“Venghino signori, venghino..” – Omelia IVa TO B 2018

 

Per gli anziani c’è la vasca da bagno nuova sovrapponibile, il seggiolino per le scale, poi al canale successivo le pentole antiaderenti, gli immancabili materassi, la stufetta da portare in giro per casa, spazzoloni elettrici, super coltelli e naturalmente le fasce per dimagrire sudando: insomma in un pomeriggio davanti alla tv decine di canali cercano di affascinare, convincere e ovviamente vendere…un’anestetico ipnotico, come un mantra, compra, fidati, compra, credimi, compra…telefona…
   Nel vangelo invece c’è dell’altro: nessuno cerca di convincerci a comprare nulla, anzi; ma un insegnamento nuovo, con autorità.
Parola scomoda, perché a tutti, almeno una volta, è successo di esser trattati in modo autoritario o nascondersi dietro presunte nostre autorità e non c’è andata giù; eppure, tolta questa patina sgradevole, resta un valore positivo. Tutti vorremmo essere invece autorevoli o abbiamo bisogno di un’autorità. Un potere legittimo o una competenza danno, si dice, l’autorità per farlo: garantirti una cosa, certificartela sicura, come una caldaia o un impianto, l’autorità di un parere medico o un giudice; insomma..contenuti sicuri, competenza, sicurezza.
Applicata a Gesù..è una cosa seria, bella. Confermata dai fatti e dalla guarigione di quell’uomo posseduto che ha percepito in sé che qualcosa è cambiato o meglio potrà cambiare. Gesù non sta vendendo nulla o raccontando storie edificanti e buoniste. 
Questo è il primo segno miracoloso nel vangelo di Marco, quasi il suo biglietto da visita. 
Questa autorità Gesù la vive come salvezza.
Salva quel praticante da uno spirito impuro…
cosa rende impuro…non è questione di moralismo, di cose sporche.. certe dosi di rancore, rabbia, invidia o gelosia con cui magari ci abituiamo a convivere a testa bassa, certi grumi di orgoglio che ci teniamo stretti, mascherati da attivismo,
certe immagini false e cattive di dio ci intossicano, non danno qualità bella alla nostra esistenza. Bella non vuol dire facile e in discesa. Gesù dirà chiaramente che ciò che rende impuro il corpo, la persona, le viene da dentro non da fuori…penso a certi modi di lavorare, trattare le persone, aggressività, indifferenza, superficialità, la corsa all’accumulo forsennato, del guadagno a tutti i costi, avido, cieco e indifferente al futuro, che fa riempire il povero Veneto ingordo di centri commerciali, compro oro, sale bingo…ingolfandolo prima di capannoni e cemento ora inutili poi di viti di prosecco…ecco quelli che Giorgio Gaber in una sua famosa canzone chiamava “i mostri che abbiamo dentro”…
“Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”,
Vedere Dio..la relazione..il suo sguardo paterno su di noi, che si fa corresponsabilità per gli altri…giustizia, legalità, desiderio di un bene comune e condiviso.
Ci bonifichiamo, cioè ci salviamo nella misura in cui scegliamo di fare nostri i suoi atteggiamenti e le sue scelte, riconoscendo che chi vive secondo il vangelo, vive davvero, non sopravvive.
Gesù è autorevole perché ci conosce, sa cosa ci fa meglio, non bene, ci vuole felici e liberi.
dopo il Padre nostro diremo …Liberaci signore da tutti i mali concedi la pace ai nostri giorni… quali sono i nostri mali? i nostri demoni interiori, per dirla alla Dostoevskij…
L’unico problema che Dio non può risolvere è quello che proviamo a nascondergli. bono U2, gruppo musicale irlandese di fama mondiale…
Chiediamo al Signore non di essere come spettatori passivi di fronte alla televendita alla tv… perché non ha nulla da venderci ma tutto da donare.. chiediamogli la forza di chiamare per nome quello che siamo, ci conceda l’umiltà di esperienze e persone a cui chiedere luce e sostegno per una coscienza critica, una vita spirituale reale, lasciamogli dire “Taci, esci da lui..lei”
Sia questa la più sana e urgente delle autorità da accogliere liberi e responsabili.
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