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Prima Settimana: da qualche parte tra Lisbona e Fatima
In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 9, 30-37
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Tutte le volte che Gesù va dritto e schietto al nocciolo – consegnato, ucciso.. insomma, non un cristianesimo di successo avvincente ne popolare.. – guarda caso non lo capiscono o fanno finta di niente. E già questo sarebbe sufficiente..
Ognuno di noi ha dei tasti tabù su cui il buon Jesus non può suonare, (le nostre zone franche, i tiepidumi infrattati nelle nostre coscienze, i “massssiiiì, cosa vuoi che sia”), e stiamo meglio ignoranti come gli ippopotami, sotto acqua fino al naso, per non morire.. meglio non sapere, non chiedere, non disturbare, “far finta di essere sani” avrebbe cantato Zio Gaber (quanto mi manchi, Signor G..- aggiungerei anche la “G” e basta ma.. quien sabe?)
Ad ogni modo, lungo la strada avevano discusso.
Io di strada ne sto facendo parecchia in questi giorni e di tempo per pensare e riflettere ne ho parecchio: personalmente sto rivedendo i miei 5 anni sandonatesi, ma credo che ciascuno, se rientra un attimo in sè stesso, possa ripensare a precisi ambiti della propria vita, no? Lavoro, famiglia, servizio in parrocchia o simili.. semplici appartenenze. Magari non mi son chiesto se “sono stato grande”. Suvvia, lo sappiamo, non si fa! Ma magari.. stemperandolo, concretizzandolo.. efficiente, in gamba, apprezzato, corretto, giusto? Riconosciuto, bravo, meritevole, lodabile, meglio di quello là che.. più originale di questo.. cose umane, no? Criteri di valutazione.
Se la gente mi cercava e perché.. se ho fatto, detto, accolto.. risolto. Cose normali, giusto?
E non ho salutato questo e non mi é nemmeno venuto a salutare l’altro.. che ingrato.. e nessuno ha risposto a quel sms o alla mail, no?
E il mattacchione mette al centro un bambino.. porca miseria.. un bambino!
Lo so, la sappiamo la storiella.. pagina famosa, ma quando inizieremo a farla nostra?
E a me, con tutto rispetto, mi verrebbe da mandarLo a quel paese. Un bambino.
Poi mi guardo attorno, sono le 20.30 e mi trovo in un centro commerciale sperso in mezzo al Portogallo, unico punto munito di linea wi-fi per spedire puntualmente la Goccia.. e c’è un bambino che gioca a calcio tra i 4 negozi.. rompendo le balle a noi 5 presenti.. e non lo sa che può giocare quanto vuole tra negozi e commesse, camerieri e vetrine, in questo squallido misero centro commerciale in un posto dimenticato daDdddddio.
Perché Dio non si dimentica nessuno e lo fa mettere da suo figlio Gesú, al centro di quella masnada di fresconi che si era scelto come apostoli (e ancora oggi come cani da pastore, per quanto mi riguarda..).
Ultimo e servitore.. Azz! Passi servitore, che giá… ma l’ultimo????
E chissenefrega che gli ultimi saranno i primi, quella è un’altra storia..
Ma quanto ci misura la pressione questa pagina.. ci fa arrabbiare o ci fa chiudere e uscire dalla mail.. o ci commuove..
Sarà la stanchezza, cari gocciolati.. ma a me, stasera.. questa pagina commuove eccome.. e a voi?
Adeus!

