IIIa Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

081215

“(..) la felicità è reale solo quando è condivisa.”
(Into the Wild, Sean Penn – 2007)

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In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 3, 10-18
Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

 

Che cosa dobbiamo fare?
Spesso ce lo chiediamo, in ansia da prestazione, aspettando rassicuranti ricette piuttosto che responsabilizzanti ingredienti.
La risposta del Battista mi pare suggestiva..  fate quel che state facendo ma.. meglio, bene.. in modo onesto, giusto, sano, sorridente, con fede.
Giovanni riconosce alcuni “vizi” in quelle professioni e chiede loro di correggerli.
Fare bene il bene.
L’appello iniziale è poi al condividere.
Saremo in grado, proseguendo questo nostro Avvento, di lasciarci raggiungere dalla misericordia di Dio Padre, aprire le porte più difficili, quelle del nostro cuore e della nostra (santa) coscienza.. e provare a condividere quello che siamo? Tuniche, cibo.. tempo, spazio, energie, risorse?
Lasciamo andare la paglia, in noi e attorno a noi.. perché in realtà non sfama ne scalda..

Buona continuazione..

 

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3 pensieri su “IIIa Domenica di Avvento – B

  1. Eugenia59

    Fino a ieri, dopo aver letto varie volte la Parola ed il commento di don Matteo, mi rimanevano in mente una serie di pensieri che non riuscivo a delineare…, oggi durante la Messa ho messo a fuoco: é la terza domenica di avvento, la domenica della gioia, le letture sono un tripudio di gioia, anche se ad una prima occhiata il Vangelo non la trasmette chiaramente, le raccomandazioni di Giovanni Battista di fare bene il proprio lavoro sembra non dica niente di nuovo…
    Invece devo ammettere che la gioia che viene dallo svolgere con onestà, generosità e rispetto il nostro ruolo in famiglia ed in comunità e la condivisione dei nostri beni, come possiamo, con gli altri fratelli, è una gioia che viene da Dio, è unica, particolare, che dura e lascia nel cuore tanta pace e voglia di andare avanti… Signore nostra gioia vieni, fa che Ti riconosciamo nei fratelli che incontriamo!

  2. Maria G.

    Sono moglie,mamma e,nonna,sono cosciente dei miei “doveri” e cerco di svolgere i miei compiti
    nei limiti delle mie forze fisiche e psichiche.A volte devo arrendermi alla stanchezza…..
    Vivo poi in una società complessa,attorno a me ci sono persone amiche,parenti,vicini…che hanno
    spesso bisogno di aiuto,di comprensione,di vicinanza,di consolazione,di affetto,…anche di aiuto
    economico. Faccio del mio meglio,..a volte con sensi di colpa per non aver fatto di più…
    Mi sono di conforto e di sprone la preghiera,che può essere la lettura(con efficace commento..) .
    di una pagina del Vangelo,il pensiero, rivolto semplicemente a Dio durante la giornata ,ma anche
    l’ascolto di una bella musica ,che addolcisce l’anima,un gioco divertente fatto con il nipotino
    più piccolo,che ha cinque anni e l’innocenza e la spontaneità tipica dei bambini e la spensiera-
    tezza e l’allegria che ti contagiano….
    E’ storia di tutti i giorni,in cui mi scopro spesso inadeguata,fragile,molto imperfetta…spero che
    Dio mi accetti per quella che sono.
    Grazie
    Maria

  3. Roberta

    “Che cosa dobbiamo fare?” Appunto, il fare prende in alcuni casi il posto dell’essere, del poter essere del voler essere…semplicemente cristiani. Forse bisognerebbe tornare all’essenzialità di Giovanni Battista con il suo stare un passo indietro, la sua coerenza, il saper indicare ciò che è bene e ciò che invece non lo è. Lui battezzava con acqua, come possono essere tutte le cose che in parrocchia ci affanniamo a fare….acqua che scorre e scivola via. E’ nell’ordinarietà della nostra vita, quando riusciamo ad essere coerenti, che possiamo farci raggiungere dallo Spirito e dal suo fuoco che chiarisce, illumina,purifica rendendo in cenere le nostre…le mie maschere.
    Per questo vieni Signore Gesù!
    Grazie
    Roberta

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