N. S. Gesù Cristo Re dell’Universo -B-2018

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La Verità?

 https://www.youtube.com/watch?v=skJ7nng6eUI

In ascolto del Santo Vangelo secondo Giovanni 18, 33b-37

Pilato allora fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

E mentre già ci chiediamo i programmi per Capodanno, iniziano a lampeggiare le lucette e i panettoni ci accolgono all’ingresso del supermercato ecco la festa di Cristo Re. Ci porta in un viaggio temporale strano in un’atmosfera che i più sanno essere Pasquale più che Natalizia…Gesù condannato a morte in dialogo col politico che governava la città e aveva potere… il dialogo è famoso e non facile; il vangelo di Giovanni che lo riporta poi…fa il resto.

La festa di Cristo Re non mi piace. Potendo, farei volentieri a meno di celebrarla. Non mi interessa. E’ invenzione umana, recente, qualche decina di anni, per rimarcare confini, superiorità, un certo tipo di fede, di volto di chiesa e di Dio che forse a quel tempo e nel preciso contesto storico di allora….al limite …poteva avere anche un suo perché.

Ma oggi… e poi è vero che oggi Gesù a Pilato risponde di essere re..ma quando nei vangeli lo nominavano (gli altri) re..quando “andavano a prenderlo per farlo re”…Lui sempre si dileguava. Ma noi invece, caparbi…a metterlo sopra gli altari con la stella nonchalance con cui lo schiafferemo tra paglia e muschio nel presepe. Non mi convince.

La lavanda dei piedi, il servizio, la carità, scegliere i disponibili: mi chiedo se oggi abbia un senso proclamarlo re, con tutto quello su Dio, chiesa, fede, clero che ne consegue. Se essere cristiani oggi sia come qualche decina di anni fa…o siamo irrilevanti? Al di là dei nostri microcosmi asfittici parrocchiali…cosa troviamo? Mi chiedo quale sia chiamato ad essere il sapore di una testimonianza cristiana oggi…che si impone, visibile, convincente, consensuale…oppure più evangelica? senape, fico, 12, piedi, Zaccheo; a me sembra che mai come oggi sia bello e gratuito annunciare il vangelo: ma abbiamo il coraggio di mettere in secondo piano tutto il resto? di fare verità di quello che conta veramente? di sopportare lo smacco della poca visibilità e presenza? del vangelo, insomma…quello vero, nudo e crudo!

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Certe parole non passano… Omelia XXXIIIa to 2018-B

 

Unknown

https://www.agi.it/cultura/zanichelli_graffiti_marciapiedi-4513375/news/2018-10-20/

Avete presente l’ipocrisia dei locali con slot machine distanti 450m dalle scuole?

La casa editrice Zanichelli, quelli dei vocabolari, ha fatto scrivere in alcune città italiane, dei graffiti con parole in estinzione ed il loro significato proprio vicino alle scuole! per dare loro visibilità! Ecco una bellissima trasgressione…

Alcune parole se non le usi più passano, ne perdi soprattutto il significato, cioè che esprimono! Non ci fai caso ma si resta più poveri di possibilità comunicative. Allora ecco una campagna per salvarle! interessante forse notare come a sparire siano davvero certe parole…come mai? sarà mica sintomatico….. quasi strategico?   ad es.

Insigne non è solo un giocatore ma…una persona di qualità da riconoscere…non va molto di moda, eccellere in positivo!

denigrare…lo fa troppa nostra politica, non si sa argomentare in maniera diversa, forse sparisce proprio per diventare scontato e consacrarsi come unico modo di fare…da regime!

solerte: pronto a sporcarsi le mani, a non richiamare solo e sempre i propri diritti ma soprattutto i necessari doveri..interessante!

Senza parole, con un vocabolario scarso, non sapremo comunicare, dire noi stessi, o decifrare quello che viviamo né dirlo a chi ci sta a cuore. Un problema di comunicazione molto grave! Anche perché chi saprà farlo a suo favore ci intorterà al meglio…serviamo ignoranti a tanta economia, finanza e cultura…purtroppo è così. Si baratta il senso per il consenso…

  Il vangelo pare molto attuale, anch’esso parla di parole. 

Ci garantisce che alcune parole non passeranno: non è questione di vocabolario ma di contenuti. Il vero problema della comunicazione oggi è avere qualcosa da dire! Ci sono tantissimi corsi per imparare a comunicare in maniera efficace o persuasiva, soprattutto per vendere ma come fai se non hai nulla da dire? Certi venditori, giornalisti o politici non hanno nulla da dire ma lo sanno confezionare e strumentalizzare bene.

Ma non si va avanti con la forza se non con la forza degli argomenti…(Caparezza!) quanta strumentalizzazione oggi, in chi non ha nulla da dire ma sa pilotarlo per guidare consenso e voti.

   Gesù nel vangelo parla di luna, stelle, sole…A quel tempo alcuni re, nobili e potenti, dicevano di essere discendenti del sole, si facevano adorare come stelle, gli astri erano considerati divinità. Pensiamo oggi alla traduzione di stelle in inglese, “star” cioè persone importanti. Gesù sta smascherando persone che fanno di sé degli idoli (influencer, artisti..ecc. vip… ) ma non hanno qualcosa da dire o dare davvero! A proposito di astri, pensate a quel programma televisivo di qualche tempo fa..”meteore” persone famose per poco tempo, solo perché apparse alla tv ma poi tornate dal nulla da cui arrivavano.

  Gesù poi annuncia che ci sarà accanto, manderà angeli: 4 venti, due estremità per dire il tutto, definitivo, potenza e gloria.. si ma nello stile di Gesù, attraverso il servizio e le persone con il quale raggiungerci, come angeli, a prendersi cura e collaborare.

La sue parole non passeranno…significa che ci sono, le possiamo accogliere, non ci tradiranno perché sempre valide. Valide perché vere. Vere perché dicono qualcosa di vero di noi e lo fanno per il nostro “meglio”. Accogliamo il vangelo con questa fiducia? quando celebriamo la messa e ascoltiamo o se riusciamo a leggere il vangelo del giorno, magari grazie ad un app nel cellulare, sentire che è il Signore che ci rivolge una parola, magari proprio quella di cui avevamo bisogno. Gesù parlava semplice: le parabole, gli esempi, le immagini della vita quotidiana perché tutti lo potessero comprendere sentendosi preziosi e destinatari di una buona notizia, vangelo appunto. Ci raggiunge, decifrando quel che stiamo vivendo, una parola che parla di quel che sta accadendo in noi mentre la ascoltiamo.

Il vangelo vuol proprio fare quello che le parole manifestano, offrirci possibilità di essere compresi, decifrati, sostenuti, illuminati, accolti…

lampada ai miei passi è la tua parola..bellissimo questo salmo

Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna (Pietro scazzato a Gesù!)

proteggimi o Dio in te mi rifugio, abbiamo detto nel salmo di oggi

parole da conoscere e mettere in tasca, cioè nel cuore e nella testa perché tornino utili al bisogno, dando voce a chi al nostro fianco, anche grazie al dono dello SS sta facendo strada con noi.

Domenica XXXIIIa to B-2018

 

Unknown

Tempo lettura previsto: 3 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 13, 24-32

In quei giorni, dopo quella tribolazione, Gesù disse ai suoi discepoli:

«il sole si oscureràla luna non darà più la sua lucele stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.»

Pagina impegnativa, ricca di riferimenti e necessarie spiegazioni: quella sorta di profezia sul sole e le stelle si riferisce ad una tendenza del tempo ad adorare gli astri…(non solo qualcosa di astrologico per il futuro o la direzione ma qualcosa di più!); il Figlio dell’uomo è Gesù e l’immagine dice bene l’inizio di una vita nuova, il Messia, il Figlio di Dio che inaugura una nuova maniera di considerare Dio, rivelandosi come Dio vicino, prossimo. Gli angeli sono tutte le persone che preparano, un po’ come il Battista, la sua venuta, cioè lo annunciano con la loro vita; venti ed estremità del cielo e della terra per dire da sempre, da ovunque…una sorta di garanzia. Non passerà del tempo..ma non perché si debba aspettare ma perché è già qui, va scoperto, riconosciuto, decifrato, vissuto.

Le sue parole non passeranno. Noi ad ogni goccia e in particolare ovviamente ad ogni vangelo che accogliamo a messa o tenendolo tra le mani…ci poniamo in ascolto di parole eterne e reali, che parlano di noi mentre le leggiamo. Ci spiegano meglio chi siamo, ci salvano da quel che ci impedisce di essere quel che potremmo..ci bonificano da falsità e tiepidume, ci orientano a Oriente, Cristo luce del mondo.

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