Domenica VIa di Pasqua – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

“Credere di credere in Dio è un modo di non pensare a Dio.” (anonimo)

 

050515

 

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 15,9-17
 

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.”

 

 

A volte ho la sensazione, ascoltandomi e ascoltando tante persone di ogni età, estrazione culturale e professionale.. ( ed equilibro psichico).. che si stia continuando a perpetrare un errore clamoroso.
Parliamo troppo di Dio!
Lasciamolo stare..
Sembra una coperta troppo corta: ciascuno lo tira dalla propria parte, ne fa il vessillo di quel che più gli serve.
Siamo come “tormentati” da Dio: dobbiamo fare un sacco di cose per Lui, sentirci bravi e meritevoli ai suoi occhi, incolparlo di cose che accadono, che dimentica o non vede, oppure ignorarlo perchè non capiamo, sappiamo, siamo in grado di..
Vogliamo sapere la Sua volontà su di noi perchè quando preghiamo il Pater Noster.. quella frase “sia fatta la tua volontà”.. ci prende sempre tra coraggio e paura.. misteriosa, non sappiamo come interpretarla ne viverla.
Dio diventa quasi un problema, una questione, un tema o un argomento, un capro espiatorio o alibi. Basta.
Tanto posso continuare lo stesso a venire a messa, ad andare ai gruppi, a fare le processioni e cantare nel coro o a cuocere polenta alla sagra.
Magari l’abbiamo messo in soffitta dopo la cresima o il matrimonio e ci arrabbiamo perchè dopo anni..
Magari l’abbiamo messo da parte perchè a noi basta la Madonna…
Magari ce ne ricorderemo bene e soprattutto male battendo cassa a Lui perchè è successo cosa e come..
Lasciamolo stare.
Magari conoscerlo o ascoltarlo.. magari.. ma abbiamo un sacco di attività in oratorio e riunioni in parrocchia.
Ci basti Gesù. L’unica cosa che possiamo intuire di Dio ce lo dice Lui.
Anzi.. ”chi vede me vede il Padre”.. ci ha garantito.
Che caso. Di Dio accettiamo tutto tranne l’unica cosa che Lui ha detto di sè, attraverso Gesù: che è un Padre.
E solo così vuole essere vissuto. Un Padre.
Quanto ci sta sulle balle.. perchè poi dovremmo sentirci figli.. e riconoscerci FRATELLI e SORELLE.
.. BBBBRRRRRRR..
Allora lasciamolo stare: pensiamo a Gesù, sentiamolo al nostro fianco. Ci dice continuamente delle cose così belle..
Non volevo scrivere nulla come commento, dopo i versetti che Giovanni ci offre.
Facciamo così. Qualcuno di voi secondo me è venuto a leggere direttamente il commento..
Rileggiamoci e assaporiamo tutto d’un fiato.. anche più di una volta.. le parole del Vangelo. Contempliamole.
Ci bastino. Rimaniano in esse. Lasciamoci nutrire e carezzare da queste espressioni qui e oggi per ciascuno di noi.

 

COMMENTA!

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7 pensieri su “Domenica VIa di Pasqua – B

  1. Roberta

    Ma quante volte è usato il verbo amare in questo Vangelo! Amare è anche lasciarsi amare. Mi viene in mente, leggendo il brano, un sasso gettato in acqua che crea tutti i cerchi e allora: il Padre ha amato Gesù, Gesù ha amato noi, noi amiamo gli altri, tanto amore che si allarga, prende posto. Mi sono chiesta chi sono gli “altri”? “Altri”, è un mondo che si apre, un mondo di ferite, pensieri diversi, di paura di fare gli stessi errori di chi non riesco ad accettare. Eppure questo è il comandamento….amare nonostante le ferite, i pensieri diversi,il male che ti rendi conto di aver ricevuto. Difficile…ma non impossibile. Mi rincuora: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Ci sono state delle situazioni, partite male, nelle quali non avrei scommesso di uscirne con qualche “frutto” da portare a casa; eppure mollando la presa affidandosi all’Amore, colgo quel, piccolo frutto che mai mi sarei sognata di raccogliere. Alle volte bisogna saper “rimanere” perchè il frutto “rimanga”.
    Grazie
    Roberta

  2. Molte volte posiamo lo sguardo sulle pagine del vangelo,ma non le valutiamo nella giusta maniera, è vero che per assaporarle bisogna zittire il cuore dal fracasso del mondo.In queste pagine io ci vedo la mia vita,la strada percorsa e quella che mi aspetta.Nella mia vita non sono mancate le potature,non sono una santa,non sono perfetta,ma al levar del sole accolgo la giornata che il Signore ha preparato per mè e convinta che :”Non voi avete scelto mè,ma io ho scelto voi” inizio a comminare andandogli incontro.Grazie Bruna

  3. Maria G.

    Ci sono diversi modi di amare:c’è l’amore per i genitori,quello per i figli(che sono amori “viscerali”),quello per gli amici che più precisamente si può definire affetto,molto importante e arricchente,l’amore per la persona con cui desideriamo condividere la nostra vita costruendo una famiglia,l’amore per “il prossimo”che comprende tutti quelli qui elencati,in quanto persone altre da noi,ma che include anche tutti gli altri esseri umani,vicini e lontani,poichè,come dice Gesù,siamo tutti figli dello stesso Padre.come può configurarsi questo tipo di amore?Innanzi tutto come pietà
    per quelli che sono nel dolore,fisico o spirituale,e che dovrebbe spingerci all’aiuto nei loro confronti….
    Ho lasciato per ultimi l’amore per Dio,per Gesù per la Madonna e per i santi.Per un cristiano i più importanti,forse i più difficili poichè sfuggono alla nostra percezione,non li possiamo vedere,toccare,..
    Purtroppo è facile somigliare a san Tommaso…Ricordo con quanta intensità ho amato san Giovanni Paolo II,soprattutto negli anni della sua grande sofferenza .Mi è stato facile amare anche san Giovanni XXIII,.Due papi particolarmente vicini alla gente e dotati di grande umanità..Molto di più vorrei e dovrei amare Gesù,e per mezzo di Lui Dio Padre.
    E’ un amore diverso,sostenuto dalla fede e dalla Parola.Ed è a queste che mi affido nella mia preghiera”:Tendimi la mano Gesù e aiutami ad amarti,mettendo in pratica i tuoi insegnamenti . .

    1. Maria G.

      Più la leggo,più questa pagina del vangelo mi commuove ,La parola amore provoca sempre un benefico effetto se poi è pronunciata da Gesù,nei nostri confronti….
      C’è un’equazione bellissima:Amore =Gioia.Noi siamo fatti per la felicità,ci è delineata la strada per
      raggiungerla !. ,

  4. Eugenia59

    Queste parole di Gesù scaldano il cuore, tolgono il fiato tanto sono belle, sentite, ce le sta dicendo con tutto il Suo amore, proviamo a ricambiare: Lui ci ha insegnato come fare, diamoGli gloria con ogni azione della nostra vita,Lo merita!

  5. Domenico

    Il vangelo parla da se. …………….”che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”.. E’ gia abbastanza credo. Cominciamo ad amarci e rispettarci. Troppo comodo amare e rispettare la persona che non mi da fastidio, che mi è simpatica, con la quale ho una sintonia di pensiero….
    Proviamo a vedere negli occhi e nello sguardo le persone che sono per noi insignificanti o di impiccio: l’extracomunitario, l’anziano con handicap…… Gesù dice che siamo suoi amici se facciamo ciò che ci comanda…….(quante cose ci ha detto Ggesù di fare e noi non abbiamo voluto accettare con convinzione quelle cose perchè ci pesavano????).
    La frase che mi conforta e mi da un senso di speranza è…..”Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” ….. (possiamo allora essere certi che SIAMO qualcosa, un componente del progetto di Dio sulla terra…..) La frase si concretizza con …”che vi amiate gli uni gli altri”…

  6. Sonia Graziotto

    “Contempliamole”. Penso che in questa parola ci sia tutto il senso del commento, tutte le altre parole diventano superflue davanti alla bellezza di questo brano del Vangelo. grazie!

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