“E il mio maestro mi insegnò come è difficile trovare l’alba dentro all’imbrunire” – Omelia 1a Avv 2017 B

Le prime volte in cui qualche amico era a casa da solo: un rapido tam tam a voce e tutta la compagnia si spostava lì: cucinare assieme, guardare un film, divertirsi, sentirsi grandi, fare esperienze o stupidaggini: il sabato sera aveva un sapore diverso quando qualcuno era a casa da solo.
Il vangelo racconta circa la stessa cosa ma dalla parte opposta.
Sono diverse le volte in cui Gesù porta come esempio quello di un padrone di casa o della vigna, che se ne va…e affida talenti, incarichi e autorità ai servi, ai figli, a chi vive con lui.
Gesù ci racconta così un Dio che si fa da parte, si fida dell’uomo, gli affida il mondo. Che non vuole viziare nessuno ne essere apprensivo ed onnipresente, come il peggiore dei genitori.
L’uomo, da parte sua, è investito di un’enorme responsabilità. Non possiamo più delegare a Dio niente, perché Dio ha delegato tutto a noi. La bellezza di questa sua pedagogia è che ci tratta da adulti e si affida alla nostra libertà e responsabilità..è quello che ciascuno di noi sempre desidera…poter dimostrare il proprio valore, sentirsi utile, essere trattato da adulto, da persona affidabile.
Con questa consapevolezza e desiderio, sentendoci per certi versi come “a casa da soli” e degni di fiducia siamo chiamati a vivere questa attesa, non restando passivi ma approfittandone. Ecco il tempo di Avvento.
Due sono le parole che Gesù ci offre: fate attenzione e vegliate (x 3 v)
Lo dice perché non ci vuole addormentati: cioè in qualche modo passivi, rassegnati, indifferenti, spenti.
Può succedere. Non ho nulla da attendere, non ho speranza ne desideri, nulla per cui valga la pena far tardi o aspettare insomma…prendersela a cuore.
Fate attenzione. L’attenzione, primo atteggiamento indispensabile per una vita non superficiale, significa porsi in maniera “sveglia” e al tempo stesso “sognante” di fronte alla realtà. Attivo, propositivo, in cammino e ricerca. Come pure..prendersi cura, accorgersi in me cosa sta accadendo, come sto vivendo, cambiando, ragionando..se sono o meno il protagonista della mia vita o se mi guardo vivere da fuori.
Come pure accorgersi attorno a me: chi ha bisogno, chi sta cercando di volermi bene a modo suo, chi mi cerca e vuol comunicare…faccio attenzione alla realtà? ho spirito critico e capacità di discernimento? scelgo o mi faccio scegliere?
Credo che il Signore sia al lavoro nella realtà, ci parli attraverso precise situazioni concrete che possono diventare appello se vi rispondiamo o corrispondiamo con fede.
Vegliate, con gli occhi bene aperti. Il vegliare è come un guardare avanti, uno scrutare la notte, uno spiare il lento emergere dell’alba, perché il presente non basta a nessuno. Vegliate su tutto ciò che nasce, ci circonda, ci può provocare o stimolare a camminare, scintilla per crescere, spunto per imparare; ripenso ad una canzone di Franco Battiato che mi ha sempre colpito, in una sua espressione che mi pare utile in questo tempo…
E il mio maestro mi insegnò come è difficile trovare l’alba dentro all’imbrunire (Battiato – Prospettiva Nevski)
Chiediamo a te Signore Gesù, luce del mondo, di sostenerci in questo tempo di Avvento; educaci a fare attenzione vegliando sulla qualità della nostra vita e della nostra fede: fa che non diamo per scontato questo Natale, donaci di non addormentarci e riconoscere che tu sei al nostro fianco.

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