Domenica XXXIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 23, 1-12

Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.

Bel vangelo, complimenti… serve un commento? qualcosa di innocuo magari, così per stemperare i passaggi più crudi e duri da digerire. Rileggetelo piuttosto…
Pesanti fardelli…già: si deve, bisogna, devi, fai, non fare, non devi, non puoi…
Quando poi diventano mentalità, necessità, condizione minima e garanzia per….
Dicono e non fanno. Fanno…senza dire.
Siamo tutti alla canna del gas, Gesuùùbbbeello, suvvia… non esser così duro con noi. Titoli, ruoli, onorificenze e riconoscimenti.
Come pure quando in parrocchia vogliamo fare tutto noi, 4, 5, 6 incarichi…a modo nostro…perchè così facciamo prima, meglio…
Credo poi che anche la “chiesa più visibile e pubblica” faccia fatica in questo, spesso connivente con un certo apparire civile, mondano, di riconoscimento…che comunque le è “richiesto” da laici politici o simili che lo considerano importante, doveroso ecc. ecc.
Umiliato…”non fatevi un’idea troppo grande di voi stessi”..raccomanderebbe San Paolo ai Romani…
credo sia più che sufficiente…

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3 pensieri su “Domenica XXXIa T.O. – A

  1. Tiziana

    Non ci vedo tutta questa rigidità e durezza in questo brano. Sento invece la semplicità di Cristo che mi dice di scegliere la semplicità del suo amore e tralasciare le inutili umane apparenze.
    È un bravo che mi piace, perché attuale.
    Mi sbaglio?

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