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«E poi ci sono anche quei brutti momenti in cui il mio cervello lavora troppo, e i pensieri cercano formule concise e onnicomprensive, in risposta ai numerosi conflitti tra corpo e anima, terreno e spirituale, finito e infinito – in breve, la risposta a ogni cosa»
(Etty Hillesum)
In ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 15,26 – 27.16,12 – 15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ”Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.”
“(..) per il momento non siete capaci di portarne il peso..”
Quante volte dentro di me e attorno a me.. sono stato sommerso di domande, dubbi, richieste di comprensione e speranza.. schiacciato da sguardi imploranti che chiedono “perchè”, pretendono di capire, battono cassa per un conto di spiegazioni che non arriva, un sordo appello all’onnipotenza delle risposte, un sentirsi in colpa perchè non sei un wikipedia umano della fede, di Dio, della Chiesa, della storia..
Quante volte tra le labbra mi son sentito solo un tiepido e flaccido “non lo so”, oppure pensavo “e adesso che gli dico?”
Quante volte ho dovuto solo scegliere un silenzio arreso, rabbioso, issando la bandiera bianca delle parole vuote e delle frasi fatte..
E come mi fa bene questa frase, allora.. : di primo acchito potrebbe suonare come svilente, umiliante, da gradasso.. quasi ci volesse far passare da stupidini.
Eppure mi da una pace, una libertà, un senso di abbandono fiducioso che mi fa gran bene.
“Senti.. si, bravo, ok, certo, leggi la Bibbia, studia teologia, prendi appunti, documentati, compra e consulta i libri.. ma alcune cose.. davvero non c’hai fisico, ne la testa.. fidati, non sei capace di portarne il peso. Io vedo più in là, più nel profondo, più oltre. Take it easy!”
Bello. Mi dona serenità e umiltà. Mi colloca in un orizzonte più vasto del mio. Mi da speranza.
Mi dice che sono provvisorio, fragile, incompleto. Ma anche che la realtà.. terrena, ultraterrena, divina è infinitamente più grandiosa, bella, libera e aperta. Questo mi fa sollevare lo sguardo dal mio orizzonte asfittico, preciso e calcolatore, socchiudere gli occhi, guardare oltre e sorridere.
Se fumassi.. mi accenderei anche una sigaretta per aspirarla con calma..
Mi fa sentire creatura: non da solo o isolato, ma prezioso. Accudito con premura.. che non vuole mi bruci o faccia male.. sbattendo la testa contro cose più grandi di me che mi potrebbero stordire.
Ma si.. mi dico.. andrà tutto bene: questa apertura ulteriore e misteriosa non mi manca di rispetto.. non mi schiaccia ne umilia.
Mi dice che ci saranno un sacco di sorprese e che il bello deve ancora venire.
Solo questa apertura.. questo squarcio infinito mi spalanca davanti speranza inedita e sicurezza insperata.
Mi fa sentire accolto, previsto, dentro.. che nulla è a caso o disperato.
Che nessuno mi nasconde nulla per fregarmi, che non è una presa in giro.
Che i miei dubbi e le domande, le tiepidezze e i compromessi si scioglieranno in una grande luce di verità.
Spero di non essere l’unico ad essermi infilato le ciabatte e rilassato un po’.. se no tanto vale, no?

