IVa Domenica T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

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In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 5,1-12a
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: 
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Che pagina! dai più considerata la cosiddetta magna charta, cioè la carta di identità del cristiano. Tutto quello che serve capire, nudo e crudo, del vangelo e della fede in Gesù Cristo è tutto qua. Che effetto fa su di noi?
Emotivamente imbarazzante: ammettiamolo. Vuoi perchè il nostro “beato” in genere va a coppia con un “beato te… che…”
Cosa ci mettiamo? che hai ferie, che hai avuto la 13a, che sei giovane, che sei sano, che non sei solo…ecc. ecc.
C’è, mi pare di poter dire, sempre una componente come di invidia, più o meno sana e di personale rassegnazione semi esausta.
In realtà credo questa pagina tocchi un ambito tanto scontato quanto complesso: la felicità. Alzi la mano chi non vuole essere felice.
Alzi la mano chi ha davvero in mente in cosa consista questa felicità: soldi, salute, affetti, la realizzazione di sè..
Alzi la mano chi creda che essere cristiani renda felici.
Se non hai alzato la mano, ritorna dal Via, come a Monopoli.
Se hai alzato la mano…come la mettiamo? che significa?
Ma cosa è sta felicità, alla fine e come mai è così importante: è un diritto? dato a chi, da chi e per quale motivo…
e se poi non sei felice con chi te la prendi se questo tuo diritto è rimasto inespresso?
è un dovere? una conquista? un merito? un dono?
qualcuno scriveva… la felicità è il modo di viaggiare, non la meta.
A volte ho la sensazione che la nostra ricerca spasmodica di felicità ci si ritorca contro rendendoci frustrati e infelici.  Molte volte l’ho sentita delegare al compagno-marito-moglie… magari in modo mellifluo …
tu mi devi rendere felice. Se non sono felice è colpa tua, ti lascio.
Mmmm… non credo sia un rapporto o una relazione normale ed equilibrata, questa, così segnata da delle aspettative improprie ed eccessive: al limite nel matrimonio essa può essere frutto di un noi.
Ma non la vedo una cosa continua, come inebriante, 24/24…
secondo me è sentirsi al proprio posto, vivere come non potresti fare a meno di vivere.
La felicità per noi cristiani, ascoltando le beatitudini, non è stare bene con noi stessi, un bisogno compulsivo e narcisistico di autogratificazione… ma è il frutto di un abbandono, di un lasciarsi amare, incontrare, accogliere.
Insomma serve relazione, comunione, incontro, scambio, fiducia. Responsabilità.
Se mi guardo indietro… mi son sentito davvero felice a perdifiato poche volte e per motivi semplici, essenziali e quasi mai dipendenti da me. Non mi interessa, non è possibile essere sempre felici. Ma ciò non significa tu sia infelice o la tua vita non abbia senso, sapore o direzione, anzi.
Beati noi quando scopriremo questo. E in trasparenza coglieremo il volto di Gesù ed il suo amore.
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3 pensieri su “IVa Domenica T.O. – A

  1. Pingback: Va Domenica T.O. – A – 29febbraio ~ L'Orizzonte degli Eventi

  2. Luisa

    Amore
    Con te ho realizzato che cosa vuol dire amare, vivere e pensare.
    Ho colto un attimo d’infinito dal profondo del tuo sorriso
    e mi sono inebriata del sapore della bellezza
    disegnata dall’artista che c’è nel tuo cuore.
    Grazie

  3. Silvia

    Wow felicità… non una parola, uno stato di diritto, se non lo sono allora è tutto finito… ma un modo di essere, uno strumento di augurio per la propria vita … questo ho capito.

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