IVa Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

 

Lorenzo Lotto
In Ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1, 26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».
Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».
E l’angelo si allontanò da lei.

Sempre dal basso, Gesùbbello, non c’è speranza: le condizioni più indescrivibili e meno credibili per farsi luce, spazio, voce, presenza. Mai invadente, abbagliante o convincente. Mai.
Una ragazzina, i pastori, i dodici discepoli un po’ fresconi, la samaritana, gli indemoniati, il cieco, le donne dal sepolcro… pazzesco.
La delicatezza con cui i vangeli ci parlano di Maria fa a pugni decisi con la volgare invadenza di apparizioni, lacrime, viaggi, storie, statue, madonne e cose varie
sentiero minato, lo so… ne esco subito.
Avvenga per me secondo la tua parola: quando avrò la libertà ed il coraggio di dirlo davvero?
attendiamo come lei, Natale, cioè nascita.
cosa potrebbe nascere in me? Papa Francesco nostro, neo 81enne, ha ribadito più volte, anche un pelino incazzato, di non farci rapire Gesù dal Natale
che non è la festa degli auguri o del chi vuol festeggiare festeggi: per Natale si fanno feste di tutti i tipi in tutti i posti possibili…dalle lap dance ai centri sociali, dai ritrovi neonazi alle abbuffate di shopping… basta stare alla larga dall’essenziale…
ma ormai è retorico pure arrabbiarsi un po’ a Natale…  ma il “volemoce bene” ha rotto da un po’…
Luca prepara bene il terreno ed il contesto del “qui e ora” per la nascita di Gesù, attingendo alla sintesi delle radici di mezzo antico testamento, dal punto di vista storico e geografico…e a noi che ci resta? pagina famosa, dai grandi della pittura fino a La Smorfia con Lello Arena e Troisi…annunciazione, annunciazione!!!
Quel “nulla è impossibile a Dio”… emotivamente urla vendetta al cospetto di Dio ma… il suo “ecco la serva del Signore” ci piace eccome: Gesù raccomanderà di essere “servi inutili”…pagina scomoda e liberante allo stesso momento…
La nostra vita, spazio, tempo, desideri, energie, motivi, spunti, atteggiamenti, scelte, decisioni, possa..dilatarsi attorno a questo Gesù che viene, che emerge dal battesimo sepolto nei nostri cuori per trovare nuova eco. Essere come tutti “incinta” di Gesù…crescergli attorno…. espandere quel che siamo attraverso di Lui
suoi strumenti…
ecco l’uomo e la donna cristiani.


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Un pensiero su “IVa Domenica di Avvento – B

  1. daniela

    Bellissima preghiera per il nuovo anno scritta da un contadino sudamericano.
    Possiamo pregarla più volte durante questi ultimi giorni prima del nuovo anno😊

    Signore,
    alla fine di questo anno voglio ringraziarti
    per tutto quello che ho ricevuto da te,
    grazie per la vita e l’amore,
    per i fiori, l’aria e il sole,
    per l’allegria e il dolore,
    per quello che è stato possibile
    e per quello che non ha potuto esserlo.

    Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:
    il lavoro che ho potuto compiere,
    le cose che sono passate per le mie mani
    e quello che con queste ho potuto costruire.

    Ti offro le persone che ho sempre amato,
    le nuove amicizie, quelli a me più vicini,
    quelli che sono più lontani,
    quelli che se ne sono andati,
    quelli che mi hanno chiesto una mano
    e quelli che ho potuto aiutare,
    quelli con cui ho condiviso la vita,
    il lavoro, il dolore e l’allegria.

    Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono
    per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,
    per le parole inutili e per l’amore disprezzato,
    perdono per le opere vuote,
    per il lavoro mal fatto,
    per il vivere senza entusiasmo
    e per la preghiera sempre rimandata,
    per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,
    semplicemente… ti chiedo perdono.

    Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,
    tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno,
    io fermo la mia vita davanti al calendario
    ancora da inaugurare
    e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

    Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,
    la forza e la prudenza,
    la carità e la saggezza.

    Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,
    chiudi le mie orecchie a ogni falsità,
    le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste
    o in grado di ferire,
    apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,
    così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni
    e le sparga a ogni mio passo.

    Riempimi di bontà e allegria
    perché quelli che convivono con me
    trovino nella mia vita un po’ di te.

    Signore, dammi un anno felice
    e insegnami e diffondere felicità.

    Nel nome di Gesù, amen.

    (Arley Tuberqui)

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