Terza domenica di Pasqua – 2019 C

 

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Tempo lettura previsto: 6 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 21, 1-19

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Veniamo e saremo condotti in queste domeniche di Pasqua sempre se solo incontro a Gesù risorto…da punti di vista diversi, in situazioni simili ma pare proprio che la liturgia ci voglia far agganciare lì… continua ad invitarci a fare i conti con la risurrezione più quotidiana di Cristo. Il quale oltre che mostrare le ferite, mi piace notare che mai ha avuto parole di rimprovero verso i suoi discepoli, che pur lo avevano tradito, rinnegato e comunque abbandonato, ricusando tutta la vita condivisa e dimostrando di non aver colto nulla e capito ancora meno. La pagina di oggi è un intero buffet di cose belle e buone … dal rammarico disincantato con cui i pochi discepoli vogliono tornare alla loro vita ordinaria, quasi riponendo con ordine ed in silenzio tutti i due anni con Cristo..tornano a fare quel che sapevano fare, la pesca, come niente fosse. E ancora qui, nella loro abitudine ordinaria, il Signore li raggiunge. Nessuna lezione sulla risurrezione, nessuna spiegazione teologica, nessun rimprovero o chiarimento ma una bella grigliata di pesce in spiaggia. Il cibo, la gratuità, la condivisione, la festa, la relazione sono gli strumenti con i quali Lui si offre, per farsi conoscere e vivere. Come ci poniamo di fronte a questo suo desiderio? noi e i nostri alibi, le scuse, le giustificazioni, le dichiarazioni di indegnità e inadeguatezza, la superficialità annoiata e impermeabile con cui trattiamo le cose della fede….

Infine questa pagina è “famosa” e cara per il triplice dialogo con Pietro. Noterete che amare non è voler bene…Gesù ad un certo punto, per la terza volta, capisce che Pietro di più non sa né vuole offrire (forse si è fatto saggio e umile, previdente…) e in qualche modo non si accontenta ma … si adatta a chi ha davanti. Parte sempre da quel che siamo per poi farci fare la strada buona…che magari nemmeno immaginavamo di poter fare..

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Un pensiero su “Terza domenica di Pasqua – 2019 C

  1. Fiorenza

    Mi affascina quel fuoco che arde e brucia le mie insicurezze, le mie paure,le mie fragilità. ….il calore e il fumo arrostiscono il pesce e lo impegnano di me. Grande è l’emozione per essere invitata a condividere il semplice pasto, su quella spiaggia, con Gesù che mi sa ascoltare e capire per nutrirmi con il suo infinito Amore.

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