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Nikki Hamblin e Abbey D’Agostino sono le protagoniste del video più sportivo delle Olimpiadi di Rio 2016.
La neozelandese Hamblin soccorre l‘atleta Usa D’Agostino finita a terra dopo uno scontro in pista.
E le due si accompagnano fino al traguardo, aiutandosi a vicenda.
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 14,1.7-14Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
E’ un aspetto molto pratico quello a cui ci richiama Gesùbbbello.. pratico, concreto, verificabile. Che percezione ho di me stesso? Ne il solitario che cammina rasente al muro, mani in tasca, testa bassa e postura da condannato a morte, ne il “cummenda “ che fa lo “sborone” parla a voce alta, saluta tutti con la mano e cerca visibilità e conferme.
C’è un certo bellissimo pudore, in questa pagina, umiltà e tranquillità.. credo sia capitato a tutti di arrivare in un posto e non sapere dove ti devi sedere (penso ai pannelli coi nomi e i tavoli ai matrimoni..) e quel vago imbarazzo.. forse a Gesù coi discepoli era accaduto proprio questo. Credo al di là del fatto contingente che il messaggio sia ad una vita tra le righe, che non significa non degna o simili, anzi, ma nella piena consapevolezza sapiente di sé stessi..
Per la seconda parte.. che dire?
Siamo stati tutti a quelle cene infinite in cui ci si mette a parlare solo di cibo, di “la prossima volta pago io, tocca a me”, oppure si continua a raccontare di dove si è andati a mangiare (siete mai stati da..) o dove si dovrà assolutamente andare (ti devo portare da..)..
Non hanno da ricambiarti. Bello. Questo è il cuore. Fare gesti gratuiti. Portiamo a cena chi ci pare.. ma qualche “amico povero” da sostenere nel nascondimento.. male non fa.. qualcuno che non ha ne soprattutto sa.. ricambiare.. se non con un sorriso.. e ce lo faremo per una volta bastare.

