Tentazione, occasione, educazione.. – Omelia Ia Domenica di Quaresima – B

240215

Cambiare prospettiva: non sentirsi al centro del mondo ma parte di esso. Lasciarvi la traccia più bella. Imparare a guardare a sè stessi da un altro punto di vista. Scendere dal proprio trono dove ci diamo sempre ragione, ci perdoniamo tutto e ci giustifichiamo ad oltranza. Ecco la più bella tentazione di oggi: credere si possa cambiare davvero, scegliere, invertire la direzione. E che ne valga la pena..
Abbiamo il coraggio come cristiani e come scout di dircelo? No?
1) Il vangelo appena ascoltato ci parla di Gesù tentato: con cosa fa rima tentazione? Vediamo.. no ve lo dico io. Con occasione.
Una cosa che mi tenta mi mette davanti a un bivio. Crescere o accontentarmi? Gli scout usano la forcola.. interessa? Sento che ci sia sempre l’occasione per cambiare? Attenti.. non è subito qualcosa di moralistico, da fare o evitare. Ma una proposta da accogliere innanzitutto nel cuore.
E’ lì che decidiamo ogni giorno di convertirci o chiuderci. Nel nostro cuore abitano fiducia e speranza o comanda la paura che ci paralizza?
La prima cosa è ammettere che sto andando in direzione sbagliata.
Non è facile! servono coraggio e umiltà, l’audacia del volersi bene davvero in modo adulto.
Riconoscere che sto vivendo come non vorrei ne mi merito; forse nel nostro cuore ci sentiamo a posto, va tutto bene, ho tutto sotto controllo, pensiamo che a convertirsi debbano sempre essere gli altri. Anche questa supponenza saccente e devota deve farci drizzare le orecchie e preoccupare. Abbiamo forse il cuore già chiuso?
Ci sentiamo scout arrivati perché scout a modo nostro?
Non sopporto chi oltraggia la fede e lo scoutismo dicendomi “io sono scout, io sono cristiano a modo mio”. Esistono solo scout o cristiani in cammino, che colgono con coraggio le occasioni di crescita.
Andare dalla parte sbagliata non significa poi qualcosa di eclatante. Ma magari che sto perdendo tempo, mi do sempre le stesse giustificazioni, uso i soliti alibi, mi nascondo dietro alle scuse più infantili, alle immagini di me, della chiesa, di Dio che mi fanno comodo, che forse non sono equipaggiato poi così bene, sto facendo cose, non lasciandomi incontrare, servire da un Qualcuno. Tanto abbiamo la carta di clan o la carta del coraggio.. non ci disturbate, vogliamo solo restare così.. Gesù parlava di sepolcri imbiancati: a posto da fuori ma vuoti dentro.
Tutti abbiamo bisogno di cambiare direzione, considerarci in maniera diversa, perdonarci, accoglierci come siamo, per coltivare questa speranza in noi. La Pasqua altrimenti non servirà a nulla.
Ciò che converte davvero il cuore di una persona non son le cose da fare, le pratiche devote, l’ansia di far la catechesi.. ma la promessa seducente di un di più: più autentico, più gioia, più amore e libertà. Tentazione allora fa rima con occasione. Ma anche con
2)un’altra parola a tutti noi cara: educazione.
Perché resistere altrimenti.. se non per educarsi. Saper scegliere mi educa. Cristiani e scout hanno in comune questa passione. Educare..educarsi. Non son mai divisi.
Se non ci educhiamo, se non cogliamo le occasioni cominciamo a stare seduti su due sedie, facciamo convivere in noi atteggiamenti devoti e religiosi con la scelta di idoli che ci allontanano da Dio, che lo sostituiscono.. in genere chi si autoconvince di non essere credente, in realtà è un credulone, alla fine si mette a credere a un sacco di stupidaggini.. ma così si sente libero e fiero.. bah..
C’è allora una specie di schizofrenia spirituale che poi ci fa perdere e svuotare la fede. Come faccio ad educarmi? Questo dovrebbe interessare in particolare i rover e le scolte per i quali l’unica occasione di essere scout veri ormai è l’autoeducazione.
Si inizia riconoscendo che ho bisogno di cambiare qualcosa. Il tempo della quaresima ci alleni a questo.
Convertirsi significa avere anche la furbizia di riconoscere un’altra cosa: se fai quel che hai sempre fatto, otterrai quel che hai sempre ottenuto. E’ importante sentire che non ho nulla da perdere, che Dio non ci vuole togliere niente. Ma che è tutto da guadagnare e il Signore ci attende oltre le nostre paure e l’orgoglio, oltre l’indifferenza rassegnata, la disperazione sottile o il sentirmi già pronto, a posto o arrivato.
Il vangelo racconta che fu lo Spirito che SOSPINSE Gesù.
Deserto sa di solitudine, fatica, aridità, essere messi alla prova.
Che sia lo Spirito a farlo significa che nulla di quanto stiamo vivendo, fosse anche qualcosa di doloroso e umiliante, gli è estraneo. Nessuna nostra prova o dolore andranno sprecati. Ne sono insuperabili.
Lo Spirito può educarci a ridare senso e direzione a qualsiasi cosa stiamo vivendo. Dio non ci abbandona mai. Ecco un primo spunto: ci vuole aiutare ad andare oltre. A rimetterci in moto abbassando una buona volta il freno a mano dell’indifferenza o della disperazione.
Gesù RIMASE.. un altro verbo bello. Significa che non fugge, fa fatica, non comprende ma si fida, si inchioda li, non torna indietro. Rimane nella tentazione fino a trasformarla in occasione e opportunità. Non diciamo che si impara facendo noi scout? Rimanendo li.. Con l’aiuto dello Spirito, Gesù si lascia educare da quel che sta vivendo. Non lo diciamo anche nella promessa?
Penso a quando noi scout viviamo esperienze di deserto al campo, o la route o un hike in cui si cerchi insomma la solitudine, la prova, la verifica di sé e l’ascolto di Qualcuno a nostra disposizione..
Solo rimanendo in quel deserto, si riconosce lo Spirito e compare la vita, cioè colgo l’occasione di andare oltre, educarmi.. stava con le bestie e gli angeli lo servivano, la vita con gli altri e con Dio nella pace e nella verità. E’ il recupero di tale comunione e intesa anche con Dio per quello che è, un Padre che ci ama e vuole servire, non un padrone, un giudice, un mago o un serie di argomenti o valori.
Solo rimanendo con coraggio l’occasione diventa educazione.
Alla conversione, che quindi qui ci appare come un prendere coscienza del modo in cui sto vivendo e della fede che mi abita segue l’invito a credere nel Vangelo, cioè nella buona notizia.
Gesù è la buona notizia per noi e le nostre vite, la prima lettura parla di un arco .. L’arcobaleno definitivo tra le nuvole dove Dio “vive” e la terra dei nostri più concreti orizzonti. L’arcobaleno sembra congiungerli: così Gesù che con i sacramenti e la chiesa ci permette di rendere umano il volto di Dio e divino il volto dell’uomo, dando qualità eterna a qualsivoglia nostra esistenza. E lo fa anche quando ci tende quell’arcobaleno di alleanza garantendoci nella nostra promessa il suo aiuto. Il nostro scoutismo al quale chiediamo di renderci felici, è fondato su quella alleanza.  Sulla promessa e sulla nostra legge scout, come occasione di educarci.
Crediamo che il vivere e rispettare la legge scout ci renda felici?
Il problema oggi, cari capi.. non è la C di Agesci, ma la S di scoutismo!
Ecco infine perché vale la pena fidarsi che il tempo è compiuto cioè che non c’è tempo da perdere, è adesso che l’arcobaleno di Dio nel figlio Gesù ci tende la mano, che se non lo desidero ora non servirà attenderlo magicamente domani. E’ solo Lui che traccia percorsi impossibili, strade e pensieri per domani…se lo accolgo. Anche nella legge!
E’ in questo momento che, cambiando prospettiva, potrò iniziare a scendere dal mio trono, incontrerò al mio fianco quel volto sicuro di Gesù, potrò credere di essere grazie a Lui una buona notizia e i deserti fioriranno. Lasceremo così una traccia bellissima di fede, di cittadinanza attiva, partecipe e di servizio.

Mandare un arcobaleno con uozap.. lo troviamo nella pagina rappresentata dal fiore, alla fine.

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