Ss.mo corpo e sangue di Cristo – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 6, 51-58
In quel tempo Gesù disse alla folla:«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. 
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Vari studi medici e non solo si prodigano a confermare quanto ci è sempre stato raccomandato fin da piccoli: mastica piano, di più, non it ingozzare, no ingerire il cibo intero, fa bocconi più piccoli,  mangia più lentamente… Internet, in una velocissima ricerca offre decine di benefici, provando a masticare dalle 20 almeno alle 50 volte il singolo boccone.
Benefici a 360°… nella salute del nostro corpo, denti, stomaco, stress, assimilazione, gusto, dieta…
Insomma sembra che masticare meglio permetta di assimilare meglio e vivere meglio. Che c’entra col Corpus Domini? si chiederà qualcuno….
Se avete letto con calma questo brano del vangelo, estratto ovviamente da un capitolo simile e più ampio…la parola mangiare ritorna come un mantra. Ripetuta tantissime volte.
Ed è bello riconoscere come ci sia stata traduzione un po’ facile e popolare. In realtà il testo originale usa anche un altro verbo diverso (tradotto per comodità con mangiare) e che è masticare. Gesù insiste…dobbiamo mangiare e masticare bene. Per assimilarlo meglio.
La festa di oggi, scrostando da intimisti devozionistici al “divin prigioniero”, ci aiuta attravero la fedeltà alla Parola, a ricollocarci bene, da adulti nella fede, di fronte al senso dell’eucaristia. Gesù ci chiede di assimilare la sua vita per trasformare la nostra. Non di guardarlo. Assimilarlo. Far nostra la sua vita. Fare nostro il suo stile.
Ci ricorda che tutta la sua vita si è fatta cibo, che ha cercato di vivere in modo da far vivere gli altri. Dare qualità alla loro vita (volendomi agganciare all’omelia e alle letture di domenica scorsa!). Questo deve farci riflettere e prendere consapevolezza di cosa serva andare alla comunione…e perchè. Più lo mastico, più lo capisco, più lo scelgo.
L’eucaristia non va mandata giù intera…cioè senza sapere cosa e perchè sto facendo. Come un rito qualsiasi, come un atto dovuto o una tradizione.
Puro o non puro, digiunato o meno… Lui ci chiede di fare – vivere – essere come Lui. Per questo ci raccomanda di “fate questo in memoria di me”.
Diventare cibo e pane. La mia vita, come è, la dono perchè trovi senso e sapore. Come ha fatto Lui con noi. Anche noi siamo chiamati a fare altrettanto…
Tutto il resto viene dopo. Mangiare, masticare bene, triturare… Assimilare. Scegliere. Amare. Vivere.

Domenica della Santissima Trinità – A

(Tempo di lettura previsto: 2 minuti)

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 3, 16-18

In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.”

Dio ha tanto amato il mondo… non leggiamola velocemente. Sono 3 versetti molto densi. Dio ha guardato e guarda e guarderà il mondo con amore. Con comprensione, misericordia, pazienza, accoglienza, premura.
Questo dice il vangelo. Nulla vada perduto ma abbia vita eterna di buona qualità. Essere salvati…
Amato, vita eterna, salvato. 3 parole su cui meditare.
Dio guarda con amore la mia vita, non devo temere ne castighi ne punizioni. Nessun peccato è tanto grave da separarci da questo amore, nessuno… nessun peccato o chissà cosa è in grado di farlo desistere, di fargli aggrottare le ciglia… se non per consolarci.
La Trinità oggi ci faccia ballare in questo vortice di amore che spazza via tutte le boiate che abbiamo in mente su Dio e sul mondo cattivo, sbagliato, perverso e marcio.
Dio continua a mandarci Suo Figlio, ce lo mette a fianco per portarci a casa…Sua…
Quando cominceremo a sentire che questo c’entra con la nostra vita quotidiana?

Domenica di Pentecoste – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

“Domenica di Pentecoste”
Arcabas – Monastero della Visitazione, Lyon (F)

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 20, 19-2

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Credo di poter dire che la Parola e il significato di queste due domeniche vadano accolti assieme, complementari… non si può cogliere l’Ascensione senza la Pentecoste… ci lascia perché riceviamo uno Spirito…
Il primo giorno della settimana é la domenica… quindi quello in cui come comunità ci si ritrova assieme: Gesù stette in mezzo… , mi piace! Hanno paura, dubitano, fanno fatica a confrontarsi con gli altri diversi da loro ma Gesù… si mette in mezzo, condivide, si offre loro. Lo Spirito Santo serve a quello… a viverlo a fianco e a permettergli di starci accanto, anzi, in mezzo, nel nostro intimo. Qui augura pace, per due volte, fino ad offrire la condivisione della stessa missione. Padre, Figlio e noi…
Lui ci manda, il “mandato” per amore per eccellenza….
Ha bisogno di noi, che gli prestiamo il nostro cuore, sensi e atteggiamenti, le azioni concrete del nostro voler amare come Lui.
Il “bene” lasciamolo agli altri..