Che notizia cristiana sei? IIIa Avv. A-2019

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(“Dopo aver chiesto all’assemblea di convididere qualche fatto di vangelo personale della settimana…” )

Allora continuo io: lo faccio in forza dell’appello di Gesù, mi autorizza Lui: andate, riferite ciò che udite, vedete: bene, cosa vedo?

-Quelli che hanno scelto di accostarsi alla riconciliazione con calma, di frequente, preparandosi, sentono che qualcosa in sé cambia, la vita non è più randagia ma liberata e consapevole.

-Tanti laici si rimettono a studiare e scelgono corsi di teologia o scienze religiose per coltivare la propria fede, approfondirla con consapevolezza e interesse.

-Alcune famiglie di ammalati e anziani chiedono senza paura di celebrare il sacramento dell’unzione degli infermi per darsi del tempo di qualità e vivere con realismo e fede la forza dello spirito.

-Le famiglie che preparano un dolce e vanno a dare il benvenuto alle coppie da poco arrivate nel condominio. Oppure offrono solidarietà e sostegno organizzandosi coi figli di altri i passaggi in auto o il tempo libero. E si crea una rete di mutuo aiuto e fiducia tra genitori, magari in difficoltà.

-Ragazze/i delle superiori che al di là di tutto continuano a scegliere il percorso dei gruppi o lo scoutismo per educarsi a crescere da protagonisti della propria vita.

-Le persone che con passione e umiltà desiderano comprendere meglio il vangelo e progredire nella propria vita spirituale e vengono a chiedere confronto o accompagnamento.

-Le coppie che investono in baby sitter o simili pur di ritagliarsi durante la settimana uno spazio per coltivare il proprio amore e non essere solo genitori ma innanzitutto innamorati! Oppure quelle che scelgono di custodire la propria famiglia con tempi precisi dedicati ai figli, al gioco, al dialogo blindando gelosamente serate precise come una regola di vita comune, senza tv o impegni.

-Paolo, Elena e tanti altri che hanno deciso, in nome del vangelo, di perdonare chi li aveva feriti profondamente e ripartire liberi.

-Alcuni imprenditori che hanno scelto di accogliere nelle proprie attività, persone cui dare una seconda possibilità o un certo stile all’ambiente di lavoro, nella solidarietà e nel rispetto di tutti o con precise scelte aziendali di investimento.

-Quei colleghi che fanno la colletta per offrire ferie e ore a chi ne ha bisogno per seguire la malattia del figlio.

-Serena, Nicola, Marco e tanti altri che per tenere fede ad un impegno preso nel matrimonio e non solo, si fidano e lasciano aiutare davvero in un percorso serio di coppia.

-Quanti scelgono di amare ad oltranza, magari con discrezione, il proprio coniuge, o figlio o parente, con disponibilità di tempo, risorse e sacrifici, nel nome solo dell’amore e della fede.

-Alcune famiglie che hanno vissuto con speranza e realismo la malattia e la morte di un proprio caro, senza rompersi dentro.

-Andrea e Filippo che hanno fatto con umiltà e fiducia il primo passo per uscire da una tremenda dipendenza, lasciarsi aiutare e riprendere a vivere, rispettando sé stessi e i loro cari.

-Quelli che hanno deciso di tendere la mano in segno di distensione, perdono e accoglienza ad un parente o un vicino di casa con cui i rapporti sono avariati e darci finalmente un taglio!

-Federica e Mirco che hanno scelto di smettere di frequentare certe compagnie ed esperienze, perché poi stavano peggio.

-Quelli che hanno scelto a Natale di fare solo regali solidali e utili, magari con una dedica che scalda il cuore e segna la vita.

eccetera eccetera, per fortuna potrei continuare: e.. lo so, si potrebbe obiettare che 3/4 delle azioni citate, non sono necessariamente cristiane, anzi! E’ vero ma del resto nemmeno quelle raccontate da Gesù ai discepoli lo sono: ciechi, zoppi, sordi, lebbrosi…sembrano azioni fatte più da medici in ospedale, che da Cristo in persona; eppure dicono la salvezza e la misericordia, l’agire potente di un cuore che sceglie di andare oltre sé stesso e amare. Dicono che stiamo per accogliere chi vuole semplicemente prendersi cura di noi e non che attende noi si faccia cose religiose e devote per Lui.

Essere cristiano allora è la forma più alta, potenziata e liberante dell’essere umano, per vivere paradossalmente non più da sé stessi ma da figli del Padre, fratelli e sorelle tra di noi.

Uno stile di vita da incrementare, come abbiamo scelto e abbiamo scritto nella lettera alle comunità della nostra collaborazione. Accogliamo con fiducia quanto il Signore vorrà suggerire ai nostri cuori: ci trovi soprattutto disponibili nel riconoscerlo già al lavoro in ciascuno di noi.

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