Supercalifragilistichespiralidoso! Omelia XIXa TO B – 2018

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E già immaginiamo Mary Poppins scendere tra i neri camini di Londra con quella borsa che tutti le abbiamo invidiato. E se avesse iniziato a dire di essere discesa dal cielo..chi le avrebbe creduto? non scandalizziamoci quindi se anche i giudei si lamentano di Gesù..

Certo che il figlio del falegname del paese dicesse di essere il pane di vita.. non è facile da credere. Disceso dal cielo, poi, come Mary Poppins…ancora peggio. Appunto

Abbiamo accolto uno scorcio di un discorso ben più lungo e che stiamo seguendo, quasi a puntate, in queste domeniche; Gesù spiega la sua vita a servizio della nostra come un farsi pane buono. E quindi ci sta, visto che ne sta parlando da un pezzo..nel vedere i suoi ascoltatori scettici ..intervenga… nemmeno morbidamente.

 Per due volte Giovanni sottolinea che i giudei “mormorano”: significa lamentarsi, ma… alle spalle, chiacchierare. Quante volte lo facciamo anche noi. Sappiamo sempre a chi dare la colpa pur di non mettere in discussione noi stessi, come giustificarci, che scuse accampare per uscirne puliti. E’ sempre colpa di chi ci propone cosa; più svaluti e più ti giustifichi. Anche qui i giudei sono scandalizzati: lo conoscono quel ragazzone di 30 anni…quindi non possono ne vogliono stupirsi o dargli fiducia. 

Quante volte il vangelo per noi è così: scontato, difficile…soprattutto sconosciuto, quindi meglio evitarlo e restare nel proprio mondo. Si può essere religiosi, cattolici e devoti lo stesso! (si pensa…dandosi ragione!) e continuare a mormorare contro Dio, la parrocchia, la chiesa, i preti, i praticanti, il papa e via così.

  Invece Gesù richiamandoli ad un atteggiamento più responsabile, chiede loro di credergli: chi crede ha la vita eterna. Siamo chiamati a credere che chi dà fiducia a Gesù Cristo, chi scelga giorno per giorno di vivere da cristiano, non deve dargli niente ne adorarlo …ma riceverà una qualità di vita diversa. Ci interessa?

Essere cristiani, mai come oggi, è riconoscere il proprio diritto a vivere una vita di qualità diversa, eterna nel senso di buona, che non marcisce o si consuma, ne falsa, insipida o da accontentati!

-chi crede in Lui, cioè nel vangelo…da leggere e frequentare, come una continua buona notizia, l’aggiornamento da scaricare per ritrovare gusto, senso, forza e direzione, come lo specchio in cui ti rifletti per fare verità, a volte scomode, che ti mettono a nudo, per sentirsi attratti da quel che ti farà autentico, aiutandoti a crescere

più libero e vero, nel rapporto con te stesso, con Dio, con gli altri e la realtà. E’ una vita di qualità nuova, inedita, diversa ad esserci promessa. Ne abbiamo voglia o almeno desiderio? di sicuro, in quanto battezzati, ne abbiamo diritto. Sapremo recriminarlo?

E se proviamo a fidarci, andando oltre la pigrizia, l’abitudine e la tradizione, potremo scoprire qualcosa di grande.

Questo pane, che mangiamo ogni domenica, per sostenerci: è la relazione con Gesù che ci vuole accompagnare e fa il tifo per noi.

All’offertorio sentiamo dire..”lo presentiamo a te perché diventi per noi cibo di vita eterna, …bevanda di salvezza”…

E’ il miracolo di una fede che è relazione viva, carica di novità e speranza, non solo memoria vuota di uno spettacolo scontato che va in onda ogni settimana, un anestetico religioso fatto di incerte frasi fatte e inconsistenti sicurezze.

Ti chiediamo Signore: facci sentire ogni tanto che senza te siamo vuoti e che il pane di cui ci stiamo nutrendo non ci sfama ma illude. Donaci di avere fame di te  per lasciarci così attirare dal Padre, avere una vita di qualità nuova e smetterla di mormorare sempre per niente.

Gocce indifferenti… Domenica XIXa TO anno B

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Tempo di lettura previsto: 3 minuti

 

In ascolto del santo Vangelo secondo San Giovanni 6, 41-51

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Queste domeniche sono caratterizzate dalla lettura continuata di questo capitolo di Giovanni, il lungo discorso del pane. Ritroviamo approfonditi i riferimenti di domenica scorsa…un invito a riflettere su cosa davvero ci sfama o disseta. Rimando per chi avesse tempo da perdere all’omelia di domenica passata. E’ bello vedere con che sufficienza viene accolto Gesù, non sono ovviamente capaci di stupirsi.. è il figlio del falegname, lo conosciamo ecc. ecc. Mi chiedo se anche noi a volte abbiamo perso la capacità di stupirci di Lui, sentirlo scomodo o gratuito, inedito o inatteso…quante volte la nostra religiosità tiepida ci fa andare in automatico e diamo tutto per scontato. Bello questo martellante ritorno sul pane, sull’eucaristia: è un profondo messaggio di verità sull’uomo e la donna di oggi e i loro desideri di verità, senso e vita. Trovare cosa dia gusto e significato.

Non c’é scritto che farai il bravo…ma che vivremo in eterno. Non moriremo. Non in senso fisico ovviamente ma avremo vita eterna. Assaporiamo queste pagine col coraggio di masticarle più e più volte…e il Signore di doni la fame di Lui.

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HI – HO – HI -HO Omelia XVIIIa TO B – 2018

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Earth overshoot day”: ne hanno parlato il 1 agosto televisioni e giornali: il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali mondiali per questo 2018: legname, agricoltura, carne e pesce, acqua potabile, ossigeno, da ora non faremo che sovrasfruttare il nostro pianeta, accumulando un debito ecologico difficile da ripagare. Un giorno tragico, perché non riguarda la sensibilità speciale di qualcuno…ma il futuro di tutti noi. E che accade sempre più in anticipo! Stiamo testimoniando che nonostante tutti i nostri studi, possibilità e competenze, siamo nel 2018!, non siamo ancora in grado di gestirci né pensare davvero in maniera corresponsabile e previdente. Perché tutto questo? 

  Siamo come la folla del vangelo: ci basta mangiare cioè avere i nostri diritti, star bene da soli, subito, senza pensare né agli altri né al futuro di tutti. Come mai accade? Cerchiamo, da egoisti, un guadagno infinito, non solo di soldi ma di benessere e diritti.

Siamo come gli israeliti della 1a lettura, nell’Es: meglio schiavi ma sazi che liberi e responsabili:  analisi spietata e scomoda!

Abbiamo come un buco nel cuore, pozzo senza fondo dell’infinito desiderio umano. Prima io, io io..  hi ho… chi fa hi ho, hi ho?——

    Come mai quando desidero non mi fermo mai? mi chiese un mio studente una volta parlandomi di sè …interessante..

Continuiamo a cercare il pane sbagliato, Gesù ce lo dice bene, il pane che non dura…che ti illude ma in realtà ti delude.

Pensate ad es. a chi decide le sorti economiche o finanziarie o sociali del mondo: ha competenze, lauree e master ma spesso non ha un cuore: le logiche di dominio, potere, progresso, guadagno a tutti i costi ci hanno fregato e stanno fregando tutti. Sanno creare e alimentare un desiderio infinito, capriccioso, fatto di finti diritti e bisogni indotti, di consumi compulsivi. Sembra tutto innocuo ma comanda il guadagno. Diventiamo consumatori spenti, in automatico. Quello che conviene a pochi, a spese di tutto e tutti.

Pensate alla giornata di sensibilizzazione (?) contro la tratta degli esseri umani, (schiavitù, prostituzione, traffico di organi..) solo la chiesa col papa e Mattarella…ne hanno richiamato il tremendo scandalo. io capisco la giornata per sensibilizzare alla lettura o alla bicicletta..ma abbiamo bisogno di tali promemoria????  O all’assurdo livello di inquinamento e sfruttamento indiscriminato di risorse a cui tante multinazionali  non vogliono dire di no. Le conseguenze le soffriamo e soffriremo… tutti!

  L’uomo in balia del proprio desiderio infinito resta e vive da animale. Anzi, peggio. E certa comunicazione politica strumentale è vergognosa, perché continua a volerci accartocciare su noi stessi e far chiudere, disumanizzandoci…come siamo stupidi. Alla fine diventiamo anche indifferenti. tanto… prima noi! Paròni a casa nostra!

  Gesù invece ci garantisce un pane diverso: quello che rimane per la vita eterna, cioè che ti da qualità. Lui è quel pane. quel tappo per il nostro cuore senza fondo. A ricordarci che l’unica cosa che ci completa, per certi versi, è la relazione d’amore. 

Ci completa solo ciò di cui siamo fatti! Come quando parlerà alla samaritana di un’acqua che non disseta: ne bevi senza sosta ma non ti disseta, come la neve sciolta, povera di sali minerali…la bevi ma non ti convince. Lui si dirà “acqua viva” per noi.

Solo in Dio troveremo definitivo completamento…nemmeno nell’amore di coppia. E questo fa riflettere, resta un sano distacco!

Riconoscere che siamo fatti per amare e vivere in maniera divina, di qualità eterna: chi viene a me non avrà più fame né sete.. è il rapporto con lui ci aiuta a ritrovare la verità autentica di ciò che siamo, che ci rende più umani. Solo questo permette un rapporto più umano con gli altri, più responsabile ed educativo, un rapporto più libero con le cose; il vangelo ci rende pienamente umani, donandoci obiettività, coscienza, priorità diverse e condivisione. Chi viene, chi crede in me, ci dice, rispettando la nostra libera scelta ma avvisandoci…non siamo fatti per vivere in balia di noi stessi ma per costruire assieme un futuro possibile e immediato per tutti, un futuro umano e corresponsabile.

Non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli … (BP)

Che il Signore Gesù, pane di vita, ci aiuti a vivere come esseri finalmente umani, tale consapevolezza.