Ma che vuole sto Dio da me? Impiccàti e crocefissi – Esaltazione della Croce 2014 – A

Avete in mente qualche scena di film western in cui impiccano uno..?
quello con Clint Eastwood, la scena iniziale.. “Impiccalo più in alto”,
Lasciato li in alto come monito.. per ricordare. Come il crocifisso per i romani. Oppure a Berlino nel 2006 dopo la finale dei mondiali di calcio Cannavaro che da bravo capitano solleva in alto la coppa al cielo e ci consacra campioni del mondo.
Oppure ci siamo mai trovati in una città sconosciuta con l’urgenza di trovare una farmacia? Giriamo naso all’insù cercando.. to, che caso, una croce, verde, luminosa… to, che caso, spesso in quella croce c’è inserito un serpente.. come abbiamo sentito nella prima lettura..
Da li, da quel che é stato innalzato puoi imparare e sperare.
Guardare in alto: é invocare, cercare, chiedere: a volte imprecare, alzando gli occhi, il pugno al cielo.. teniamo questi esempi noti per comprendere meglio il vangelo di oggi.
Innalzare è un gesto che dice almeno due cose: quel che stiamo vivendo non ci basta o ci sta affaticando.. e così alziamo lo sguardo; ricorda anche che il Signore é presente e ci viene incontro, incrociando il nostro sguardo da dov’è.
Per ben due volte viene ripetuto: “«Perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna»” innanzitutto é una proposta. E’ possibile, ma non sei obbligato. Dio padre rispetta la nostra libertà di figli.
Poi da li dove siamo ci chiede di alzare lo sguardo.. da qualsiasi situazione si stia vivendo, in qualunque realtà maledetta si sia immersi.. in quella scorciatoia in cui ci siamo andati a cacciare.. li ci raggiunge. E’ stato mandato, é sceso per innalzare. Un duplice movimento, bellissimo. La nostra umanità viene accolta, assunta in cielo. Dio si é fatto come noi per farci come lui canteremo a Natale.
Il vangelo ci annuncia che Gesù viene a prenderci. Li dove siamo. Essere cristiani significa riconoscere a Lui l’iniziativa. Non a noi.
Viene per donarci questa vita eterna. Ma cosa significa? Ne parliamo sempre ma.. La vita eterna non é un premio futuro per la buona condotta tenuta, ma una qualità di vita già nel presente. Non mi interessa sentirmi dire “porta pazienza, ‘vanti sempre.. perchè tanto poi c’è il paradiso. Intanto lavora! No! Chi dice questo non é cristiano. Non voglio vivere trattenendo il fiato. Noi abbiamo il diritto di vivere bene già qui. Si chiama “eterna” non tanto perchè infinita, ma per la qualità indistruttibile. Lo diciamo anche nel parlare comune. Una lavatrice deve essere eterna, affidabile, deve durare una vita.. perchè di ottima qualità. Questo rende eterno..
Allora Gesù ci offre sempre la possibilità di dare maggior valore alla vita che abbiamo. Di portare a migliore qualità, eterna ciò che già siamo. La fede non é un di più da fuori ma é una risposta ad un bisogno di eterna qualità già in noi. Questo é bellissimo.
Quante volte ci sentiamo vuoti, spenti; sentiamo che nella nostra vita manca qualcosa, l’essenziale, abbiamo tutto ma ci manca.. sono sensazioni amare ma preziose. Ci dicono che stiamo sopravvivendo. Non vivendo. Quante volte il nostro stile di vita denuncia un volerci riempire, stordire, anestetizzare: perché? Perchè ci manca qualità; abbiamo magari puntato sulla quantità di cose, esperienze, contatti ma non sulla qualità della nostra vita data, guarda caso dalle uniche cose che non si possono comperare o pretendere ma solo accogliere e gustare cioè l’amore.. l’essere amati.
Gesù ci chiede di accogliere il suo desiderio di dare qualità eterna, inattaccabile, indistruttibile alle nostre esistenze. Ecco perchè scende tra noi. Quello che siamo può trovare pienezza, compimento. Quante volte vorremmo amare di più, amare meglio e per sempre ma ci sentiamo fragili e incostanti.. vorremmo essere più autentici, liberi e belli ma non sappiamo come. Ecco cosa ci dice questo vangelo. Gesù vuole salvare questo. Salvarlo dallo spreco del non riuscire a realizzarlo. Prende sul serio il nostro desiderio e bisogno più profondo perchè nessuno possa dover convivere con il “vorrei ma non posso, non riesco, non sono capace..” si radica qui il per sempre di un matrimonio, la scelta di educare cristianamente i figli, l’impegno per un mondo diverso, la passione al servizio, l’annuncio del regno.
Essere cristiani, avere fede significa credere che Dio prende sul serio la nostra piena umanità e la vuole elevare, completando quel che le manca, farla diventare eterna, durevole, libera e bella. Vuole allearsi con noi perchè noi diventiamo eterni! Ecco cosa significa non avere più paura della morte. Così andremo oltre, grazie all’amore in noi.
La fede é una risposta ad un bisogno mio di qualità, un desiderio profondo di vita che trova in Dio un alleato. E in Gesù, innalzato su quella croce, troviamo la via per questo patto. Innalzato, dicevamo all’inizio; ma pensiamoci.. al di là degli esempi fatti non é poi uno dei gesti belli della nostra fede? Quando entriamo in chiesa siamo chiamati ad innalzare il nostro sguardo al crocefisso; al momento della consacrazione mentre il sacerdote solleva al cielo il pane ed il vino non siamo invitati dalla liturgia ad innalzare il nostro sguardo? A guardare, li dal nostro banco, dalla nostra vita, guardare con speranza e passione a quel gesto in cui Gesù sta per scendere in noi, nelle nostre vite?
Noi innalziamo il nostro sguardo, il nostro desiderio di vita, la preghiera su chi da lassù é sceso”svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, dice la seconda lettura, diventando simile agli uomini”.
Ogni volta che abbiamo l’umiltà e la forza di metterci a pregare, la libertà di riconoscere chi siamo e soprattutto quel che siamo chiamati a diventare.. siamo cristiani. Dio non toglie nulla.. mai! Vuole solo portare a compimento ciò che già siamo. Vuole che la nostra vita sia di una qualità insperata. La croce va colta da questo punto di vista.
Noi non siamo cristiani perchè amiamo Dio.
Siamo cristiani perchè crediamo che Dio ci ama.
A Lui ci affidiamo allora, innalzando il nostro sguardo al crocifisso: sostiamo qualche istante di più in silenzio mostrandogli con le parole più semplici che abbiamo nel cuore ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno. Appendiamo a quella croce il nostro desiderio di vita, sentiamo su di noi quel suo sguardo di amore.

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