” La Bibbia in Time-Lapse” – Omelia Domenica XXVIIa TO – A

Come il video in time-lapse, o un vecchio Bignami.
Questa parabola è la Bibbia. C’è tutto, in sintesi, un panorama.
La vigna, come da settimane sentiamo ripetere nelle diverse parabole, è il regno di Dio, il mondo come Dio lo ha programmato, sognato, desiderato e affidato a noi. Quello del Padre nostro! Come fa a non essere simpatico a noi veneti un Gesù che parla di continuo di vigne e vino…
  Poi ci sono, i contadini, tutti i credenti della storia, dall’antico testamento, il popolo di Israele, gli ebrei…chiamati a coltivare il terreno di Dio, collaborando con lui da figli ma in realtà vogliono fare quel che loro credono giusto, vogliono l’eredità, non lavorare sotto padrone… fino a noi… qui nelle parrocchie…
Il movente è avere, possedere, prendere, accumulare, apparire. Questa ubriacatura per il potere e il denaro è l’origine delle vendemmie di sangue della terra…
Se uno conosce minimamente la storia sacra vi potrà scorgere tutte le sue tappe, tutti i profeti, le vicende, fedeltà e tradimenti, regni e dispute… un Dio che però mai si stanca di cercare l’uomo, di rinnovare alleanza, convertire cuori e far ricominciare.. la vigna deve portare frutto e dare vino buono di gioia e qualità per tutti. E’ la storia della salvezza, che possiamo leggere in tutto l’antico testamento. Ma siccome è dura, ecco che Dio non arrendendosi alla fine manda, il figlio Gesù, come sua parola definitiva, viene Lui a cercarci, ad abitare in mezzo a noi…e siamo a Natale, o meglio all’anno 0…sto figlio che rompe le scatole, provoca, mette in discussione, lo conosciamo dal suo vangelo, …smaschera i benpensanti, i devoti accaniti, i super credenti e religiosi…che rovescia i tavolini delle offerte nel tempio, riconosce nelle prostitute e nei pubblicani il volto di chi accoglie Dio perché ne ha davvero bisogno, che annuncia loro l’unica verità di Dio Padre che non guarda meriti o sacrifici ma ama gratis… non premia ma accoglie, non ragiona come noi, non è giusto ma appassionato, non ti castiga mai ma ti aiuta sempre a rialzarti e siccome questo dio è indigesto quanto il figlio, lo mettono in croce, pensando di fare un favore a tutti. Per continuare coi loro riti, meriti, preghierine e devozioni. Poi le cose sono andate diversamente…e noi siamo qui a messa, 2017 d.C. continuando a seguire un Gesù che continua ad annunciarci un volto scomodo di Dio, pensate a quello delle parabole delle ultime 3 domeniche. Un figlio che si dice “pietra scartata”….meraviglioso. 
Ma permettete un dettaglio tagliente…scartata da chi? dai costruttori, dice Gesù. Cioè da quelli che lo fanno di lavoro, che se ne intendono. Significa dai credenti, dagli addetti ai lavori, dai preti, dai parrocchiani fedeli, da chi ha sempre dio in bocca…sono loro ad aver scartato, pensando di fare la cosa giusta. E’ un grande avvertimento quello che Gesù ci rivolge. Infatti sempre il vangelo ci ricorda a chi Gesù raccontava queste parabole…
Invita a non essere troppo sicuri e presuntuosi di noi, della nostra fede, delle cose che pensiamo di sapere o ci hanno trasmesso, insegnato su di Lui.
La chiesa e la fede non poggiano sui più bravi ma sui disponibili. Su chi risponde con la propria vita, com’è…questo diventa pietra angolare; una relazione, fatta di alti e bassi, una cosa viva, bella, che evolve, come la vita di coppia o un’amicizia vera…pietra angolare perché assieme ad altre pietre, altre vite, può costruire quel regno, quella vigna di gioia. Chiediamo al Signore l’umiltà di riconoscerlo a fianco, nella nostra storia, per lavorare nella sua vigna con la responsabilità dei figli nell’azienda di famiglia.
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