Quando passeremo dal “No” al “Noi”? – Omelia Pentecoste 2016 – C

160516

In parrocchia spesso ce ne intendiamo più della Poenta e Coste che della Pentecoste
Prendete in mano i foglietti..
Ultima facciata in alto a sinistra.. Invocazione allo Spirito Santo per la comunione! Ti preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo & Sangue di Cristo.. lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.
Questa preghiera tutte le volte che la dico mi tormenta e mi provoca.. provate a pensarci.. c’è tutto! Oggi, solennità di Pentecoste, vorrei potessimo fermarci qui, capire che questa formula che tutte le domeniche ci accompagna.. come desiderio e impegno.. é partita proprio da quella discesa dello Spirito Santo che celebriamo e ricordiamo da 2000 anni. Forse così la ascolteremo con maggior consapevolezza e potremo farla più nostra.
Pane e Vino sono appena stati consacrati e Gesù ci ha chiesto di fare questo in memoria di Lui. Che vuol dire? Tante cose.. ma tra le tante.. mi fermerei su un aspetto concreto di questo appello:
Ora, “ti preghiamo umilmente”.. cioè con disponibilità.. senza pretese: c’è fede, confidenza e abbandono in questo atteggiamento.
“Per la comunione”= per significa attraverso la com.. al corpo-sangue, che riceveremo tra poco.. Lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo. Bellissimo. Pensiamoci.
E’ lo Spirito Santo che attraverso l’eucaristia di cui ci nutriamo, ci dona l’unità.. di essere l’unico corpo. E’ lo Spirito Santo a rendere sempre attuale e vivo quel corpo di Cristo per noi. Non é una cialda: nella fede, attraverso lo Spirito Santo, quel pane é davvero Cristo che scende in me e mi  abita. Io divento così ospite di Gesù, lo accolgo. Lo Spirito Santo mi mette in grado di farlo, dal battesimo ad oggi.
Ci riunisca.. dice.. non ci riunisce: quale é la differenza? E’ chiara.. e bellissima.
Se fosse..”Ci riunisce”.. sarebbe una cosa che non abbiamo scelto, che ci piove dall’alto e non possiamo che accettare, magari a testa bassa e coi pugni chiusi in tasca o le braccia cosi..
Magari qualcuno ora ha già preso sonno o con la fantasia é già altrove.. oppure non ci crede.. infatti nessuno é obbligato a credere. Ci riunisca é congiuntivo: significa.. lo faccia.. é richiesta, desiderio, preghiera. Non imposizione. Mai.
Ci.. è un noi. Mai la liturgia ci fa pregare soli. Siamo sempre e solo un noi.. non fatti in serie ma uniti.
Quando passeremo dai “no” al “noi”?
In un solo corpo”: l’appello all’unità.. che non significa omologazione. Infatti il corpo, ricorderete senz’altro la pagina di Paolo in cui parla della chiesa come di un corpo.. membra diverse ma complementari e fondamentali l’un l’altra..
Ma non é nemmeno il tiepido buonismo scontato che il cristiano é così perchè vuol bene a tutti e deve amare tutti.. perchè bisogna andare d’accordo.
Iniziamo a leggerla come la responsabilità a creare unione in noi stessi e quindi nei rapporti con gli altri.
E’ possibile essere uniti in noi stessi? Quante volte siamo frammentati.. tra quello che diciamo, crediamo, proclamiamo e ciò che in realtà riusciamo a fare o dimostrare.. lo ricorda San Paolo nella 2a lettura.. abbiamo in noi una sorta di inclinazione al male, all’egoismo e alla chiusura; questo nasce dalla Paura, che ci fa vivere, dice Paolo, da schiavi. Invece lo Spirito Santo vuol farci vivere da figli adottivi e ci sostiene nella lotta e la famosa “salvezza” di cui noi cristiani tanto parliamo (Cristo Nostro Salvatore!) forse é anche la forza che ci viene offerta per restare forti, veri e liberi di fronte a questa spinte in noi.
Ma unità anche attorno a noi: Provocare alla corresponsabilità e non all’individualismo, a passare dal solito Io al Noi.
Nelle relazioni, nella nostra famiglia, nelle nostre amicizie e affetti.
Significa scegliere di tagliare con quel che divide e corrompe e allenare, custodire quel che ci unisce e rinforza.
Invocare oggi lo Spirito Santo, ricordando questa preghiera, significa sentirsi corresponsabili di un regno di Dio, del suo sogno che invochiamo durante il Padre Nostro
Ci lasciamo con questa preghiera..

 

Senza lo Spirito di Dio, lo Spirito del Padre
Dio è lontano,
Cristo rimane nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa è una semplice organizzazione,
l’autorità è una dominazione,
la missione una propaganda,
il culto una evocazione,
e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.
Ma nello Spirito Santo:
il cosmo è sollevato e
geme nella gestazione del Regno,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l’autorità è un servizio liberatore,
la missione è una Pentecoste,
la liturgia è memoriale e anticipazione,
l’agire umano è divinizzato.
(Atenagora)

 

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Un pensiero su “Quando passeremo dal “No” al “Noi”? – Omelia Pentecoste 2016 – C

  1. Eugenia59

    “Sentirsi corresponsabili di un regno di Dio”, meravigliose parole…, ossigeno puro, da respirare e vivere con tutta l’anima!

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