“Credere di credere..” – Omelia IIIa Avvento 2016 – A

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Ci avete mai pensato? tutti noi ci diciamo credenti: ma che significa? “credo in un solo dio…” diremo per rinnovare convinti o meno, la nostra fede. Ma anche…”credo qui ci sia un errore, credo di farcela, credo stia per piovere”…quando stiamo cioè supponendo qualcosa, facendo un’ipotesi da verificare.
La lingua italiana ci fa usare lo stesso verbo credere per dire due cose assolutamente opposte: l’atto di fede e la manifestazione del dubbio. Sembra paradossale: e così affascinante, quasi a dire che non si può credere senza saper dubitare ne dubitare senza credere almeno qualcosa. Complicato? forse.
Approfondiamo: se l’Immacolata ci ha posto al fianco Maria, nel nostro cammino verso l’accoglienza di Gesù, questa terza domenica ci offre l’austera figura del Battista. Se Maria ci rassicura e orienta, perché accogliente e disponibile, lui però, siamo sinceri, un po’ ci spiazza. Per quale motivo? perché fa fatica a credere. O meglio…capisce che è chiamato a mettersi in discussione. Allora vedete mi pare bello che il Vangelo e la liturgia di oggi abbiano due attenzioni: nessuna paura di chi dubita o fatica a credere ma anzi, altra cosa…lo offrono come testimone.
Spesso e banalmente risolviamo la questione del credere in due estremi rigidi: credente o non credente. Da tempo però siamo chiamati a fare i conti sempre più con persone che dicono altre due cose: sono indifferente, cioè sto bene lo stesso…oppure credo “a modo mio”. Sono i credenti delusi dalla chiesa o nauseati dalla religione: ma sono la maggioranza, non frequentano, se non magari a Natale, Pasqua e funerali, chiedono tutti i sacramenti ma poi stanno bene così. Dal mio punto di vista una quantità enorme di persone bellissime che aspetta di essere accolta, raggiunta ed evangelizzata. Una grandissima risorsa che attende un annuncio.
Quale? torniamo al Battista. Lui, un modello di fede, si sente spiazzato: non si fida di quel Gesù, non crede sia il messia che lui aveva sempre annunciato. “avendo sentito parlare delle opere di Gesù” ci dice Matteo. Ecco come si annuncia Gesù. Queste opere lo convincono ma anche lo confondono. Questo Nazareno fa le cose che solo il messia avrebbe dovuto fare ma il suo stile semplice, dimesso, di servizio e non di potenza, di misericordia e non di giudizio, di accoglienza e non di condanna…lo fanno profondamente dubitare.
Forse è accaduto anche a noi, nella nostra vita: alcuni fatti hanno provocato in noi dubbi, fatiche, ci hanno fatto rallentare o bloccare nel cammino di fede. Il Battista evita due rischi: non si chiude dicendo…ho ragione io, andiamo avanti come sempre è quello la che si sbaglia… ma nemmeno rifiuta e scappa.
Vuole capire, approfondire, non gli basta quel che ha sempre creduto: sente di essere chiamato a camminare. E Gesù come risponde ai suoi dubbi? gli mostra ancora le sue opere “andate e riferite ciò che udite e vedete.” bellissimo.
Gesù parla coi fatti: è concreto. E’ Lui il Messia, il Battista deve fidarsi di quell’annuncio bello e lasciarsi sedurre…è in crisi: cioè si chiede: vale la pena o no credere in questo qua? mi fido o vado avanti a testa bassa con le mie idee? E’ un modello per tutti noi, il Battista, credenti chiamati ogni giorno a saper dubitare per credere ancora di più. E sappiamo tutti cosa dice Gesù…lo indica come il più grande tra i nati di donna… è lui il precursore, quello che prepara la strada ad accogliere il figlio di Dio.
Allora oggi la fede di Maria e i dubbi del Battista ci aiutano ad accogliere la nostra poca fede e metterla nelle mani del Signore Gesù. Ma  siamo chiamati a riconoscere che la fede non è un pacchetto di nozioni da sapere, una competenza inutile da sbandierare ma una cassetta di attrezzi di cui equipaggiarsi per affrontare la vita. Non la parrocchia. La vita di tutti i giorni infatti attende credenti credibili, equipaggiati di quel qualcosa che diventi opera, annuncio, testimonianza…che come le opere di Gesù mettano in discussione provocando una sana invidia..voglio vivere anche io così.. quale è il tuo segreto? La gente che ci avvicina, attraverso le nostre opere… cosa vede e sente?
Parla di Cristo solo quando ti viene chiesto; ma vivi in modo tale che ti si chieda di Cristo! (Paul Claudel)

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Un pensiero su ““Credere di credere..” – Omelia IIIa Avvento 2016 – A

  1. Francy

    Mi piace tanto l’ultima frase che hai citato. Mi è venuto in mente don Sigalini che diceva … facciamo catechismo dando per scontato che la gente, i bambini credano … e sbagliamo tutto! Non è detto che se nasci in una famiglia di credenti tu debba credere … non sono i preti, non sono le suore, non sono gli animatori e nemmeno le riunioni perfette di formazione…finchè non fai esperienza dell’amore di Dio nella tua vita tutte le parole del mondo non servono a nulla. E solo l’amore disinterassato, generoso, accogliente può arrivare al cuore… senza parole!

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