarsi, è una richiesta di essere accolti così come si è con le proprie preoccupazioni, la propria storia personale, le proprie ansie. Accettare di essere una madre preoccupata per la figlia, che non sa più cosa fare, dove andare a sbattere la testa ma nonostante ciò avere l’umiltà di domandare aiuto, senza vergogna senza preoccuparsi delle proprie urla, perchè quando hai bisogno….hai bisogno punto e basta. I discepoli vorrebbero chiudere il discorso al più presto perchè appunto “che vergogna, che figura questa donna che urla”. Gesù qui mi dà un senso di vuoto di indifferenza si chiude in un ruolo, in quello “mandato” solo per pochi e mi ritorna in mente quello che risponde a Maria alle Nozze di Cana: “Che ho da fare con te o donna”. Non è che alle volte Gesù ci chiede di fare un passo diverso? La donna Cananea prima “si mise a gridare”, Gesù non le rivolge la parola. Così la donna cambia atteggiamento, avvicinandosi e prostrandosi chiede semplicemente aiuto. A me dico che alla volte Lui è là, ma semplicemente là che sembra sia per gli altri e non per me ed è perchè io non gli chiedo di fermarsi, di restare in quella situazione insieme a me e conto solo sulle mie forze. Altre volte Lui è là vicino a quella persona che non mi piace, a quella che mi ha fatto del male e vorrei che passasse oltre e solo alcune volte riesco a rendermi conto che Lui prova per quella persona lo stesso Amore che prova per me; quando mi rendo conto di questo il passo in più e fatto, ma quando non mi rendo conto di questo resto ferma a “gridare”.
    Gli altri alle volte ci provocano con le loro richieste, con il loro modo di porsi cozzano contro i nostri limiti e questo “cozzare contro”, ci scuote a cambiare passo, a cambiare modo alle volte siamo in grado di dare solo briciole alle volte molto di più se teniamo lo sguardo verso chi guarda verso di noi e aspetta con pazienza un gesto che si apra alla speranza.

    “È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva”. da L’Attimo Fuggente

    “Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso.”

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