Domenica XXVIIIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

 

Quarta Settimana: da qualche parte tra Negreira e Muxia – (Galizia)

061015

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 10, 17-30
Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà». 

 

Fissò lo sguardo.. non è “guardare in faccia”; non é nemmeno “guardò negli occhi” o “intensamente, con attenzione, dall’alto in basso” o che ne so..
Fissare lo sguardo. Sembra una ricercata ripetizione dei termini, quasi a volerlo specificare bene, sottolineandolo, raddoppiando il senso delle parole.
Come se si fosse preso gli occhi e glieli avesse “fissati” addosso… attaccati.
E poi.. (buttano li all’unisono i fedeli evangelisti).. “lo amò”..
Sconvolgente. Mi son sempre chiesto che significhi. Ma non nel senso proprio, letterale.. ma chi ha soltanto potuto vedere quello sguardo dalla seconda linea.. Cioè non se lo è sentito rivolgere addosso, offrire.. ma l’ha visto posarsi sul “tale”.
Ecco.. non ha trovato altra espressione per descrivere i brividi che si sarà sentito addosso nel mettersi nei panni di quel tale.. che quella.. curiosa espressione,
“Lo amò..”
Mi chiedo: che significa amare con uno sguardo? Fargli trasportare l’amore che stai offrendo..
Amare con uno sguardo.
Far sentire amati da uno sguardo.
Produrre creare fare amore, con uno sguardo.
Come se non ci fosse domani..
Ma, aggiungo.. é mia e totalmente indebita la connessione tra sguardo e amore.
Perché il testo dice solo che “lo amò “..
Gesto misterioso, di una bellezza sconvolgente, struggente come il Portogallo..
Lo amò.. al passato. Fece tale azione. Amarlo. Come se non fosse il processo artistico di una vita a due.. l’invecchiamento in botte del più bello ed indispensabile, inebriante dei vini.. ma una singola azione. Conclusa.
Mi ci perdo, non c’è altro da aggiungere. si rovina tutto.
Provocazione finale: quanti “tali” come questi ci sono attorno a noi, soprattutto nelle nostre parrocchie.. sempre presenti, fedeli, disponibili, amici del prete, sempre in canonica, 2/3 campi, ci sono, si danno da fare, non mancano mai alle iniziative.. anche a quelle più assurde o devote o diocesane o vicariali o quel che è.. Tutti casa e ciesa (e massa poca “siesa”, chioserei senza offesa.. StorditoOcchiolino)..
Che sotto sotto potrebbero sbuffare “queste cose le abbiamo sempre fatte.. osservate dalla mia giovinezza , ho fatto tutti i tipi di ritiri, esercizi, riunioni, fine settimane, formazione, cammino, aggiornamento, testimonianza..
Ma non mi basta.. ma non vado oltre.. ” Manca sempre qualcosa.. o qualcuno, qualcuna..
Tragiche anestesie pastorali, caldi rifugi, nidi caldi.. ma il conto chi lo paga?
A volte anche il prete connivente e comodo.
Che in ciascuno di noi possa sbuffare quel tale in noi da farci desiderar vita eterna non cose da fare e pratiche da svolgere, precetti da osservare e cose varie.
Hasta pronto.

 

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3 pensieri su “Domenica XXVIIIa T.O. – B

  1. Eugenia59

    E’ un vero peccato, lasciarsi scappare un’occasione simile, parlare con Gesù, lasciarsi fissare da Lui con amore… Chi di noi non avrebbe voluto essere testimone della scena, magari nascosto in un angolo, per gustare dal vivo un momento così incantevole?
    Quel giovane non ha avuto il coraggio di lasciare le sue ricchezze e ha rinunciato al tesoro più grande: conoscere Gesù e ascoltare “dal vivo”, la Parola che può stravolgere la vita, in meglio!
    Buon viaggio don Matteo, un caro saluto!

  2. Maria G.

    Amare con uno sguardo si può,quando si è innamorati,quando si dice(senza le parole,
    che sarebbero superflue) ” tu sei la cosa più importante per me,sei in me,sei me…”.
    E i tuoi occhi si perdono in quelli della persona amata…e ti senti amato a tua volta..
    Ho visto quello sguardo speciale negli occhi di mio papà malato,riconoscente,…
    felice nonostante…”fissato” negli occhi di mia mamma,sicuro di essere ricambiato,
    poco prima che lui morisse….
    Questo è stato un grande amore umano….come voluto da Dio….
    Quello di Gesù ERA lo sguardo di Dio, trasmetteva l’amore immenso del Padre verso…
    un uomo di buona volontà….un prediletto,che non ha saputo fare quel passo in più
    che fa la differenza…
    Grazie don Matteo e grazie anche a Roberta per la profonda analisi del testo!
    Maria G.

  3. Roberta

    Anche a me quel “fissò lo sguardo su di lui…” mi sconvolge, mi prende tantissimo e me lo immagino questo sguardo, come quello di chi ti conosce bene, come quello di chi sa ciò di cui hai bisogno, come quello di chi sa che fino ad ora hai fatto meglio che hai potuto! Mi immagino che questo sguardo sia immerso in un silenzio irreale e immagino che Gesù dopo averlo guardato, abbassi lo sguardo, chiuda gli occhi per poi alzare lo sguardo verso il Padre, perchè accolga questo figlio che desidera la vita eterna. Glielo affida, lo affida al Padre…tanto che gli ricorda che solo Dio è buono, solo Dio può salvare!”Lo amò” a prescindere, lo amò prima di dare qualsiasi indicazione, prima di parlare, prima di indicare la strada….amare… prima prima di tutto.
    Questo Vangelo mi dice che Gesù mi chiede di spogliarmi di tutto, di seguire Lui in totale umiltà senza possedere, senza reclamare senza avere aspettative. Certo, mi dico però che se uno nasce ricco mica è colpa sua; è forse mettere troppo al centro ciò che si possiede, farne un idolo ciò che fa la differenza; conta solo quello che ho, quello che ho ottenuto, gli sforzi per avere successo…ma poi sento il vuoto….se questo personaggio va da Gesù sapendo di essere stato sempre un bravo cristiano, perchè chiede di più, di più ancora? Non era sufficiente? Forse nonostante tutto avvertiva un vuoto un’ inquitudine che gli faceva sentire che mancava qualcosa…e questa è la capacità che solo lo spirito dona di guardarsi dentro, di chiedere nella preghiera…”ho raggiunto questo e adesso?Quali passi?Ciò che ho fatto bene non rappresenta il mio tutto”…..Gesù infatti…”andava per la strada, faceva strada continuava a camminare. Mi spiace quando sento genitori dare assoluta precedenza ad uno sport che va assolutissimamente fatto tutti i giorni!Non si sgarra!!!Questo sembra essere il centro, il mio tutto e parliamo di ragazzi delle medie, non di adulti! Questi ragazzi, che devono arrivare chissà a quale premio….E così si perdono occasioni di crescita spirituale…e poi sarà forse inutile domandarsi….”che cosa devo fare”. Chisà come mai l’allenamento spirituale è considerato meno importante di un allenamento sportivo…la persona deve crescere in tutti i sensi…se no sarà facile che quando qualcuno gli dirà cosa gli manca…si farà scuro in volto e se ne andrà triste…perchè è stato allenato solo a seguire la legge senza domandarsi il perchè e non è stato abituato a scoprire che in ogni mancanza si cela un sogno da realizzare….quello che Dio ha su ognuno di noi.
    Grazie
    Roberta

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