“Il nostro problema non è la morte..” – Omelia Domenica delle Palme 2018 B

thumbnail_gesu09 Diego Velazquez

 Crocifissione, Diego Velasquez
Il problema secondo me non è la morte: il problema secondo me è la morte delle persone che amiamo, dei nostri cari. 
Questo ci fa sentire, ad un certo punto, come mutilati: lo strappo, il dolore, il vuoto improvviso ci disorientano, non sappiamo più reagire, ci sentiamo impotenti, sconfitti, traditi, oltraggiati. 
Non possiamo più fare nulla: era un nostro diritto e dovere amare quella persona, vivere per lei, con lui .. figli mogli genitori
Quante volte, tutto questo ci ha fatto morire la vita dentro, ha spento in noi la fede, facendoci arrabbiare contro un dio cattivo, ingiusto, stupido…che ci aveva abbandonato; non poteva, mi ha abbandonato, io che ho sempre fatto, mi son sempre comportato, proprio a me…che ho fatto di male? basta!
Quante volte questo dolore ci ha fatto allontanare da Dio, come uccidendo una parte di noi, lasciandoci dentro un grumo di odio, rancore, rabbia, voglia di chiudersi; era meglio morire noi piuttosto che …siamo rimasti impotenti, storditi dal dolore.
Ci siamo sentiti abbandonare da Dio come Gesù sulla croceDio mio perché mi hai abbandonato. Gesù dice queste parole: dov’è quel Dio che per due volte nel Vangelo farà udire addirittura la sua voce dicendo ecco il figlio mio l’amato in cui mi sono compiaciuto.    è un salmo, una preghiera ma…le dice, le vive. Gesù è completamente, definitivamente, realmente umano: Uomo, persona, fragile, spaventato, umiliato, offeso, solo. Abbandonato a sé stesso, fino in fondo. Solo contro tutti.. Non capisce più niente:  ma come..avevo fatto tutto quello che dovevo..
Pur essendo Dio, Gesù vive e dice, fino in fondo, la cosa più atroce, disperata e umana. … mi hai abbandonato!
Muore da fallito, da maledetto, da infame; non solo tradito da Pietro, venduto da Giuda e abbandonato schifato dagli altri 10 ebeti…ma perfino da Dio: 
quel Dio che lui sempre aveva annunciato buono, misericordioso, giusto, Padre… e ora? 
Ha scelto liberamente e per amore di andare in croce, non si è sottratto a nulla…ma ora…ha paura ed è solo, contro tutti, 
hanno scelto Barabba o se ne sono andati. 
Come deve essersi sentito… è la pagina più alta di solidarietà ed empatia umana con la quale fare i conti. Non possiamo non passare di qui oggi in questo maestoso portale: ci introduce in modo crudo e disincantato al mistero della morte e risurrezione di Cristo per noi.

mamma, due bimbi, no in chiesa, crocifisso è segno di morte, troppo violento, impressiona i bimbi….   tv, videogiochi…?

Io chiedo a te Signore, per me stesso, innanzitutto, per tutte queste sorelle e fratelli un unico dono: 
ti chiediamo Dio il dono delle emozioni perché non sia l’ennesima settimana santa di cui saremo soddisfatti ..se avremo trovato il ramoscello di ulivo bello e ci saremo confessati perché bisogna, o non confessati perché cosa vuoi…poi via al pranzo della domenica e..a Pasquetta che fai?
-non sia l’ennesima settimana santa di cose da fare, ma l’ingresso in qualcosa di più grande. la Passione, magari riletta…sia un porsi davanti …. in silenzio e ascolto, come davanti ad un filmsentirsi parte, spettatoriattenti e coinvolti, Quel che accade ci riguarda… ci descrive..
-Pasqua non sia solo coniglietti, uova di cioccolato e fiorellini… servirebbe a nulla: non facciamoci rapinare anche la Pasqua oltre al Natale.
-non importa quello che crediamo, ci hanno insegnato, come siamo stati abituati, i valori importanti …e tutte le balle del genere che da una vita ci diciamo…non importa, non hanno valore se ci tengono distanti dal vero volto di Dio. Che è solo questo. Quello che Gesù ci offre…tutto compreso fino a domenica!
Abbiamo finito per voler più bene a queste nostre idee, abitudini, ai valori coerenti, alle immagini di un Dio, esigente e lontano, di un Gesù buono…    ..che al Vangelo…che alla buona notizia..
Quel crocifisso ci spaventa o ci disturba perché ne abbiamo dimenticato l’amore…Questo è Dio, il Figlio Gesù morto e risorto per noi…  perché non glielo permettiamo?
chiediamo il dono delle emozioni, che ci permettano di vivere e celebrare a pieno, da essere umani non da spettatori passivi che tanto sanno già come va a finire..
-della gioia e dell’esultanza per l’ingresso a Gerusalemme 
-dell’umiltà di fronte alla lavanda dei piedi che Gesù vuole fare a ciascuno di noi, esperienza di amore, lasciarsi amare gratis.
-della fortuna e della gratitudine di fronte all’eucaristia, il suo corpo e sangue per noi… spezzati e condivisi per nutrirci.
-del silenzio sconvolto davanti alla croce, davanti al sepolcro.
-chiediamo il dono delle lacrime, di saperci commuovere, cioè sentire che in noi qualcosa si muove e riprende a vivere… dalle pratiche alla pratica, sento che il Signore mi chiederà in qualche modo di vivere in modo diverso, di lasciarmi amare, di lasciarlo entrare…facciamogli posto
donaci signore un cuore come una cassa di risonanza. donaci le tue stesse emozioni.
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